A cinque anni dal golpe in Honduras

golpe honduras bandiera fuocoIntervista a Juan Barahona, del partito LIBRE
da www.radiomundoreal.fm | Traduzione di Marx21.it

Organizzazioni e movimenti sociali ricordano i cinque anni da quando le forze coordinate da Roberto Micheletti rovesciarono il presidente honduregno José Manuel Zelaya.

Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare, il movimento nato per combattere il golpe, ha organizzato, in questi mesi, mobilitazioni nella capitale Tegucigalpa e in diversi dipartimenti. “La valutazione che facciamo è che il popolo è sceso nelle strade, che continua a rifiutare il colpo di Stato, e molto di più ora, passati cinque anni, che stiamo patendo le conseguenze negative del golpe, con più povertà, più miseria, violazione sistematica dei diritti umani”, ha dichiarato a Radio Mundo Real il dirigente del FNRP ed ex candidato alla vicepresidenza per il Partito Libertà e Rifondazione (LIBRE) Juan Barahona.

Barahona ha proseguito soffermandosi sulle conseguenze economiche del golpe: “Sono state approfondite le misure neoliberiste: Oggi si stanno privatizzando, vendendo e dando in concessione tutte le imprese e le risorse naturali dello Stato. Sono arrivati all’estremo di vendere la nostra sovranità con le cosiddette “città modello” o “zone di sviluppo” come le chiamano, vendendo direttamente parti del nostro territorio”.

Un altro dei problemi denunciati dalla resistenza honduregna è il livello di disoccupazione. Secondo la Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPAL), il paese occupa l’ottavo posto nella regione per il livello di disoccupazione, che arriva quasi al 6%. Rispetto alla classe lavoratrice, Barahona denuncia la persecuzione sindacale sistematica che si vive nel paese. “Il diritto alle prerogative sindacali che hanno i direttivi dei sindacati è violato sistematicamente. Le organizzazioni sindacali stanno sollecitando processi sommari nei tribunali per ottenere la sospensione dei dirigenti”.

La persecuzione è anche politica: “lavoratori che hanno militato nella resistenza o nel Partito Libre sono stati licenziati e perseguiti”. “I sindacati vengono colpiti, i dirigenti del settore contadino assassinati, e il settore della magistratura, che rappresenta un settore forte all’interno della resistenza, vede anch’esso i suoi dirigenti licenziati e proibita la loro partecipazione alla testa delle organizzazioni. La situazione per le organizzazioni di categoria totalmente avversa”, conclude Barahona.

Abbiamo una società militarizzata, ma i crimini continuano ad aumentare”

L’avvocatura, la comunicazione sociale e la difesa dei diritti umani in generale, si sono trasormati in compiti estremamente pericolosi in Honduras. Secondo Barahona: “Erano settori che prima del golpe non avevano alcun problema, ma oggi poiché sono identificati con la resistenza, con la lotta sociale e con la trasformazione dell’Honduras, vengono perseguitati, minacciati e assassinati”.

Lo Stato governato dal Partito Nazionale (agente principale del rovesciamento di Zelaya) sta assumendo sempre più polizia militare, mobilitando le forze armate nelle strade, “ma al contrario la criminalità non diminuisce e aumentano i delitti. Qui giovani e donne vengono assassinati quotidianamente”, dice Juan Barahona parlando dell’importanza crescente che lo Stato attribuisce alle forze repressive.