Geraldina Colotti – «Non è finito il ciclo progressista in America latina», Intervista. Maurice Lemoine, scrittore e saggista francese

da nostramerica.wordpress.com

Firma di Le Monde diplomatique, Maurice Lemoine è uno dei più grandi esperti europei di America latina, continente che ha raccontano e analizzato anche attraverso una corposa produzione letteraria e saggistica.

Una delle forme narrative che predilige è quella del noir, con la quale ha messo in pagina temi scomodi come il golpe contro Chavez in Venezuela o la storia dei cinque agenti cubani, liberati dopo 16 anni di carcere.

Il suo ultimo lavoro s’intitola Les Enfants cachés du général Pinochet. Précis de coups d’État modernes et autres tentatives de déstabilisation. Un libro inchiesta di 700 pagine (éditions Don Quichotte), in cui l’autore analizza i nuovi tentativi destabilizzanti a guida Usa in America latina.

Cos’è cambiato rispetto al secolo precedente – quello del Piano Condor e delle dittature sudamericane – esiste uno “schema” diverso?

Ho cominciato a lavorare al libro dopo il «golpe istituzionale» contro due presidenti eletti, Fernando Lugo in Paraguay e Manuel Zelaya in Honduras. L’idea era quella di spiegare a un pubblico più ampio che ha in mente colpi di stato come quello di Pinochet in Cile o della giunta militare in Argentina, come si organizzano oggi i moderni golpe, che perseguono lo stesso scopo ma con modalità meno shoccanti: in particolare le operazioni di destabilizzazione permanente che abbiamo visto, dalla fine degli anni 90, contro l’insieme dei governi latinoamericani di sinistra o di centrosinistra.

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