Associazione Politico-Culturale Marx XXI

L’Europa terreno di manovra della strategia Usa-Nato

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arteguerra dinuccidi Manlio Dinucci

da il manifesto 11 maggio 2021

La mobilità terrestre delle persone nell’Unione europea è stata paralizzata nel 2020 dai lockdown, principalmente in seguito al blocco del turismo. Lo stesso è avvenuto nella mobilità aerea: secondo uno studio del Parlamento Europeo (marzo 2021), essa ha subìto una perdita netta di 56 miliardi di euro e di 191.000 posti di lavoro diretti, più oltre un milione nell’indotto. La ripresa, nel 2021, si annuncia molto problematica. Solo un settore, in controtendenza, ha fortemente accresciuto la propria mobilità: quello militare.

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Pulizia etnica a Gerusalemme

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gaza soldati israeledi Vincenzo Brandi

Da vari giorni giungono notizie di scontri a Gerusalemme tra la popolazione palestinese che protesta e polizia israeliana. L’avvenimento che ha innescato la protesta e gli incidenti è l’ennesimo tentativo delle autorità israeliane di cacciare dalle loro case famiglie palestinesi che vi abitavano da secoli. Chi scrive queste note ha assistito personalmente ad episodi di questo genere a Gerusalemme ed altre città della Palestina, come Hebron, dove coloni israeliani arroganti occupano case palestinesi protetti dalla polizia, esponendo poi bandiere israeliane e striscioni provocatori. Tutto ciò avviene nel quadro di una politica di pulizia etnica che dura da 70 anni e che ha già causato la cacciata di almeno la metà della popolazione palestinese, ridotta allo stato di profughi cui si vieta di tornare alle proprie case. Anche i contadini di intere zone, come la Valle del Giordano, sono cacciati sequestrando i loro pozzi d’acqua, tagliando milioni di ulivi, che sono la produzione più importante dell’agricoltura palestinese, o occupando terre con la scusa di “necessità militari”.  Sorgono dappertutto colonie israeliane nei territori ancora abitati da Palestinesi, e le zone palestinesi sono chiuse da reticolati e muri di cemento alti 9 metri.

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L’11 maggio 1908 nasce Ludovico Geymonat

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geymonatda https://www.facebook.com/pcilaforzadelpopolo/

nell'anniversario della nascita di Ludovico Geymonat proponiamo questo scritto che ne descrive la grande figura

Uno dei più grandi filosofi italiani del Novecento


Portò in Italia il pensiero scientifico europeo seppe dare al movimento comunista valore e rigore

Ludovico Geymonat, filosofo marxista, militante e dirigente comunista, è stato uno dei più grandi pensatori del Novecento. Accreditò un nuovo corso del pensiero filosofico e scientifico italiano guardando all' Europa che si era liberata dal pensiero idealista, attualista e storicista ancora dominante nel nostro paese attraverso l'opera di Benedetto Croce e Giovanni Gentile. A Geymonat venne assegnata la prima cattedra di filosofia della scienza, evento epocale, perché nel nostro paese erano stati pochissimi gli studiosi che si stavano misurando con questa disciplina. Una disciplina giovanissima, il cui effettivo inizio viene fatto risalire a poco più di un secolo fa - grazie alle nuove idee che si affermarono a partire dalla Vienna socialista e dalla Germania pre-nazista di Weimar e degli spartachisti - e che scaturirono dalla rivoluzione scientifica culminata con la teoria della relatività di Einstein (1915).

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Xi Jinping e il marxismo

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engelsriceviamo e volentieri pubblichiamo

di Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli

All’inizio del 2018 il compagno Xi Jinping, segretario generale del PCC, è tornato pubblicamente a valorizzare il ruolo insostituibile e la funzione altamente positiva svolta costantemente dal marxismo creativo, sia nella Cina contemporanea sia in tutto il globo intero: mentre buona parte della debole e confusa sinistra occidentale invece ritiene il materialismo dialettico un’anticaglia del passato e non si autodefinisce più neanche marxista, il leader del più popolato paese al mondo e della prima potenza economica del pianeta – a parità di potere di acquisto – non ha alcuna remora a esaltare la natura marxista del partito comunista cinese.

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Riflessioni sul genocidio come crimine definitivo

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filospinato usaun interessante articolo che dimostra come, anche negli Stati Uniti, i dubbi sulla politica anti-cinese siano forti

di Alfred De Zayas e Richard Falk

da https://www.counterpunch.org

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

L'uso improprio della parola genocidio è dispregiativo nei confronti dei parenti delle vittime dei massacri armeni, dell'Olocausto, del genocidio ruandese - e anche un disservizio sia alla storia, sia al diritto, sia alla prudente condotta delle relazioni internazionali. Sapevamo già di essere alla deriva in un oceano di fake news. È molto più pericoloso scoprire che siamo anche a rischio di essere immersi nelle acque turbolente del "falso diritto". Dobbiamo reagire con un senso di urgenza. Un tale sviluppo non è tollerabile.

