Italia

Sviluppiamo un movimento politico unitario  e organizzato su scala nazionale per la Costituzione

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costituzione oldLa battaglia del NO non finisce qui

Vogliamo in primo luogo ringraziare le cittadine e i cittadini che hanno scelto di contribuire con il loro impegno a un risultato del No comunque importante. 

L’ampio vantaggio conseguito dal Sì nel voto referendario non cancella la debolezza degli argomenti portati a sostegno. I risparmi risibili, i confronti con l’estero falsati e fuorvianti, i guadagni di efficienza indimostrati e indimostrabili rimangono tal quali. 

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Quando un’iniziativa che si dichiara apartitica assume un carattere reazionario

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bandierine italiapubblichiamo questo articolo di Bruno Steri come un valido contributo alla discussione

di Bruno Steri, Direttore REC – Ragioni & Conflitti

da https://www.ilpartitocomunistaitaliano.it

La manifestazione “apartitica” di sabato 5 settembre scorso ha radunato a Roma un migliaio di persone che hanno protestato contro la cosiddetta “bufala della pandemia” e contro il “colpo di stato politico-sanitario” con cui il governo avrebbe ristretto le libertà democratiche. Se a Berlino, in nome della libertà individuale, sembra abbiano manifestato oltre due milioni di persone, l’evento preparato qui in Italia ha dunque fatto registrare una ridottissima partecipazione.

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Opporsi al distanziamento tra Parlamento e cittadini

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costituzione olddi Francesco Cappello

da https://www.francescocappello.com

Da 630 a 400 deputati, da 315 a 200 senatori? Complessivamente si tratterebbe della riduzione di circa un terzo dei parlamentari. Si passerebbe da una maggioranza assoluta di 476 parlamentari a una ottenibile con soli 302.

Qualsiasi sia l’esito del referendum, i parlamentari eletti continueranno a essere scelti dai partiti secondo criteri di affidabilità, malleabilità ecc.. Essi dovranno continuare a rendere conto alle segreterie dei loro partiti piuttosto che direttamente ai cittadini elettori. A parlamentari sotto il mandato imperativo delle proprie segreterie rischia di aggiungersi un Parlamento ancora più ancella del governo, ridotto a mero ratificatore delle sue leggi. È dal 2005, infatti, che ai cittadini italiani è stata tolta la possibilità di scegliere i propri parlamentari contro le indicazioni dell’art. 48 della Costituzione che vuole il voto quale espressione personale dell’elettore. Con il Rosatellum bis (2017) è impedito sia il voto di preferenza (che consentirebbe l’elezione dei candidati che risultassero con più voti di preferenza) che quello disgiunto (che permetterebbe di votare per un partito e un candidato di differenti schieramenti); sono difatti i vertici dei partiti a nominare i parlamentari.

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Difendere la Costituzione antifascista nata dalla Resistenza

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costituzione closeupSostenere con forza la campagna per il NO nel referendum costituzionale

di Andrea Catone, Direttore della rivista “MarxVentuno”

Per i comunisti e per tutte le forze che si battono per uno sbocco progressivo alla grave crisi del nostro Paese, per stabilire rapporti di forza più favorevoli alla classe dei lavoratori, la battaglia per fermare lo scempio della Costituzione antifascista nata dalla Resistenza – il momento più alto della lotta di classe in Italia – non è una battaglia accessoria, secondaria, parziale, ma è centrale, essenziale.

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Il governatore Visco sconfessa Confindustria

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banche valutedi Kartana

da https://contropiano.orgc

Per caso Banca d’Italia, dopo la Fed, e dopo 40 anni di idiozie, basa la crescita futura sul plusvalore relativo? 

Lo chiediamo perché sembra che il governatore Visco, ieri a Trieste, abbia detto che non ci si può più basare sulla competitività di costi e prezzi (plusvalore assoluto), come ribadito non più di una settimana fa da Bonomi di Confindustria, ma su sapere, conoscenza, istruzione, investimenti in ricerca e sviluppo, ecc. 

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Il referendum di Buridano

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Elezioni 2015di Norberto Natali

Secondo la vecchia storiella, l’asino di Buridano non riusciva a scegliere tra due balle di fieno, entrambe ugualmente distanti ed appetitose. È un po’ la sensazione che suscita il prossimo referendum sul “taglio” dei parlamentari. 

Difficile stabilire se siano più disgustosi certi sostenitori del SI o del NO e quali -tra le rispettive motivazioni- debbano essere condannate di più. Così come è arduo dire chi sia peggiore tra i razzisti che si scagliano con squallidi argomenti contro tanti stranieri e quelli che sono a favore dell’immigrazione ma solo per poter sfruttare ignobilmente tanta povera gente e calpestare il salario e i diritti di tutti. 

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Referendum 2020 sul taglio alla democrazia – le ragioni del “no”

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referendum parlamentaridi Alessandro Pascale

da https://www.lantidiplomatico.it

È fondamentale ribadire di votare NO al prossimo referendum del 20 settembre sul taglio dei parlamentari. Nell'attesa di una vera rivoluzione che spazzi via tutto il marciume presente nel nostro paese, è evidente che occorre difendere il sistema liberale in crisi istituzionale a causa dall'offensiva borghese. I governi borghesi succedutisi durante la “seconda repubblica” fino ad oggi, di centro-sinistra o centro-destra, hanno intaccato in profondità l'impianto istituzionale italiano in senso sempre più smaccatamente classista e autoritario. 

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La sfida politica di conte

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domino europadi Aginform

26 luglio 2020

dopo l'articolo di Bruno Steri abbiamo ricevuto questo testo da parte di Aginform che pubblichiamo come contributo alla discussione

Capire prima di aprir bocca

Come era lecito aspettarsi, si continua a vedere l'albero e non la foresta. A destra, dopo qualche sbandamento iniziale, Salvini e Meloni hanno riproposto il loro show finto-sovranista qualificando l'accordo di Bruxelles sul ricovery fund come un bidone. A sinistra - parliamo della sinistra che si vuole 'alternativa' - si argomenta con toni simili: l'accordo è una truffa e così va valutato. Ma come stanno le cose in realtà?

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7 LUGLIO – 60°

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elmetti lavorodi Norberto Natali

Tutti sembrano rassegnati ad una nuova batosta per le condizioni di vita della maggioranza meno ricca del nostro popolo. Eppure -per evitare ciò- si sa dove poter andare a prendere “i soldi”.

Solo per fare qualche esempio:

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Basta con "Prima il Nord". O l'Italia guarda a Mediterraneo e Asia o muore

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balancedi Kartana

da https://www.lantidiplomatico.it

Rendetevi conto che già a gennaio 2020 eravamo sotto di 5.3% punti di Pil rispetto al 2008.

Se crolliamo quest' anno dell 11% ci metteremo, a questo ritmo, 15 anni per recuperare il 2008. Quindi ben che vada nel 2035 avremmo il Pil del 2008.

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