Lo strappo: aveva ragione Cossutta?

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cossuttadi Pietro Terzan

Lo strappo. USA, URSS movimento operaio di fronte alla crisi internazionale, è un libro di Armando Cossutta, pubblicato nel 1982 da Arnoldo Mondadori Editore. Questo testo è interessante per molteplici motivi, soprattutto se analizzato dalla nostra prospettiva storica. La tesi centrale è la visione della rottura del PCI con il PCUS, come uno strappo con la tradizione comunista internazionale. Cossutta è stato un partigiano e dopo la liberazione, un dirigente comunista italiano, protagonista diretto della “degenerazione” avvenuta all’interno del partito; unione di errori contingenti e di sconfitte e fallimenti mondiali. Non è mio intento, in questo luogo, giudicare la vita dell’autore del saggio preso in esame, ma dopo più di trent’anni di globalizzazione ed egemonia politico-culturale americana quasi incontrastata, riprendere in mano “La riflessione collettiva, di massa”, nel 1982 ancora in atto, che ha portato al cambiamento revisionista di chi si definiva comunista in Italia.


Le alternative scartate, dalle scelte scaturite in seguito alla marea di “polemiche serrate” nelle fila del PCI e non solo, mostrano chiaramente come dal punto di vista politico, l’abbandono del marxismo da parte della maggioranza della galassia comunista italiana, sia stato un errore capitale. La tesi dell’“esaurimento della spinta propulsiva della Rivoluzione d’Ottobre” (Berlinguer), consapevolmente o meno, è stata un suicidio politico, una trasformazione così radicale che ha però origini da divisioni lontane, da una quotidiana lotta ideologica che ha visto prevalere i diritti civili su quelli sociali, la democrazia e la libertà astratte e possibili, sulle faticose ed eroiche conquiste egualitarie. Ogni errore, non è stato rielaborato come insegnamento, ma come paragone, come sconfitta o vittoria di un sistema su un altro. Una gara a due poli, che non ha tenuto presente le differenze geografiche e storiche e ha eliminato la linfa vitale del marxismo, cioè il suo implicito antidogmatismo. Come hanno ampiamente dimostrato Lenin e Mao, la possibilità di adattare la teoria e la pratica ad un preciso contesto geografico, in un determinato momento storico e in una data congiuntura economica, sociale e culturale, è la vera forza della politica marxista. Non ci sono ricette uguali per tutti, né per l’osteria dell’avvenire, né per l’osteria attuale. 

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