Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Orhan Pamuk, premio nobel per la letteratura e …per la guerra!

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da www.sinistra.ch

OrhanPamukOrhan Pamuk, premio Nobel 2006 per la letteratura, è uno scrittore spesso lodato dalla sinistra europea. In verità egli è amato più in Occidente, che non in Turchia, suo paese di origine. Nonostante venga spesso dipinto come un intellettuale dalle idee di sinistra, lo scrittore turco è in realtà da sempre aderente al liberalismo. Un liberalismo condito di qualche espressione “radical chick” per farlo apprezzare dai circoli culturali del progressismo piccolo-borghese europeo ed americano, che non a caso lo sponsorizzano. Pamuk, che è pure professore a New York, è invece sempre più al servizio dei poteri forti occidentali. Lo scorso 27 ottobre 2012 Orhan Pamuk, difensore dell’integrazione europea della Turchia, dell’UE e delle sue istituzioni, sulle pagine del quotidiano italiano “La Repubblica”, scriveva che “storicamente, la Turchia non è mai stata colonizzata da una potenza occidentale, non ha mai subito l’oppressione dell’imperialismo europeo”. Una retorica forte, fintamente connotata a sinistra, ma sostanzialmente falsa. 

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Gli intellettuali comunisti turchi denunciano la lettera di Orhan Pamuk che chiede l'intervento imperialista contro la Siria

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Centro Culturale Nazim Hikmet* | Traduzione a cura di Marx21.it

orhan-pamukAll'attenzione dei popoli del mondo intero,

Lo scrittore turco, Orhan Pamuk, Premio Nobel della Letteratura, si comporta come un'avanguardia dell'occupazione della Siria. Noi dichiariamo che non rappresenta in alcun modo gli intellettuali della Turchia.

Una lettera indirizzata al Presidente siriano Bachar al-Assad è stata pubblicata nel giornale Libération (www.liberation.fr). Orhan Pamuk ne è uno dei firmatari insieme ad altri scrittori celebri, l'algerino Boualem Sansal, l'israeliano David Grossman, il tedesco Michael Walser, l'italiano Claudio Magris e il francese Alfred Grosser. I firmatari lanciano un appello ad Assad affinché rinunci al potere e lasci la Siria, avvertendolo che altrimenti rischierebbe di fare la fine di Gheddafi. Questa lettera impregnata di minacce e di intimidazioni, non risparmia il cinico sarcasmo quando suggerisce ad Assad di abbandonare il paese per trasferirsi in Algeria.

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Siria. Cosa ci hanno risposto il ministro (per conto) Terzi e il vicepremier russo Rogozin

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

noguerrasiria milanoIl ministro italiano del governo tecnico Giulio Terzi è fra quelli che fomentano la guerra in Siria, ultimamente anche riconoscendo come unico rappresentante del popolo siriano una Coalizione di oppositori nata in Qatar e alleata dei gruppi armati (e questo proprio nei giorni in cui a Damasco una autobomba esplosa vicino a una caserma e a un asilo uccideva donne e bambini).

Per protestare contro la politica di guerra del governo tecnico da nessuno eletto, il 12 a Roma la Rete No War e a Milano il Comitato contro la guerra hanno manifestato. Ma per dire allo stesso Terzi che “il re che fomenta la guerra è nudo”e possibilmente dirglielo di fronte al vicepremier russo Dmitrij Rogozin che era in visita a Roma nell’ambito dei rapporti economici, ho partecipato alla conferenza stampa tenuta dai due alla Farnesina. I giornalisti italiani avevano a disposizione una sola domanda e mi sono fatta avanti per una volta con audacia. 

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Siria: la battaglia di Damasco e l'ingerenza dell'Europa

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di Gianmarco Pisa

ribelle binocoloLa guerra in Siria sembra essere approdata a una specie di punto di non-ritorno che costringe tutti, osservatori e militanti, a fare i conti con il dispiegarsi della situazione sul terreno e con il moltiplicarsi di iniziative rispettivamente volte ad alimentare il conflitto, ad accelerare il cambio di governo al potere o, in più rari casi, a sollecitare soluzioni politiche e negoziali in linea con il diritto e la giustizia internazionale, che, in poche parole, significa lo sforzo di giungere ad una quadra possibile tra tutela della sovranità nazionale e della integrità territoriale, rispetto del diritto alla libertà e alla auto-determinazione popolare, divieto di ingerenza in qualsiasi forma ipotizzabile. La situazione sul campo, del resto, peggiora di ora in ora: chiuso da giorni, l'aeroporto internazionale di Damasco è stato dichiarato dalle milizie armate della opposizione siriana un “obiettivo militare”, allo scopo di consolidare il proprio controllo su quella parte della autostrada che collega la capitale allo scalo che hanno già conquistato e di sferrare contro l'aeroporto un attacco militare in grande stile che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti della “battaglia di Damasco” e, in definitiva, della stessa guerra in Siria.

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L’F-35 spareggia il bilancio

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

pilota f35Una schiacciante maggioranza bipartisan (salvo l’Idv), modificando l’art. 81 della Costituzione, ha fatto dell’Italia una repubblica fondata sul pareggio di bilancio, in cui la sovranità appartiene al mercato. Lo Stato, recita il nuovo testo, assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi del ciclo economico. 

C’è però un problema: come si fa ad assicurare l’equilibrio se si decide una spesa senza sapere a quanto ammonta? La domanda va girata agli onorevoli che hanno approvato la modifica della Costituzione, perché sono gli stessi che hanno approvato l’acquisto dei caccia statunitensi F-35. Senza sapere quanto sarebbero venuti a costare. 

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