Associazione Politico-Culturale Marx XXI

NO all'intervento neo-coloniale della Francia in Mali e al coinvolgimento “logistico” dell'Italia

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale, responsabile esteri PdCI

pilota franciaSiamo nettamente contrari all'intervento militare francese in Mali e alla decisione del governo italiano di dare supporto “logistico” alle operazioni belliche, anche con l'invio di militari sul campo.

La decisione assunta dal presidente “socialista” Hollande (che aveva avallato la decisione di Sarkozy di fare guerra alla Libia) si allinea al tradizionale interventismo neo-imperialista delle classi dominanti francesi, e smentisce una vocazione progressiva che troppo affrettatamente e incautamente gli è stata attribuita da ampi settori della sinistra italiana ed europea.

Ci associamo alla critica netta rivolta al presidente Hollande dai comunisti francesi e dal Front de Gauche. L'intervento militare francese non corrisponde in alcun modo all'orientamento del Consiglio di Sicurezza dell'Onu ed è destinato ad estendere, non già a risolvere, le contraddizioni acute e le conflittualità politiche e militari di cui è colma la regione (come si vede dagli scontri militari connessi alla cattura di centinaia di ostaggi e al massacro che ne è seguito: episodi che già coinvolgono l'Algeria, e rischiano di estendersi anche ad altri paesi circostanti, come il Niger).

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Terrorismo dal "Volto Umano": la storia degli squadroni della morte degli Stati Uniti

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di Michel Chossudovsky* | da www.globalresearch.ca

siria esercitoliberosirianoSquadroni della morte in Iraq e in Siria
 
Il reclutamento degli squadroni della morte fa parte di una ben consolidata agenda militar-spionistica degli Stati Uniti. Degli Stati Uniti, esiste una storia lunga e macabra, di finanziamenti clandestini e di sostegno di brigate del terrore e di omicidi mirati, risalente alla guerra del Vietnam (link). Nel momento in cui le forze governative della Siria continuano a contrastare l'auto-proclamatosi "Libero Esercito Siriano" (FSA), le radici storiche della guerra segreta dell'Occidente contro la Siria, che ha prodotto come risultato atrocità senza pari, devono essere pienamente portate alla luce. Fin dall'inizio del marzo 2011, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno sostenuto la formazione di squadroni della morte e l'incursione di brigate terroristiche in un'impresa attentamente pianificata. Il reclutamento e l'addestramento di brigate del terrore, sia in Iraq che in Siria, sono stati improntati sull'"Opzione Salvador", un "modello terrorista" per uccisioni di massa da parte di squadroni della morte sponsorizzati dagli Stati Uniti nell'America Centrale.
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Immagine del Nemico

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di Gianmarco Pisa

siria ambasciata inghilterraCom'è noto, due tra le condizioni che maggiormente incidono (in negativo) sulla individuazione di soluzioni positive o di ipotesi negoziali (per non parlare di tentativi di vera e propria “riconciliazione”, nella pace e nella giustizia) in un conflitto in corso sono la costruzione dell'immagine di nemico e la calendarizzazione dell'agenda negoziale, con le sue priorità e la sua tempistica. Nel caso della guerra civile e per procura in corso in Siria, giunta ormai al suo ventesimo mese, entrambe le opzioni sono ampiamente soddisfatte, fino a prefigurare, in questa controversia al tempo stesso locale, regionale e internazionale, un vero e proprio “caso di scuola”. Sulla costruzione dell'immagine di nemico si stanno esercitando ormai da mesi, alternativamente, la propaganda alimentata dai mezzi di comunicazione “occidentali” e le cancellerie degli alleati europei, atlantici e petro-monarchici: basti mettere a confronto, per averne una plastica riprova, la programmazione televisiva e la qualità dell'informazione, con i reportage dedicati alla crisi siriana, rispettivamente rilanciata dai grandi network “atlantici” (tipo la CNN e la BBC, per non parlare di Al Jazeera) o dalle televisioni non-allineate al mainstreaming “imperiale” (dalla russa RTV alla bolivariana Telesur).

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Diffidare della sinistra anti-anti guerra

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di Jean Bricmont | da www.sinistrainrete.info

altan guerra pace 21Sin dagli anni ’90, e soprattutto dopo la guerra del Kosovo nel 1999, chiunque si opponga agli interventi armati delle potenze occidentali e della NATO deve confrontarsi con quella che può essere definita una sinistra anti-anti-guerra (compreso il suo segmento dell’estrema sinistra). In Europa, e in particolare in Francia, questa sinistra anti-anti-guerra è costituita dalla socialdemocrazia tradizionale, dai partiti Verdi e dalla maggior parte della sinistra radicale. La sinistra anti-anti-guerra non è apertamente a favore degli interventi militari occidentali e a volte non risparmia loro critiche (ma di solito solo per le loro tattiche o per le presunte motivazioni – l’Occidente sta sostenendo una giusta causa, ma goffamente e per motivi legati al petrolio o per ragioni geo – strategiche). Ma la maggior parte della sua energia la sinistra anti-anti-guerra la spende nell’emettere ”avvertimenti” contro la presunta pericolosa deriva di quella parte della sinistra che continua ad opporsi fermamente a tali interventi. La sinistra anti-anti-guerra ci invita ad essere solidali con le “vittime” contro “i dittatori che uccidono il loro stesso popolo” e a non cedere all’ istintivo anti-imperialismo, anti-americanismo o anti-sionismo, e, soprattutto, a non finire dalla stessa parte dell’estrema destra. Dopo gli albanesi del Kosovo nel 1999, ci è stato detto che “noi” dobbiamo proteggere le donne afgane, i curdi iracheni e, più recentemente, il popolo libico e siriano.

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Mobile User Objective System (MUOS). Ora è un obbligo!

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di Giulietto Chiesa | da Il Fatto Quotidiano

muos-damageNon so quanti sanno cosa sia il Muos. E’ una base militare americana (non della Nato), sistemata illegalmente in mezzo a una riserva naturale, a due passi da Niscemi, Sicilia.

Segretissima. Enorme. Si vedono antenne altissime di diversi tipi. I tecnici del Politecnico di Torino, chiamati dall’Amministrazione comunale di Niscemi, hanno valutato i rischi per le popolazioni circostanti. Il rapporto è, a dir poco inquietante. Ma più inquietante è scoprire che tutto il Muos è un’arma strategica offensiva di nuovo tipo, che fa parte di un sistema di basi analoghe, sparse in diversi continenti, collegate a un sistema di satelliti geostazionari che consentono agli Stati Uniti d’America, senza alcun controllo da parte italiana, di condurre azioni di rilevazione, controllo, guida di droni, possibili e multiple azioni di disturbo e di offesa verso terzi.

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