A 26 anni dal rovesciamento di Stroessner

di Sebastian Polischuk | resumenlatinoamericano.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Dalla dittatura alla democrazia militarizzata supportata dagli Usa

Tra il 2 e 3 febbraio 1989 si consumava il rovesciamento del più sanguinoso violatore di diritti umani nella storia del Paraguay, il dittatore Alfredo Stroessner. Accadeva a seguito di un colpo di stato effettuato da una frazione dissidente delle sue stesse forze armate e permise il ritorno alla democrazia dopo 35 anni di dittatura.

Sebbene attualmente non esistano dati ufficiali sul numero di vittime causate dalla dittatura di Stroessner, si stima che siano state 20.090 le vittime dirette delle violenze in questo periodo (1954-1989). Secondo la Commissione di verità e giustizia (CVJ): 19.862 persone sono state detenute arbitrariamente o illegalmente; 18.772 sono state torturate; 59 esecuzioni extragiudiziali (uccise); 500 scomparsi e 3.470 esiliati. Il settore più colpito da queste violazioni, sulla base dei rapporti di questa Commissione, è stato quello dei movimenti contadini, il 24% del totale.

Ad oggi il governo e la giustizia paraguaiana non ha condannato nessuno dei capi militari responsabili di quel terrorismo di stato. Non esiste un vero impegno per indagare su tali violazioni. Né si può auspicare un cambiamento nella politica economica e nei rapporti internazionali con i governi complici e partecipi di quelle crudeltà, come il governo degli Stati Uniti.

Esempi di continuità in questo senso ce ne sono diversi. Uno di questi ha a che fare con la persecuzione, la repressione, l’omicidio e la spoliazione dei contadini tra il 1989 e il 2013. Sono stati 115 i dirigenti contadini assassinati durante le proteste per l’accesso alla terra, secondo il Rapporto Chokokue [“contadino” in guaraní , ndt] del Coordinamento per i diritti umani del Paraguay (Codehupy). Come sotto la dittatura di Stroessner, fra i più colpiti dalla violazione dei diritti umani continuano ad essere i contadini. A questo va aggiunto il fatto che il Paraguay è il paese con la maggiore concentrazione terriera del mondo.

Ma in fondo, le linee di continuità tra l’attuale governo democratico di Horacio Cartes e il regime militare di Stroessner, poggiano sulla politica repressiva militare ed economica, entrambe fortemente appoggiate dagli Stati Uniti.

La militarizzazione e il supporto Usa di fronte al “terrorismo”

Nel 2010, sotto la presidenza di Fernando Lugo, venivano approvate le leggi contro il terrorismo e sulla sicurezza interna, leggi che permettono di accusare di terrorismo tutto ciò che turba l’ordine pubblico, oltre che, nel caso della legge sulla sicurezza interna, di militarizzare il paese per combattere le organizzazioni guerrigliere contadine come l’Esercito Paraguaiano del Popolo (EPP), con la totale approvazione e il supporto di Stati Uniti e Colombia e successivamente con il sostegno dei servizi di intelligence israeliani (Mossad).

Ma dopo il rovesciamento di Lugo e dopo un breve periodo di transizione, si passa all’attuale governo che vede ancora una volta al potere il Partido Colorado (lo stesso a cui apparteneva Stroessner), questa volta sotto l’imprenditore del tabacco Horacio Cartes.

Senza spingersi troppo indietro, già nel febbraio dello scorso anno, il governo Cartes ha autorizzato gli Stati Uniti a costruire un quartier generale nel nord del paese, proprio là dove sono più grandi le disuguaglianze sociali patite dai contadini e maggiori gli scontri fra lo Stato e l’EPP. Tanto che, nel dipartimento di San Pedro è stata installata la base militare chiamata Centro di operazioni di emergenza (COE), del Comando Sud [Comando Usa per l’America centro-meridionale e i Caraibi con sede a Miami, Florida, ndt]. Nel settembre dello stesso anno, Cartes ha drasticamente aumentato il bilancio militare per le operazioni contro l’EPP e per la militarizzazione portata avanti dalle task force congiunte (unità militari composte da poliziotti e militari specializzati). Nel 2014, il bilancio era di 326,406 miloni di dollari. Queste misure, unite alla collaborazione dei servizi segreti israeliani del Mossad, hanno sconvolto, lo scorso anno, il nord del paese.

