Due anni senza Chavez

hugo-chavez-facebookdi José Reinaldo Carvalho*

da “Vermelho”, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

Due anni fa moriva Hugo Chavez, il comandante della Rivoluzione Bolivariana, presidente della Repubblica e leader del Partito Socialista Unito del Venezuela. Ha lasciato un vuoto immenso, che i leader attuali, sotto la direzione del presidente Nocolas Maduro, si sforzano di colmare.

La Rivoluzione Bolivariana è stata sempre attaccata da nemici interni ed esterni, soprattutto dall’imperialismo nordamericano e dall’oligarchia nazionale. Chavez, in molti dei suoi discorsi e “conversazioni”, come amava dire, aveva affermato che all’inizio avevano tentato di cooptarlo, invitandolo a riunioni e cene nella sede dell’impero. In seguito si resero conto che non avevano di fronte un politico qualsiasi, ma il più importante leader di una rivoluzione antimperialista in America Latina, dopo Fidel Castro. Per questo, il primo decennio del nuovo secolo è stato segnato da tentativi di golpe, sabotaggi e persino da attentati alla sua persona.

Ora, senza Chavez al comando, il Venezuela non ha avuto un solo giorno di tregua dal momento della sua morte. Gli imperialisti e i loro alleati interni hanno immaginato che la scomparsa del comandante avrebbe creato la situazione più opportuna per assestare un colpo definitivo alla Rivoluzione e recuperare il potere. Facevano affidamento su un allentamento dei legami del potere con le masse popolari, sulle divisioni nelle file chaviste e sul malgoverno. Hanno investito sull’instabilità permanente, sulla strategia del “cambio di regime”, sul modello di quanto è avvenuto in paesi del Medio Oriente e dell’Est europeo, sulla guerra economica, sulla guerra mediatica, sui sabotaggi di ogni tipo e sulla minaccia di intervento. Il presidente Maduro ha affermato, in modo assolutamente appropriato, che si tratta della strategia e tattica del “golpe permanente”.

Fa parte di questa strategia e tattica il tentativo di isolamento diplomatico della Rivoluzione Bolivariana, la pressione sulle cancellerie di paesi amici del Venezuela perché condannino le azioni del governo venezuelano contro i golpisti.

Il governo venezuelano ha affrontato con successo la controrivoluzione e avanza determinato nella costruzione di un paese indipendente e socialista, basato sulla mobilitazione e l’unità del popolo, sull’elevazione della sua coscienza antimperialista, sull’alleanza con i popoli di tutto il mondo e con i paesi fratelli del sistema interamericano che crea i nuovi meccanismi di integrazione, come Celac e Alba.

La Rivoluzione Bolivariana conta soprattutto sulla coscienza accumulata dal popolo, permeata degli insegnamenti di Chavez, sulla determinazione a costruire una Repubblica popolare, democratica e sovrana, un regime delle masse popolari e delle forze patriottiche, che opera nel mondo come forza antimperialista, difende la pace e il socialismo.

E’ per queste ragioni che il Venezuela Bolivariano è diventato depositario della solidarietà delle forze democratiche, patriottiche e rivoluzionarie. I popoli in lotta vedono nell’esempio di questa rivoluzione e nel suo carattere antimperialista una riserva morale di coraggio e dignità, audacia e spirito di lotta contro le iniquità dell’ordine mondiale e del sistema capitalista, per la conquista della pace e dei diritti per i popoli.

In occasione del secondo anniversario della morte di Chavez, il popolo venezuelano continua ad essere presente nella difesa della Rivoluzione.

* Editor di Vermelho, direttore di Cebrapaz e membro della Rete degli Intellettuali in Difesa dell’Umanità