Il processo della colonizzazione francese. Ho Chi Minh

di Marco Pondrelli

Dopo il libro che raccoglieva gli scritti di Ho Chi Minh per la pace in Vietnam esce questo importante volume: il processo della colonizzazione francese, curato da Alessia Franco, con l’introduzione di Guglielmo Pellerino. Questa importante opera del leader vietnamita, frutto di alcuni articoli pubblicati su La Paria, venne pubblicato nel 1925.

Mentre queste pagine vengono redatte il Vietnam sta vivendo gli anni dell’occupazione francese presente fino al 1954 quando cederà il passo all’intervento statunitense, il quale avverrà prima, durante la presidenza Eisenhower, attraverso il ruolo dei consiglieri militari e poi direttamente con la terribile guerra di Johnson e Nixon. Oltre cento anni passano dal primo attacco francese del 1858 agli accordi di Parigi che pongono fine all’intervento statunitense. Il Vietnam ha conosciuto la ferocia dell’imperialismo occidentale sulla propria pelle ed è ovvio che un’analisi di questo Paese non può prescindere da questa storia.

Il testo di Ho Chi Minh prima ancora che un testo politico è un’importante testimonianza storica, in esso sono denunciati i soprusi e gli orrori di cui i francese si fecero protagonisti. Le denunce che attraversano i 12 capitoli sono dettagliate e non tralasciano nulla, partiamo dalla diffusione dell’oppio e dell’alcol, in particolare il governo francese non si limitava a diffondere questi vizi ma i suoi rappresentanti lavoravano perché questo consumo crescesse, fino al punto in cui un residente francese scrive in una lettera inviata ai superiori gerarchici: ‘la quantità di alcol consumata nella prefettura X è scesa a meno di Z per ogni iscritto. Non credete sia necessaria una punizione esemplare’ [pag. 39]. La diffusione di alcol e droga non era l’unico strumento in mano ai colonialisti francesi, il diritto allo studio non era garantito così come quello alle cure sanitarie. Accanto a queste politiche si registravano uccisioni arbitrarie, stupri e morti per fame, cose che vengono minuziosamente denunciate in questo scritto.

Lo scritto di Ho Chi Minh non è solo un documento storico e non è neanche una semplice denuncia della barbarie francese, il testo va oltre è mette sul banco degli accusati l’imperialismo occidentale. Nel testo non mancano i riferimenti al resto del mondo ed a come la Francia opprima altri popoli. La data della pubblicazione e di pochi anni successivi alla Rivoluzione d’ottobre e quindi naturale guardare verso Mosca vedendo una speranza ed allo stesso tempo facendo proprio l’insegnamento di Lenin per cui la lotta anti imperialista è rivoluzionaria.

Scrive Ho Chi Minh ‘da questi brevi cenni, si vede bene che, dietro la maschera della democrazia, l’imperialismo francese ha trapiantato nel Paese di Annam il regime maledetto del Medioevo, e che il contadino annamita è crocifisso dalla baionetta della civiltà capitalista e della croce di un cristianesimo prostituito’ [pag. 82], sono parole che riecheggiano quelle scritte l’8 agosto del 1853 da Karl Marx sul ‘New York Daily Tribune’: ‘la profonda ipocrisia, l’intrinseca barbarie della civiltà borghese ci stanno dinanzi senza veli, non appena dalle grandi metropoli, dove esse prendono forme rispettabili, volgiamo gli occhi alle colonie, dove vanno in giro ignude’. Il nesso tra la lotta per la liberazione nazionale e la lotta per la liberazione del proletariato è centrale per entrambi, è la storia vietnamita è la concreta dimostrazione della giustezza di questa lotta.

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