Come risultato, questa politica non solo non è stata in grado come auspicava di combattere l’EPP, ma le azioni delle forze congiunte sono costate la vita e il ferimento di numerosi contadini e abitanti dei villaggi, accusati falsamente di avere legami con la guerriglia. Dalla fine dello scorso anno sono state molte le vittime, fra queste le più note sono: Vicente Ojeda, ucciso sabato 15 novembre nella località di Arroyito; Gumersino Toledo, torturato il 21 ottobre nella stessa località; Hermenegildo e Marcos Ovelar assassinati e Maria Gloria Gonzalez (la zia) ferita con arma da fuoco e accoltellata, il 5 settembre a Kuruzu de Hierro.

Ciò che colpisce è che, nonostante i recenti dibattiti, dopo l’ultimo scontro tra l’EPP e le forze congiunte, in cui l’EPP viene accusato di aver ucciso due uomini d’affari tedeschi, sia il Partido Colorado, che il Partito liberale, come pure l’attuale partito dell’ex presidente Fernando Lugo (Frente Guasu) ritengono necessario aumentare ulteriormente il potere repressivo dello Stato contro l’EPP.

Inoltre, a partire dalla metà dello scorso anno ci sono stati arresti di alcuni dirigenti sindacali e di studenti senza che venisse loro concesso il diritto a una difesa adeguata, come nel caso dello studente cileno Patricio Flores, degli 11 portuali ancora detenuti per uno sciopero per il reintegro di 200 colleghi licenziati, incluse tre persone arrestate per aver tracciato graffiti in loro sostegno, ecc. Senza contare le accuse rivolte ai giornalisti che sostengono i contadini, come nel caso di Paolo Lopez del giornale alternativo E’A.

Come ai tempi di Stroessner, la militarizzazione e la persecuzione degli attivisti sociali continuano e contano sull’appoggio degli Stati Uniti, con Israele il migliore alleato del Paraguay in campo repressivo ed economico. Gli Usa, tra il 1946 e il 1989, hanno dato al governo del Paraguay 31 milioni di dollari, quasi tutti sotto forma di sovvenzioni ad operazioni militari, di tortura e persecuzione degli attivisti sociali, in linea con la Dottrina di sicurezza nazionale. In più, nel 1956 il Paraguay fu scelto dagli Usa come uno dei primi paesi dell’America Latina a ricevere un addestramento delle forze di polizia per combattere il cosiddetto “nemico interno”, con l’inquadramento dell’unità specializzata di “intelligence antisovversiva”.

La politica economica, una forte dipendenza dagli Usa

In termini economici, negli anni di Stroessner, in particolare tra il 1954 e il 1960, il Paraguay ha ricevuto un totale di circa 30 milioni di dollari di aiuti dagli Stati Uniti, promossi dal Fondo monetario internazionale, finendo con l’essere il terzo destinatario di questi fondi in America Latina. Attualmente gli Stati Uniti sono uno dei dieci maggiori investitori stranieri in Paraguay, nel quadro di un modello in cui aziende come Monsanto, Cargill, ADM, tra le altre, occupano un posto privilegiato grazie all’impulso alla produzione della soia voluto da Cartes e al fatto che queste società siano state esentate dalle imposte, a differenza del resto delle piantagioni per lo più dei contadini e dei piccoli produttori.

Questa forte relazione economica tra Usa e Paraguay non sembra così casuale, se si considera che gli Stati Uniti sono il paese che più ha cooperato con aiuti economici nel corso della storia del Paraguay, per un importo di oltre 100 miliardi di dollari dalla dichiarazione di indipendenza dalla Spagna fino ad oggi.

In sintesi, esiste in Paraguay una accentuata continuità nella militarizzazione e nella politica economica, che va dal crudele governo della dittatura di Stroessner fino ad oggi, con il cosiddetto democratico governo Cartes, in cui è scarso il rispetto dei diritti umani e dove i colpiti sono la popolazione economicamente più povera: i contadini che quotidianamente subiscono persecuzioni, gli arrestati che siano i lavoratori portuali, della pubblica amministrazione o giornalisti di opposizione, ecc. I popoli indigeni sono spogliati della loro terra, condannati alla miseria. Tutto ciò in complicità con quei partiti politici che si vantano anche di essere liberali in alcune proposte, ma che finiscono per sostenere metodi fortemente discutibili che portano alla militarizzazione del Paraguay come negli anni di Stroessner.