Associazione Politico-Culturale Marx XXI

L’attacco aereo israeliano contro la Siria: il disperato tentativo di salvare dal fallimento la guerra “sotto copertura USA-NATO”

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di Tony CartalucciGlobal Research News
(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

aerei formazione cieloQUANDO I SIONISTI E GLI “JIHADISTI” SI PRENDONO PER MANO

Il 29 gennaio 2013, Israele ha scatenato attacchi aerei contro la Siria, in flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale, e in diretta violazione della sovranità della Siria, sulla base di “sospetti” trasferimenti di armi chimiche.

The Guardian in un suo articolo dal titoloIsrael carries out air strike on Syria,“Israele compie un raid aereo sulla Siria”, afferma: Gli aerei da guerra israeliani hanno attaccato un obiettivo vicino al confine siriano-libanese dopo diversi giorni di avvertimenti sempre più intensi lanciati da funzionari del governo di Israele contro la Siria, a causa di un presunto ammassamento di armi.”
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Cuba, gli intellettuali analizzano la crisi e condannano le guerre

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di Josè Reinaldo Carvalho (da L'Avana) | da www.zereinaldo.blog.br

ignacio hernadez37521Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

La terza Conferenza Internazionale per l’Equilibrio del mondo, che si è tenuta a partire dallo scorso 28 Gennaio a L’Avana, ha visto la partecipazione di importanti intellettuali di tutti i settori della conoscenza e del sapere.

Dal primo momento dell’inizio dei lavori sono stati affrontati problemi politici, filosofici e culturali che affrontano la realtà storica e contemporanea del mondo, alla luce del Pensiero di Josè Marti’. “La Rivoluzione Cubana ha sempre sostenuto la necessità del Pensiero di Marti’ come riferimento di contenuti ed etica umana” ha dichiarato Hector Hernandez nel discorso principale di apertura della manifestazione ,a nome del Comitato Organizzatore.

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Le strategie “naziste” di USA, UE e NATO nell'epoca degli assedi

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di Felicity Arbuthnot* | da www.rebelion.org

Leningrad1Traduzione dallo spagnolo a cura di Marx21.it

*Felicity Arbuthnot è una giornalista, profonda conoscitrice della situazione in Iraq. Ha collaborato a numerosi documentari sulle conseguenze della guerra scatenata da Bush, alcuni dei quali insigniti di premi internazionali.

Pensiamo che l'assedio di Leningrado sia stato il più terribile della storia del mondo, una “politica della fame per motivi razziali”, descritta come “parte integrante della politica nazista in Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale”. L'assedio di 872 giorni di durata cominciò l'8 settembre 1941 e venne finalmente spezzato il 27 gennaio 1944. E' stato descritto come “uno degli assedi più lunghi e distruttivi della storia e con il numero di gran lunga più alto di vittime”. Alcuni storici lo definiscono un genocidio. A causa delle difficoltà incontrate nella conservazione dei registri, la quantità esatta delle morti risultanti dalle privazioni causate dal blocco non è certa, e le cifre vanno da 632.000 a 1,5 milioni di persone.

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Caccia israeliani bombardano in Siria

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da www.contropiano.org

caccia israele missiliUna grave e flagrante violazione del diritto internazionale. Un atto di guerra aperta. Che cosa sarebbe accaduto e che cosa si sarebbe detto se fosse stata la Siria a bombardare un sito militare in territorio israeliano?

Israele è il primo paese a intervenire direttamente nella guerra civile in corso in Siria da ormai due anni. Potrebbe essere un momento di svolta. Tragico.

Il governo di Damasco ha confermato la grave notizia riferita da alcune fonti diplomatiche occidentali all'agenzia di stampa britannica Reuters nella giornata di ieri che parlavano di un attacco compiuto la scorsa notte dai caccia di Israele sul confine tra Libano e Siria. Ma l'obiettivo del bombardamento sarebbe stato, secondo Tel Aviv, non un convoglio di armi diretto in apparenza al movimento di resistenza libanese Hezbollah (come detto in un primo tempo) bensì un centro ricerca militare situato ad una quindicina di km da Damasco.

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La strategia della tensione

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

francia mali soldatiLe drammatiche immagini dell’attacco al campo gasiero in Algeria, da parte di un commando definitosi jihadista, fanno il giro del mondo. Tecnici della Bp e della Statoil legati a esplosivi al plastico, uccisi dai sequestratori o durante gli scontri. Effetto garantito.

Il ministro degli esteri francese Fabius lancia l’allarme sulla drammatica situazione algerina. Il premier britannico Cameron convoca il «Comitato Cobra» per le situazioni di emergenza. Il presidente Obama dichiara che l’attacco ci ricorda ancora una volta la minaccia posta da Al Qaeda in Africa e che gli Usa si muoveranno per far sì che fatti analoghi non si ripetano.

Secondo notizie diffuse da fonti non ben identificate, il commando terrorista riceveva gli ordini tramite telefono satellitare dall’emiro Moctar Belmoctar, ex capo di «Al Qaeda del Maghreb islamico», ora a capo di una nuova formazione che ha base in Mali. Proprio dove (guarda caso) sta intervenendo militarmente la Francia e dove l’Unione europea sta per inviare una «missione di addestramento», formata da 450 specialisti della guerra (italiani compresi), che fornirà anche «consulenza alle operazioni di comando». 

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