La “necropoli virtuale” dei collaborazionisti nazisti dell'Ucraina e il suo sovrintendente

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nazisti ucrainidi Moss Robeson

A cura di Enrico Vigna

In questo articolo di un autorevole portale storico è documentato cosa hanno fatto dell’Ucraina i suoi “liberatori”, sostenuti, finanziati e armati dalle potenze occidentali, in nome della democrazia e della libertà, attraverso la rivolta del “Maidan”. Sbandierata come “rivoluzione colorata”, anche in Italia vezzeggiata e applaudita dai politici di ogni colore. In prossimità del 25 aprile occorrerebbe SOTTOPORRE QUESTE DOCUMENTAZIONI a tutti coloro che in nome di un presunto “antifascismo”, celebreranno i NOSTRI eroi partigiani facendosi paladini dei valori per cui QUESTI hanno dato le  loro vite, ma poi a livello internazionale sono schierati e accomunati , in Ucraina come in Donbass, in Bielorussia come in Serbia, in Siria come in Libia, a Cuba come in Nicaragua, ecc., alle politiche che hanno promosso e sostengono queste infamie, come processi di “liberazione” e democratici. 

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Sulla sospensione dell'attività della Fondazione di Navalnij e le condizioni di salute

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navanijdi Marinella Mondaini

da https://www.lantidiplomatico.it

Come era già stato annunciato negli ambienti giornalistici russi, il 26 aprile sarebbe stato un momento cruciale per l’attività del “principale e più pericoloso dissidente-oppositore di Putin” - secondo la narrazione falsa dell’informazione ufficiale italiana, ma ritenuta nociva e distruttiva dal popolo russo.  La Procura di Mosca, dopo aver svolto tutti gli accertamenti necessari ha presentato al Tribunale una denuncia con il fine di riconoscere la Fondazione Navalnij e le sue relative strutture come “estremiste”. Cosa significa “estremiste”? Significa che sono a un gradino prima dall’essere “terroristiche” (come l’ISIS, Al-Qaida, ecc.) Significa che Navalnij e chi tira i fili di questo burattino, conducono un’attività pericolosa per la società russa.

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Afghanistan, il piano Usa di una nuova catastrofe

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Afghanista dinuccidi Manlio Dinucci 

da il manifesto, 27 aprile 2021

Il generale Scott Miller, comandante delle forze Usa e alleate in Afghanistan, ha annunciato il 25 aprile l’inizio del ritiro delle truppe straniere che, secondo quanto deciso dal presidente Biden, dovrebbe essere ultimato entro l’11 settembre. Gli Usa terminano così la guerra condotta per quasi vent’anni? Per capirlo, occorre anzitutto fare un bilancio dei risultati della guerra.  

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L'esagerato budget del Pentagono non è solo uno spreco. È razzismo

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baltimore police riotsdi Diana Ohlbaum

da https://www.defenseone.com

Traduzione di Marco Pondrelli per marx21.it

Non dovrebbe stupire nessuno che la prima richiesta di bilancio del presidente Biden continui una lunga tradizione di protezione del Pentagono dai tagli di bilancio. Il "bilancio magro" dell'amministrazione propone 753 miliardi di dollari per la difesa nazionale - un aumento di 12 miliardi di dollari dai livelli attuali. Nonostante la pressione sostenuta da gruppi di tutto lo spettro politico, leader religiosi e membri del Congresso, Biden non ha mai mostrato alcun entusiasmo per la riduzione delle spese militari.

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Minacce pubbliche di un colpo di stato militare: la CGT chiede vigilanza e un'indagine approfondita

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francia gallo simboloda https://www.cgt.fr

Traduzione di Lorenzo Battisti

Nei giorni scorsi è stato pubblicato, su una rivista di estrema destra “Valori attuali”, una lettera firmata da una ventina di generali francesi in pensione e sottoscritta da decine di altri ufficiali francesi di tutti i livelli. La minaccia, nemmeno troppo velata, è quella di un intervento diretto dei militari per “raddrizzare” una democrazia repubblicana che, a loro parere, appare troppo molle. Il loro appello è stato accolto da Marine Le Pen che li invita a unirsi a lei: invita cioè a politicizzare le forze militari per un intervento diretto in politica. Se il colpo di stato era stato ventilato, Marine Le Pen l’ha accolto. La situazione ha chiaramente allarmato le organizzazioni operaie, in primis la CGT e il Partito Comunista Francese. Tutto questo suona assolutamente tetro alla vigilia del 25 aprile. Ma appare ancora più preoccupante per il significato che ha in Francia questa data.

