Mozambico: il Frelimo lavora per la pace

frelimo nyusidi Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

In Mozambico, il Frelimo prosegue la lotta per la pace e per maggiore sviluppo e cerca di superare gli ostacoli che minacciano la tranquillità nel paese.

Il vincitore delle elezioni presidenziali del 15 ottobre, Filipe Nyusi, candidato del Frelimo, ha preso possesso a Maputo della carica di capo dello Stato e ha fatto appello alla difesa e al rafforzamento delle grandi conquiste storiche del popolo mozambicano – l’indipendenza, l’unità nazionale e la pace.

A pochi mesi dalla festa del 40° anniversario dell’indipendenza, Nyusi ha ricordato nel discorso dell’investitura l’esempio ispiratore dei presidenti che lo hanno preceduto (Samora Machel, già scomparso, Joaquim Chissano e Armando Guebuza) e, anche, del fondatore del Frelimo, Eduardo Mondlane, assassinato nel 1969 da agenti del colonial-fascismo portoghese.

Il nuovo presidente della Repubblica ha promesso di lavorare per il “dialogo costruttivo con tutte le forze politiche e le organizzazioni civili per promuovere la concordia” e costruire la “società dell’inclusione”, aperta a tutte le buone idee.

Sul piano economico, ha ricordato che il Mozambico – con 25 milioni di abitanti e tassi di crescita superiori al 7% del PIL negli ultimi anni – “è un paese benedetto dalle risorse naturali, in particolare terre arabili, foreste, risorse minerarie e marine”. E ha affermato di volere che “lo Stato e i mozambicani in generale siano i veri padroni delle ricchezze e della potenzialità” della patria.

Nyusi, di 55 anni, ingegnere meccanico, ha costituito il nuovo governo, dopo che il Frelimo aveva conquistato nelle urne la maggioranza parlamentare qualificata. Il primo ministro è Carlos Agostinho do Rosário, economista agrario, che è stato ambasciatore in India, in Indonesia, a Timor Est e in altri paesi asiatici. L’esecutivo è di 21 ministri e 18 vice ministri e sono stati anche nominati gli 11 governatori provinciali.

A questi governanti, che combinano gioventù ed esperienza, rinnovamento e continuità, Nyuzi ha chiesto di lavorare con impegno per servire il popolo, ha ripetuto che la sfida è assicurare “una migliore ridistribuzione della ricchezza nazionale” e ha riaffermato che le opportunità derivanti dallo sfruttamento delle risorse naturali devono sempre più andare a beneficio dei mozambicani “i loro veri proprietari”. Ha dato loro istruzioni per cominciare immediatamente a lavorare “per salvare subito vite” e soccorrere le popolazioni colpite dalle inondazioni nel centro e nel nord del paese, soprattutto nelle province di Sofala, Zambézia, Nampula e Niassa, un disastro naturale che ha già causato più di un centinaio di morti.

Manovre pericolose

Ai propositi di pace, progresso e giustizia sociale manifestati dal Frelimo, si oppone Alfonso Dhlakama, capo del Renamo, il secondo partito nello scrutinio del 2014.

Come in tutte le elezioni con più partiti svoltesi dal 1994, è stato sconfitto anche ora ma non ha accettato i risultati, riconosciuti sia dalle istanze nazionali che dagli osservatori stranieri. Come nelle occasioni precedenti, minaccia oggi di destabilizzare il paese, se necessario ricorrendo ancora una volta alle armi – è lo stesso che, tra il 1976 e il 1992, appoggiato dai razzisti sudafricani, aveva provocato una guerra civile devastante, e che, nel 2013, aveva lanciato di nuovo la sua guardia pretoriana in sanguinose azioni armate contro obiettivi civili nel centro del paese.

Di fronte ai risultati sfavorevoli nelle elezioni dell’anno scorso, Dhlakama, sempre con discorsi populisti e infuocati, ha preteso la partecipazione dei suoi uomini a un “governo di gestione”. Davanti al rifiuto di tale richiesta da parte del Frelimo – che ha mostrato una grande apertura al dialogo e un’enorme pazienza, ma anche grande fermezza -, il leader del Renamo ha proibito ai suoi rappresentati eletti nel parlamento nazionale e nelle assemblee provinciali di assumere incarichi. Negli ultimi giorni, puntando sulle divisioni, ha minacciato di creare e governare con la forza una “regione autonoma” nel centro e nel nord del paese, dove sostiene di avere vinto le elezioni.

Il presidente Nyusi, il Frelimo – diretto da Armando Guebuza – e diplomatici a Maputo continuano a cercare di impedire le manovre pericolose di Dhlakama. C’è una squadra di mediatori nazionali, di cui fanno parte autorità religiose, che ha mantenuto vivo il dialogo. E, a Maputo, sono in corso negoziati ufficiali, tra il governo e la Renamo, con più di 90 sedute ma senza grandi progressi.

Tutti gli sforzi sono diretti nel senso della conservazione della pace e del consolidamento dell’unità nazionale, condizioni indispensabili alla prosecuzione dello sviluppo armonioso del Mozambico, in accordo con la volontà e le aspirazioni del suo popolo lavoratore.