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Giorno della vittoria. La traduzione integrale del discorso di Putin

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Putin bandieradi Marinella Mondaini

da https://www.lantidiplomatico.it

La mia traduzione dello strepitoso discorso di Putin e il monito al mondo.

La Festa della Vittoria era, è e sarà per la Russia, per il nostro popolo sacra! Una vittoria di significato colossale e storico per i destini di tutto il mondo. Il popolo sovietico ha liberato l'Europa dal nazismo. La Vittoria è nostra, ci appartiene di diritto. Nostra - di noi che abbiamo spezzato, sgominato e vinto il nazismo, - noi eredi della generazione dei vincitori, generazione che noi onoriamo e di cui andiamo fieri. Noi ricorderemo sempre che questo grandioso atto eroico l’ha compiuto proprio il popolo sovietico, nel periodo più difficile della guerra, nelle battaglie che furono decisive per l’esito della lotta col fascismo il nostro popolo era solo, solo sul cammino estremamente difficile, disseminato di vittime verso la vittoria, si è battuto eroicamente fino alla morte su tutti i fronti, in battaglie furiose in terra, mare e cielo. Il nostro popolo, di ogni nazionalità e fede religiosa ha combattuto per ogni centimetro della propria terra: nei campi sotto Mosca, fra le rocce della Carelia, delle montagne del Caucaso, dei boschi di Vjasma e Novgorod, oltre le rive del Baltico e del Dnepr, nelle steppe del Volga e del Don ...

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Sinistra, disciplina e libertà

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discurso de lenin artista desconhecidodi Alessandro Pascale

[Quelle che seguo
no sono alcune considerazioni sul dialogo avvenuto sul Corriere della Sera (La sinistra che non c'èIl corriere della Sera, 28 marzo 2021, p. 54) tra il noto scrittore Claudio Magris e il segretario del Partito Comunista Marco Rizzo. L'articolo è stato pubblicato il 2 maggio 2021 sulla rivista Cumpanis]

PERCHÈ ANCORA UN PARTITO COMUNISTA?

Magris fa notare come il Partito Comunista guidato da Rizzo sia «un partito nel senso classico del termine anziché una fluida formazione come molti altri attuali raggruppamenti politici, numericamente più forti»; «il suo Pc è piccolo, ma non è un gruppuscolo; è immune dalla superbia ideologica, culturale e vagamente esoterico che caratterizza spesso le cerchie dei pochi fieri di essere pochi, una supponente aristocrazia d'accatto». Più avanti caratterizza l'azione del partito così: «l'elemento più originale del suo discorso è la critica a chi si proclama di sinistra mentre ne ignora o ne viola, a suo avviso, alcuni valori fondamentali».

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Sentiment Analysis: il vaccino SputnikV

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francesco sputnik2 1di Francesco Galofaro e Marco Pondrelli

Abbiamo voluto testare l’atteggiamento degli utenti di Twitter sul vaccino SputnikV perché questa settimana ci sono state alcune novità che lo riguardano: l’azienda che lo produce ha lanciato una versione monodose del vaccino, mentre Putin ha aperto all’ipotesi di una sospensione dei brevetti. Nell’ultima settimana i messaggi con l’hashtag #SputnikV sono stati 91, la maggior parte dei quali rivela un atteggiamento molto positivo degli utenti, in aumento rispetto ai dati che avevamo testato a febbraio, (fig. 1) e livelli alti di soggettività (fig. 2) dovuti al fatto che la maggior parte dei commenti si concentra sulla natura politica delle remore ad adottare il vaccino oltre a fare dell’ironia sulle bufale che lo circondano.

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L’ideologia del tardo imperialismo: il ritorno della geopolitica della Seconda Internazionale

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cina socialismodi Zhun Xu*

da https://www.ottobre.info

Nel 1990, quando il noto economista marxista indiano Prabhat Patnaik si domandava “cosa ne è stato della questione dell’imperialismo?”, scuole e teorie sul tema – a suo tempo vivaci e influenti – erano al loro minimo storico postbellico [1]. Nel momento in cui Patnaik faceva ritorno in India nel 1974, l’imperialismo era al centro di ogni dibattito marxista. Ma una volta di nuovo in Occidente, solo quindici anni dopo, l’argomento sembrava essere già fuori moda. Dopo tutto, la disgregazione dell’Unione Sovietica e i proclami liberali sulla fine della storia erano ormai prossimi.

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