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Afghanistan: la pretesa di Biden di fermare la guerra america più lunga di sempre è un inganno

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Afghanistan1di Jeremy Kuzmarov

da https://mltoday.com

Traduzione di Marco Pondrelli per marx21.it

Le forze speciali, gli appaltatori del Pentagono e gli agenti dell'intelligence rimarranno

Mercoledì 14 aprile, il presidente Joe Biden ha annunciato che avrebbe posto fine alla più lunga guerra degli Stati Uniti e ritirato le truppe statunitensi dall'Afghanistan nel 20 ° anniversario degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. Entro quella data verranno ritirate anche oltre 6.000 soldati delle truppe NATO. "La guerra in Afghanistan non è mai stata concepita come un'impresa multi-generazionale", ha detto Biden durante le sue osservazioni dalla White House Treaty Room, lo stesso luogo da cui il presidente George W. Bush aveva annunciato che la guerra sarebbe iniziata nell'ottobre 2001. Siamo stati attaccati. Siamo entrati in guerra con obiettivi chiari. Abbiamo raggiunto questi obiettivi. Bin Laden è morto e al Qaeda è degradata in Afghanistan ed è ora di porre fine alla guerra per sempre".

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Intervista con Zhang Yuyan sulla globalizzazione e lo sviluppo

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dragone statuada http://english.cssn

Traduzione di Lorenzo Battisti

Presentiamo qui la traduzione di un’intervista di un autorevole esponente dell’Accademia Cinese di Scienze Sociali. In essa tratta degli effetti della pandemia sulla Cina e a livello globale. Ma facendo ciò, mette in luce le analisi alla base delle decisioni prese dalla Cina ed evidenzia le traiettorie che il paese intende prendere nei prossimi anni, insieme agli ostacoli che incontra.

Pensiamo sia significativo un passo di questa intervista, che mostra chiaramente quanto sia falsa l’informazione occidentale su questo paese:

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A proposito del governo Draghi

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draghi euro bandierariceviamo e pubblichiamo

di Aginform

Bastonare il cane quando cade nell'acqua per evitare che morda ancora. Così diceva Mao indicando la necessità di attaccare il nemico in difficoltà. Quanto a Draghi, dopo la marcia trionfale che ha accompagnato la sua ascesa al governo, l'immagine comincia ad appannarsi e i suoi veri contorni si delineano più nettamente.

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La bandiera della Resistenza

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partigiani camiondi Pietro Secchia

da http://www.resistenze.org

Estratto del discorso tenuto a Genova il 26 aprile 1956. Il 25 aprile, il compagno Secchia aveva scritto il fondo de « l'Unità » con lo stesso titolo (
La bandiera della Resistenza). nel quale erano contenuti concetti qui sviluppati.

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Pietro Secchia: Aldo dice 26x1

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Secchia copertinapubblichiamo la prefazione di Ferdinando Dubla al libro 'Aldo dice: 26x1. Cronistoria del 25 aprile 1945' di Pietro Secchia edizione MarxVentuno

di Ferdinando Dubla

I presupposti 

Tanto carcere e confino (arrestato nel 1931, condannato nel 1932 a 17 anni e 9 mesi di reclusione, dal 1936 al 1943 al confino, prima a Ponza poi a Ventotene) ma, nell’aprile del 1945, per Pietro Secchia l’ora era giunta: “Aldo dice 26x1”. L’ordine era del CLN e sanciva in codice l’inizio dell’insurrezione nel Nord Italia. Secchia era a Milano, nel cuore operativo del comando generale delle brigate d’assalto “Garibaldi”. Quando nel 1963 Pietro Secchia consegna questa suo memoriale alla Feltrinelli, sono trascorsi 18 anni da quel 25 aprile 1945 e tanta vicenda politica, anche sua personale (e la riflessione che stava elaborando in quegli anni sul ruolo della soggettività nella storia, che rendeva gli eventi sempre imprevedibili) si era consumata sulle basi ricostruite proprio da quella giornata. Secchia non era più il responsabile nazionale dell’organizzazione del più grande partito comunista dell’occidente capitalista, il PCI, ma non scriveva gramscianamente für ewig, piuttosto interessato, com’era, a trasmettere memoria, storia e valori alle nuove generazioni, vera “missione” che mantenne sino al termine della sua vita, nel luglio del 1973. Ma che cosa era stata, che cosa rappresentava quell’insurrezione?

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Cina. Lo sguardo di Nenni e le sfide di oggi. Alberto Bradanini

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Bradanini CINA scaled 1 470x260di Marco Pondrelli

Alberto Bradanini è un ex-diplomatico che fra il 2013 ed il 2015 fu ambasciatore italiano a Pechino e inoltre Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea, va da sé che un suo libro sulla Cina desti attenzione in chi vuole approfondire la conoscenza di questo Paese.

Il libro si divide in due parti. La prima è una cronaca politica dei due viaggi che Pietro Nenni fece in Cina nel 1955 e nel 1971. Questi 16 anni presentano a Nenni una Cina molto diversa, Pechino nel '55 aveva visto da poco trionfare la Rivoluzione di Mao Zedong (1949) ed era appena uscita dalla Guerra di Corea (1953). L'asse con Mosca era ancora in piedi ma già di notavano i primi scricchiolii che nel 1971, all'epoca del secondo viaggio che Nenni compie da ex Ministro degli Esteri, erano esplosi.

