Appello urgente in difesa del Venezuela Bolivariano

bolivia caminosocialistaComunicato contro la mozione presentata dal PD per sostenere la liberazione del golpista Leopoldo López

Il quotidiano italiano, Il Corriere della Sera, principale strumento della guerra mediatica e psicologica degli Stati Uniti e della borghesia imperialista italiana contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela, ha pubblicato un articolo nel quale afferma che un gruppo di parlamentari del Partito Socialista e del Partito Democratico, hanno presentato una mozione alla Camera dei Deputati della Repubblica Italiana di condanna nei confronti della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dovuto al giudizio che ha portato in cella il fascista Leopoldo López, reo confesso di aver partecipato attivamente al colpo di Stato contro il governo Chávez nel 2002 e all’assedio all’Ambasciata della Republica di Cuba in Venezuela.

In siffatta mozione si afferma quanto segue:

«Roma si impegni per liberare Leopoldo López»

Mozione alla Camera «Roma si impegni per liberare Leopoldo López» Viene depositata oggi alla Camera una mozione che impegna il governo italiano «ad adottare con urgenza ogni iniziativa utile» perché vi sia una «soluzione positiva» per Leopoldo Lopez e gli altri prigionieri politici in Venezuela. Il popolare leader dell’opposizione al chavismo, in carcere da un anno e sette mesi, è appena stato condannato a quasi 14 anni per istigazione alla violenza e altri reati in un processo «additato da gran parte del mondo come un atto di persecuzione politica da parte del governo di Nicolás Maduro» recita il testo firmato da:

Deputati socialisti (Marco Di bello, Leilo Di Gioia)
Deputati Pd (Roberto Rampi, Gea Schirò, Walter Verini, Salvatore Piccolo, Luigi Lacquaniti Massimiliano Manfredi, Emiliano Minnucci).

Ebbene, l’attacco e l’ingerenza politica nei confronti della Repubblica Bolivariana del Venezuela non è un episodio isolato: si inserisce nel quadro del piano preparato per determinare una situazione idonea per un intervento militare nel paese andino-amazzonico, che dia uno spunto per un cambio di regime in senso autoritario, fascista e oligarchico. Si tratta di un’operazione in marcia da tempo in modo coperto e strisciante, che rafforza gli elementi che dimostrano l’ingerenza di governi stranieri contro il governo costituzionale di Maduro; come si evince in questo caso, là dove, la camera dei deputati della Repubblica italiana dovesse approvare siffatta mozione.

Un precedente assai grave che provocherebbe, senz’altro, non pochi problemi nei rapporti bilaterali tra Italia e Venezuela.

All’indomani del voto popolare che ha consacrato Nicolás Maduro come Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, si è scatenata la fase golpista dell’oligarchia nazionale venezuelana in collaborazione col Dipartimento di Stato statunitense e la CIA, con il sabotaggio dell’economia nazionale venezuelana, attraverso la guerra mediatica, psicologica e culturale, attraverso le operazioni terroristiche e paramilitari.

Nell’evidente tentativo di riproporre il piano delle cosiddette “rivoluzioni colorate”, si sta tentando di creare una situazione nella quale l’opinione pubblica internazionale avvalli un intervento militare in Venezuela.

Ciò che l’imperialismo e – a quanto pare – i parlamentari firmatari di suddetta mozione non tollerano, è che il popolo venezuelano abbia deciso di costruire un paese basato sulla giustizia e l’eguaglianza sociale. Solo qualche mese fa, la FAO ha riconosciuto e premiato la Repubblica Bolivariana del Venezuela come paese libero dalla fame. Questo è quello che – evidentemente – non tollera il Partito democratico, organizzazione politica completamente asservita agli interessi di stato statunitensi.

L’aggressione di cui è vittima la Repubblica Bolivariana è parte essenziale della guerra di IV generazione in atto da quando il comandante eterno Hugo Chávez ha trionfato alle elezioni del 1999.

La solidarietà internazionalista presente qui in Italia deve denunciarla con tenacia e contribuire a respingerla, facendo fronte alle minacce imperialiste contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela, cercando di costruire un forte movimento di solidarietà per questo paese e per tutti i paesi membri dell’ALBA-TCP, che sovranamente hanno deciso di incamminarsi verso la seconda e definitiva indipendenza.

Per queste ragioni, la Rete Caracas ChiAma, l’Associazione Nazionale delle Reti e Organizzazioni Sociali (ANROS – Italia), lanciano l’appello urgente a tutte le compagne e i compagni, a tutte le associazioni, reti, organizzazioni, partiti e movimenti che solidarizzano con la Repubblica Bolivariana del Venezuela a partecipare al Terzo Incontro in Solidarietà con la Repubblica Bolivariana del Venezuela che si terrà a Ravenna i giorni 9-10-11 ottobre.

Compagne e Compagni! Caracas ChiAma, la solidarietà non può restare con le braccia incrociate:

Tutti a Ravenna!

Associazione Nazionale delle Reti e Organizzazioni Sociali (ANROS Italia)
Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”