Associazione Politico-Culturale Marx XXI

«I ribelli ci uccidono. L’esercito deve restare»

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da http://www.avvenire.it

syrian-free-army-armed.nViviamo in Siria da più di sette anni, amiamo questo Paese e il suo popolo. Ci sentiamo indignati e impotenti di fronte al tipo di informazioni che circolano in Europa e fanno opinione, sostenendo le sanzioni internazionali, una delle armi più inique che l’Occidente usa per tenersi le mani pulite e dirigere comunque la storia di altri popoli. Pulite fino a un certo punto: si moltiplicano le segnalazioni della presenza di personale militare inglese, francese (e di altri Paesi) a fianco degli insorti per organizzare le azioni di guerriglia, grave violazione internazionale che passa sotto silenzio. Sono state raccolte firme e fondi per aiutare la “primavera” del popolo siriano.
 

Ma chi ha dato – in perfetta buona fede – offerte e sostegno della “liberazione” della Siria deve sapere che ha finanziato assassini inumani, procurando loro armi, contribuito alla manipolazione dell’informazione, fomentato una instabilità civile che richiederà anni per essere risolta. Sconvolgendo l’equilibrio in un Paese dove la convivenza era pane quotidiano. Perché intervenendo senza conoscere la realtà non siamo più liberi, ma funzionali ad altri interessi che ci manipolano.

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Siria: la politica del terrore dell'aggressione imperialista

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da "Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it
 

terrorista siriaDopo essere stati obbligati a battere in ritirata dall'esercito siriano, i gruppi armati responsabili della violenza nel paese scommettono sugli attentati terroristici. Parallelamente, emergono nuovi elementi sull'ingerenza imperialista in Siria e sulla campagna di intossicazione pubblica messa in atto dai mezzi di comunicazione arabi e degli USA con l'obiettivo di manipolare gli avvenimenti degli ultimi mesi.
 

Secondo le informazioni diffuse dalle agenzie di notizie, le autorità siriane hanno registrato, solo tra il 21 e il 27 marzo, vari atti terroristici consumati o in preparazione. Tra le azioni attribuite ai gruppi armati c'è il sabotaggio di un condotto petrolifero nella provincia di Homs e di una infrastruttura simile di trasporto del gas nei dintorni della città di Deir Ezzor, a cui si aggiunge l'attentato contro un autocarro, sempre nella provincia di Homs, e l'esplosione di una auto-bomba vicino all'ospedale militare nella capitale, Damasco.

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La «riforma» dell’Articolo 11

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

bandiera sangueUna «riforma strutturale profonda»: così il ministro Di Paola definisce la revisione dello strumento militare, presentata dal governo Monti su sua proposta. Che sia profonda non c’è dubbio. Da oltre vent’anni talpe bipartisan stanno scavando sotto l’Art. 11 della Costituzione, che «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

I lavori in galleria iniziano nel 1991, dopo che la Repubblica italiana ha combattuto la sua prima guerra, quella lanciata dagli Usa in Iraq. Sotto dettatura del Pentagono, il governo Andreotti redige il «nuovo modello di difesa» che stabilisce, quale compito delle forze armate, non solo la difesa della patria (art. 52), ma la «tutela degli interessi nazionali ovunque sia necessario».

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Siria. Notizie (e manipolazioni) sulle diverse stime dei morti. E reportage di religiosi

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di Marinella Correggia | da http://www.sibialiria.org

siria marciafunebreSulla triste conta dei morti in Siria il punto continua a essere “chi uccide chi” e “chi dice cosa”. La narrazione dei media è a senso unico. Ecco come la Reuters (importantissima agenzia stampa, le cui “notizie” sono riprese senza verifiche da moltissimi altri media) manipola le stesse fonti dell’Onu che già attingono da fonti di parte, come l’opposizione, i rifugiati all’estero, i “disertori”.


Reuters: metti in bocca all’Onu un frase e farà il giro del mondo
Il 27 marzo, l’inviato Onu per il Medio Oriente Robert Serry riferiva al Consiglio di Sicurezza che secondo “fonti credibili” (mai precisate) novemila persone sarebbero state uccise nelle violenze dall’inizio della crisi. Non indicava i responsabili. (Settimane prima il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon parlava di ottomila vittime. Intanto i Comitati di coordinamento locale, organo dell’opposizione, parlano di undicimila morti e ovviamente li imputano tutti al regime).

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Le ali bipartisan dell’F-35

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

f35Sul caccia F-35, in parlamento, «il ministro Di Paola ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco»: lo assicura Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace. Il ministro della difesa ha dovuto dunque piegare la testa di fronte a una maggioranza parlamentare, che decide di ridurre il numero dei caccia? Dagli atti parlamentari risulta esattamente l’opposto. 
 

Di Paola è andato in parlamento ad annunciare la decisione, già presa dal governo Monti, di «ricalibrare» l’acquisto degli F-35, da 131 a 90. A questi si aggiungeranno 90 Eurofighter: in tal modo l’Italia disporrà di 180 cacciabombardieri «molto più performanti». In altre parole, molto più distruttivi dei Tornado usati un anno fa per bombardare la Libia. Più che sufficienti ad assicurare la capacità di proiezione del «potere aereo», uno dei cardini del concetto strategico pentagoniano enunciato da Di Paola nel 2005. 

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