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Perché il Vietnam ha sottoscritto l’accordo con l’Ue. Quali opportunità si aprono per entrambi i contraenti?

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vietnam skylinedi Francesco Maringiò

L’Unione Europea e la Repubblica Socialista del Vietnam hanno sottoscritto un Accordo di libero scambio (ALS) ed un accordo di protezione degli investimenti nel corso del 2020, dopo un lungo negoziato che ha impiegato anni per concludersi.

Quando si parla di ALS si pensa immediatamente ai vantaggi commerciali. Ed in effetti questi sono molto importanti per entrambi i contraenti di questi accordi: il Vietnam infatti avrà maggiori possibilità di aumentare le sue esportazioni nel mercato dell'Ue che, con oltre 512 milioni di consumatori, un PIL che rappresenta il 22% del totale mondiale ed un reddito medio pro capite di 36.580 dollari rappresenta un mercato di sbocco fondamentale per la propria strategia commerciale. Dall’altro lato le imprese dell'Ue beneficeranno di un mercato vietnamita molto dinamico ed in rapida trasformazione che vanta più di 90 milioni di consumatori, soprattutto giovani.

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Come comunicano i leader delle forze di governo?

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draghi s4di Francesco Galofaro e Marco Pondrelli

L’analisi di quest’oggi verte su alcuni leader di forze politiche che sostengono il governo Draghi: Articolo1, Più Europa, Italia Viva, PD, M5S. Mancano Lega e Forza Italia, delle quali ci siamo già occupati. Abbiamo scelto di analizzare il discorso su twitter di Emma Bonino, Matteo Renzi, Enrico Letta, Pier Luigi Bersani e Giuseppe Conte). Abbiamo confrontato i word cloud degli ultimi cento tweet di ciascuno, con un occhio al testo originale per comprendere meglio il contesto in cui alcuni termini sono impiegati.

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Secchia: l'arte dell'organizzazione

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secchia pietroAlla vigilia del 25 aprile riproponiamo questo scritto di Pietro Secchia

da Secchia, Rinascita, a.II, nr.12, dicembre 1945

Pietro Secchia - L'arte dell'organizzazione

"Quando la giusta linea politica è fissata, il lavoro d'organizzazione è ciò che decide di tutto, compresa la sorte della linea politica stessa, della sua realizzazione o del suo insuccesso"

I. S.

La migliore delle linee politiche può essere destinata all'insuccesso, se un partito non dispone di un'organizzazione capace di applicarla e di realizzarla.

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La CIA e il primato economico cinese

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America US China 1 e1416904428569di Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli

Si è ormai affermato un nuovo “numero uno economico”, in campo mondiale.

Persino la statunitense Central Intelligence Agency, non sospettabile sicuramente di simpatie per la Cina contemporanea, ha ormai ammesso che il prodotto interno lordo cinese ha superato quello statunitense a partire dal 2015, usando (a modo suo, certo, ossia in modo parziale) il criterio della parità del potere d’acquisto: tale dato di fatto esplosivo emerge con chiarezza dalle interessanti pubblicazioni annuali della CIA, ossia il CIA World Factbook del 2015 e del 2016, con le loro informazioni che riguardano il confronto tra l’economia cinese e quella statunitense, non utilizzando il prodotto interno lordo nominale e puramente monetario ma invece uno strumento analitico più raffinato e soprattutto corrispondente alla realtà contemporanea.

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Perché l'Ucraina vuole la guerra?

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Ukraine Flag Tattereddi Andrew Korybko

da http://oneworld

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

L'Ucraina vuole la guerra con la Russia a causa di una combinazione di fattori interni e internazionali, ma un tale scenario sarebbe disastroso per il paese dell'Europa orientale e servirebbe solo gli interessi di alcuni membri dell'élite politica e dei loro patroni stranieri.

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Perché lo Xinjiang è centrale nella guerra fredda degli Stati Uniti contro la Cina

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cina bandiera grungedi Vijay Prashad e Jie Xiong

da https://asiatimes.com

Traduzione di Lorenzo Battisti

Mentre la Cina conquista l'iniziativa dell'innovazione tecnologica, gli Stati Uniti hanno mobilitato un'arma diplomatica legata ai diritti per contrattaccare.

In questi giorni si sente molto parlare di una “sconosciuta” regione della Cina e di un popolo che sarebbe oppresso e rinchiuso in campi di concentramento. Come non sentire un sentimento di odio verso chi opprime e rinchiude? In questo articolo il marxista indiano Prashad e l’esperto di tecnologia Xiong inquadrano questa campagna anti cinese nel sistema mondiale di guerra degli Stati Uniti contro chi minaccia il proprio regno mondiale esclusivo.

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