Il Mali nella spirale delle ingerenze

da “Atlas alternatif” | traduzione a cura di Marx21.it

mali-militia-770x514Il 30 giugno, sette dei sedici mausolei di Timbuctu, iscritti nel patrimonio mondiale dell’Unesco, sono stati distrutti dai wahabiti, le distruzioni sono poi proseguite nei giorni seguenti, e il 2 luglio sono state le moschee della città ad essere prese di mira (http://www.france24.com/fr/20120702-mali-toubouctou-ansar-dine-islamistes-detruisent-mosquee-sidi-yeyia-mausolees-saints-musulmans?autoplay=1). Gli Occidentali ora temono che vengano distrutte le decine di migliaia di manoscritti della città, alcuni dei quali risalenti al Medio Evo. Questi testi, redatti in arabo o in fulani su scapole di cammello, pelli di pecora o su corteccia, trattano di teologia, di astronomia, di musica, di letteratura, di botanica, di genealogia, di anatomia (manoscritti che erano già stati largamente ignorati dalla cosiddetta comunità internazionale che ha stanziato i fondi per la loro conservazione solo il 3 luglio scorso (http://www.maliweb.net/news/insecurite/2012/07/04/article,77536.html).

Questi abusi si aggiungono ai numerosi assassini, saccheggi e violenze commessi nella regione in sei mesi (http://www.rfi.fr/afrique/20120515-mali-amnesty-international-fait-etat-plus-graves-violations-droits-humains). Si inseriscono nel piano di instaurazione di un Islam rigorista nel Nord Mali che fino ad ora era rimasto estraneo alla cultura salafita.

A Timbuctu, il responsabile delle distruzioni è Sanda Ould Boumama, narcotrafficante vicino all’AQMI (Al Qaeda Magreb), presentato erroneamente dalle agenzie occidentali che hanno ripreso fonti locali come il portavoce di Ansar Dine. Della città di Gao, si è impossessato (http://www.jeuneafrique.com/Article/ARTJAWEB20120627140621/mali-islamistes-aqmi-touaregnord-mali-combats-a-l-arme-lourde-entre-le-mnla-et-le-mujao-a-gao.html) il Movimento per l’unicità e il jiadh dell’Africa dell’Ovest (MUJAO). Il MUJAO, considerato dissidente dell’AQMI, è un movimento che è noto per avere rapito quattro persone a Tindouf nel 2011. Protegge nei suoi ranghi membri della Croce Rossa del Qatar (http://www.jeuneafrique.com/Article/ARTJAWEB20120626090318/) che contribuiscono così a legittimare la sua azione a Gao… (sulle relazioni tra il Qatar e il governo francese di Hollande Le Parisien del 23 giugno http://www.leparisien.fr/espace-premium/fait-du-jour/pour-le-qatar-la-france-reste-une-terre-de-predilection-23-06-2012-2061750.php).

Il ministro maliano della cultura in visita a San Pietroburgo (http://www.lepoint.fr/monde/mali-les-islamistes-continuent-a-detruire-des-mausolees-a-tombouctou-01-07-2012-1479619_24.php) si è pronunciato per un intervento dell’ONU a favore della salvaguardia del patrimonio culturale del suo paese, e il Marocco esercita pressione per un’azione in tal senso dei paesi islamici. L’Algeria, fino ad ora su una linea di non ingerenza, ha ricevuto diverse richieste di intervento militare da parte del governo maliano.

Mentre il Niger (sebbene ancora ostile alla presenza di basi francesi sul suo suolo) preme sulla Francia perché intervenga militarmente, gli Stati Uniti da parte loro hanno sconsigliato la CEDEAO di farlo (http://www.jeuneafrique.com/Article/DEPAFP20120630104526/islamistes-cedeao-washington-nord-du-malimali-washington-met-en-garde-la-cedeao-contre-une-operation-dans-le-nord.html) ritenendo che il contingente di 3.300 uomini previsto per intervenire nel Mali dovrebbe restare nella parte sud del paese. Il ministro degli affari esteri francese Fabius (http://news.yahoo.com/mali-boosts-efforts-save-north-islamists-105046649.html) si è detto fiducioso in merito al fatto che una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU autorizzi prossimamente l’uso della forza nel Nord Mali (mentre ancora all’inizio di giugno giocava la carta dell’attendismo). Ma in Africa alcune voci come quelle del presidente della Guinea Alpha Conde ritengono che l’invio di truppe nel nord del paese non sarebbe legittimato se non dalla sollecitazione del governo di unione nazionale maliano, che non esiste in questo momento (sulle tergiversazioni della CEDEAO http://fr.allafrica.com/stories/201207031134.html).

Gli effetti secondari dell’intervento militare degli Occidentali in Libia nel 2011, che hanno contribuito a trasformare l’Ovest africano in un nuovo Afghanistan, sembrano spingere la regione nella spirale degli interventi stranieri incessanti.