Evo Morales chiama alla mobilitazione contro l’offensiva neoliberista in America Latina

Evomorales e1460411386965da www.resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Il presidente boliviano, Evo Morales, ha messo in guardia i popoli sudamericani sulle nuove modalità che la destra latinoamericana sta utilizzando per rovesciare i governi progressisti, con golpe giudiziari e parlamentari invece che con le sollevazioni militari e civili.

Ora i golpe non sono più militari e neppure civili, sono di carattere giudiziario e parlamentare, e le campagne mediatiche e politiche sono orientate a indebolire l’immagine dei governanti antimperialisti e a pregiudicare la stabilità dei paesi progressisti della regione, ha sottolineato Morales.

Per arrivare dove siamo arrivati in Bolivia, ha sottolineato Morales, è stata molto importante l’unità del popolo, di tutti i settori sociali. Ci saranno accuse e menzogne e i neoliberisti – più noti nel paese come i “vendi-patria” faranno di tutto per mettere fine a questo processo, ha aggiunto.

Dopo avere riaffermato la sua solidarietà alla presidente Dilma Rousseff, all’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva e all’ex presidente dell’Argentina, Cristina Kirchner, sottoposti a un feroce attacco mediatico, Evo ha affermato che la destra è in cerca di qualsiasi pretesto per impedire a Lula di essere candidato alle prossime elezioni del Brasile.

A partire dal 2006, ha ricordato, si era cercato di farla finita con Evo Morales come presidente mediante un referendum revocativo, ma il tentativo non ha avuto successo. Hanno tentato un colpo di Stato e sono stati sconfitti. Hanno preteso di dividere la Bolivia, con la Meia Lua (le regioni boliviane, in cui governatori golpisti hanno tentato di compiere un’operazione “separatista”, ndt), ma anche in questo caso hanno fallito grazie alla consapevolezza del popolo.

Nel 2008, alcuni gruppi hanno impugnato le armi e hanno bloccato centri per l’esportazione del gas per diversi giorni allo scopo di strangolare il governo facendo mancare le risorse economiche, ma sono stati sconfitti grazie alla fedeltà della Polizia e delle Forze Armate alla Costituzione.

In un altro momento hanno dichiarato che la fossa dell’indio Evo sarebbe stata l’inflazione e che solamente nel giro di un anno si sarebbe presentata la scarsità di alcuni prodotti, con un’inflazione che sarebbe arrivata al 12 per cento, ma, ha detto Evo, siamo stati in grado di controllarla e l’anno scorso l’inflazione è stata meno del quattro per cento.

Evo ha segnalato che il governo boliviano ha sconfitto gli avversari in tutte le battaglie precedenti, ma nel referendum del 21 febbraio scorso non abbiamo potuto vincerlo per le reti sociali, una nuova forma utilizzata per condurre campagne politiche basate sulle menzogne e sulla manipolazione.

Con l’unità del popolo e di diversi settori sociali, questo processo continuerà, ha affermato, con nuove conquiste dal momento che l’economia nazionale continua a crescere, come hanno già riconosciuto gli stessi organismi internazionali quando parlano del modello economico boliviano.

Il nostro processo è noto nel mondo come quello dei movimenti sociali, la maggior parte dei dirigenti dello Stato proviene dai movimenti sociali e dal sindacato, ha segnalato Evo.

Prima a decidere qui erano i “Chicago boys” e oggi a decidere sono i “Chuquiago” (parola aymara) boys”, il che significa che prima erano i gringos a decidere le nostre politiche, mentre ora chi decide siamo noi, gli indios boliviani, ha concluso Morales.

Fonte: Prensa Latina