Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il Comitato Contro la Guerra Milano sulla mozione del Consiglio Comunale di Milano del 14 marzo 2013 sulla guerra in Siria

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controlaguerra milanoApprendiamo con sconcerto della mozione approvata all'unanimità nel pomeriggio di giovedì 14 marzo 2013 da parte del Consiglio Comunale con la quale il Comune di Milano aderisce alla Marcia Internazionale che si terrà a Milano il 17 marzo 2013.

Una marcia che, nei termini e nei modi, si richiama all'iniziativa analoga organizzata a Bologna il 17 novembre scorso e che aveva furbescamente millantato il sostegno di una realtà come l'Unicef per farsi pubblicità. Entrambe, infatti, rifiutano la bandiera legittima della Siria, preferendo quella verdebiancanera dell'opposizione armata e non dialogante (un vessillo introdotto all'epoca del mandato francese e non riconosciuto da chicchessia almeno dal 1963!). Entrambe strumentalizzano le sofferenze del popolo siriano e, soprattutto, dei bambini, per attirare più facilmente l'opinione pubblica.

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INTERVISTA ESCLUSIVA – Antonio Mazzeo: Sicilia piattaforma di guerra?

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mazzeo antonioda catania.liveuniversity.it

Nell’ultimo periodo sull’argomento “Muos” e “No Muos” si spendono sempre più parole. Gli scandali che giorno dopo giorno accadono a Niscemi iniziano a venire a galla più facilmente, come l’atroce carica subita dalle “Mamme No Muos” da parte delle Forze dell’Ordine, che in barba al giuramento da loro fatto, non difendono i diritti dei propri cittadini.

Oltre che ad alcuni militari americani, dopo lo scontro, dentro l’area di costruzione delle antenne sono entrati anche alcuni tecnici, addetti alla costruzione del Muos. E’ stato così violato l’accordo siglato in prefettura sullo stop al transito di questi operai specializzati.

Giorno 4 marzo 2013, al Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania, si è svolta una Conferenza No Muos. Il giorno prima ho avuto piacere di parlare con Antonio Mazzeo.

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L’Europa vola sul nEUROn

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 26 febbraio 2013

neuron-drone-europeoMentre l’euro continua a perdere quota rischiando di precipitare, decolla il nEUROn. Non è un euro di nuovo corso. È un velivolo non pilotato da combattimento di nuovo tipo. 

Gli attuali droni, come il Predatore statunitense, vengono pilotati a distanza da operatori seduti a una consolle, in una base negli Usa a oltre 10mila km di distanza: attraverso videocamere e sensori all’infrarosso, individuano l’obiettivo (una casa, un gruppo di persone, un’auto in movimento), colpendolo con missili «Fuoco dell’inferno». Questi e altri droni vengono sempre più impiegati nelle «guerre coperte» in Afghanistan, Pakistan, Iraq, Yemen, Somalia, Libia e altrove. Per sostenere l’operazione militare francese in Mali, viene ora installata in Niger una base di droni Usa, che si aggiunge a quelle già operative in Etiopia e in altri paesi africani. 

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Ecco come Terzi fomenta la guerra in Siria

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di Marinella Correggia | da http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1306

Giulio-Terzi h partbIl ministro italiano dimissionario Terzi come l’emiro del Qatar e il re dell’Arabia Saudita. In prima linea nel fomentare la guerra in Siria e nel boicottare soluzioni negoziali sostenibili. Al Corriere della Sera il responsabile della Farnesina ha dichiarato che ospiterà il prossimo 28 febbraio a Roma la riunione degli “undici paesi più coinvolti nella gestione della crisi siriana” (una versione concentrata del gruppone degli “Amici della Siria” riunitosi a Parigi a fine gennaio), più la “Coalizione di Doha”, opposizione  che incorpora una parte degli armati). Mentre a Damasco un ennesimo attentato terroristico uccide civili in gran numero, Terzi afferma che proporrà  maggiori aiuti militari (“assistenza tecnica, addestramento, formazione”) ai gruppi armati di quell’opposizione che appunto annovera terroristi e jihadisti, guida nei combattimenti. Il 18 febbraio a Bruxelles il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea aveva già deciso di rinnovare le sanzioni commerciali e militari contro la Siria (decise nel 2011 in funzione antigovernativa), ma emendandole per fornire all’opposizione un “maggiore supporto non letale” (?) e “assistenza tecnica per la protezione dei civili” (protezione, in realtà, degli armati contro i civili, che sono vittime degli scontri e di attacchi mirati).

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C’è anche la Nato economica

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 19 febbraio 2013

obama napolitano«Amore per il popolo italiano»: lo ha dichiarato il presidente Obama ricevendo alla Casa bianca il presidente Napolitano «l’indomani di San Valentino». Perché tanto amore? Il popolo italiano «accoglie e ospita le nostre truppe sul proprio suolo».

Accoglienza molto apprezzata dal Pentagono, che possiede in Italia (secondo i dati ufficiali 2012) 1485 edifici, con una superficie di 942mila m2, cui se ne aggiungono 996 in affitto o concessione. Sono distribuiti in 37 siti principali (basi e altre strutture militari) e 22 minori. Nel giro di un anno, i militari Usa di stanza in Italia sono aumentati di oltre 1500, superando i 10mila. Compresi i dipendenti civili, il personale del Pentagono in Italia ammonta a circa 14mila unità. Alle strutture militari Usa si aggiungono quelle Nato, sempre sotto comando Usa: come il Comando interforze, col suo nuovo quartier generale di Lago Patria (Napoli).

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