6 gennaio: contraccolpo e crisi di legittimità in corso

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Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano

Nel gennaio di due anni fa, un misterioso membro di una forza politica di minoranza, chiamato Juan Guaidó, ha assunto per un mese la carica di presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela. In seguito si è prontamente auto-dichiarato come Presidente ad interim della Repubblica Bolivariana del Venezuela.


Questa bizzarra azione non aveva alcun fondamento legale, ma non ha fermato l'amministrazione Trump ed in seguito l’Unione Europea dal riconoscere questo presidente fittizio.

Come già spesso accaduto in altre parti del mondo, si tratta dell’ennesimo di una serie di tentativi illegali, da parte degli Stati Uniti, volto a controllare le politiche di altri Paesi del Sud del mondo. Il supporto a dittatori, il rovesciamento di governi con la violenza e la distruzione di nazioni sono atti al centro di tutte le politiche globali statunitensi da quando gli Stati Uniti diventarono nel 1945 i leader dell’alleanza coloniale/capitalista occidentale.

Ma come disse una volta Malcolm X : “Le galline sono tornate al pollaio”.

In qualunque modo si vogliano descrivere gli eventi del 6 gennaio oppure le diverse settimane trascorse dopo le elezioni, una cosa è certa: milioni di persone negli Stati Uniti hanno perso il rispetto per le istituzioni politiche statunitensi. In tutto lo spettro politico, le persone stanno rivolgendo un grido comune verso il governo degli Stati Uniti, il quale non rappresenta i loro interessi.

Decenni di austerità neoliberista, bassi salari, deindustrializzazione, privatizzazione dei servizi pubblici come le strutture sanitarie, il saccheggio di risorse pubbliche trasferite al complesso militare-industriale e l'incapacità dello Stato di proteggere i diritti umani fondamentali delle persone hanno dato luogo alla crisi di legittimità che ha reso difficile per la classe dirigente statunitense governare alla vecchia maniera.

E così, come aveva predetto il BAP, quando venne fondato nell'aprile 2017, le élite sono passate alla repressione. Gli eventi del 6 gennaio hanno dato ai governanti l'opportunità di muoversi ancora più rapidamente per restringere il campo di un pensiero politico adeguato e della partecipazione. Alcune parti dell’opinione pubblica hanno chiesto ritorsioni contro le persone che hanno "fatto breccia" nel Campidoglio. Ora, le autorità statali - comprese le società Big Tech che sono emerse come agenti non riconosciuti dello stato - si sono avvicinate notevolmente a marchiare i sostenitori di Trump come elementi criminali che meritano di essere relegati alla morte sociale, oggi rappresentata dal "de-platforming".

La crisi in corso del sistema coloniale-capitalista sta creando nuove espressioni di quello che potrebbe essere definito fascismo. Un quadro definisce il fascismo come "l'aperta dittatura terroristica degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario". Quando l'intera classe dominante, guidata dal capitale finanziario, si allinea con Joe Biden e Democratici, dobbiamo stare attenti nelle nostre analisi e posizioni.

L'agenda del Partito Democratico per ripristinare la "legittimità" del sistema avrà un costo. In quanto popoli e lavoratori oppressi negli Stati Uniti, allineati con le classi lavoratrici e le nazioni oppresse del mondo, non dobbiamo permettere ai fascisti in qualunque veste di ricostruirsi una legittimità a nostre spese.