Il nodo geopolitico della Repubblica Moldava di Pridnestrovie. AA. VV.

di Marco Pondrelli

Le questioni riguardanti la Repubblica Moldava di Pridnestrovie è tornata recentemente al centro del dibattito essendo questa piccola striscia di terra, generalmente definita come Transnistria, ai confini ucraini. Se l’esercito russo decidesse di raggiungere Odessa avrebbe idealmente riunito questa Repubblica, riconosciuta da Mosca, al resto della Russia. Questa breve premessa serve a chiarire che il libro sebbene edito nel 2019 ha assunto oggi un interesse ancora maggiore.

In pochi in Italia conosco la situazione di questa Nazione (è giusto definirla così) rivendicata dalla Moldavia ed ai confini con l’Ucraina, una Repubblica in cui sono riconosciute tre lingue (russo, rumeno e ucraino) e dove, come afferma il Presidente Krasnoselski, vivono più di 75 nazionalità [pag. 13], questo dimostra come non si sia in presenza della volontà di costruire uno Stato etnico. Leonid Manakov importante giurista e veterano del Ministero degli Affari Interni della Repubblica di Pridnestrovie afferma che ‘la Repubblica di Pridnestrovie […] soddisfa tutti i requisiti necessari a uno Stato sovrano ai sensi del Diritto Internazionale’ [pag. 33]. Purtroppo l’Occidente fa un uso molto disinvolto del principio di autodeterminazione, questo principio è stato imposto con la forza per il Kosovo ma non viene riconosciuto per la Crimea seppure l’adesione alla Federazione Russa è stata legittimata da un referendum indetto dal Parlamento al quale, come certificato da centinaia di osservatori stranieri, un’amplissima maggioranza ha espresso l’intenzione di tornare a fare parte della Russia.

La storia di questa Repubblica è molto diversa dal Kosovo. Nel 1924 dopo la Rivoluzione sovietica questa Repubblica fu unita all’Ucraina e fu solo a seguito del Patto Ribbentrop-Molotov che nel 1940 essa venne unita alla Moldavia. La Repubblica di Pridnestrovie dichiarò la propria indipendenza il 2 settembre del 1990 a seguito di un referendum popolare ma il diritto riconociuto alla Moldavia non fu rinosciuto a questa Repubblica. È abbastanza bizzarro che nel momento in cui si riconosce il diritto di uno Stato di secedere non lo si possa riconoscere ad una regione interna a questo Stato. La risposta a questa apparente contraddizione non la si può trovare nel diritto, così come il diritto non può spiegare il sostegno che ha avuto il Kosovo. La risposta la si trova nei rapporti di forza internazionali e nel ruolo che gli Stati Uniti hanno avuto dopo lo scioglimento dell’URSS.

Il diritto all’autodeterminazione nasce pere la liberazione dei popoli colonizzati dagli Stati europei, nel documento redatto da illustri giuristi per sostenere la legittima dell’indipendenza della Pridnestrovie alla luce del diritto internazionale si ricorda che nella risoluzione della Nazioni Unite del 14 dicembre del 1962 si affermava ‘il diritto dei popoli e della nazioni alla sovranità permanente sulle loro ricchezze e risorse naturali deve essere esercitata nell’interesse del loro sviluppo nazionale e del benessere della popolazione dello Stato interessato’ [pag. 195]. L’obiettivo che si voleva raggiungere staccando il Kosovo non era certo questo, come ben spiegò Slobodan Milošević al processo farsa a cui fu sottoposto, semmai disgregare e colpire la Serbia. La politica occidentale ha segnato la fine della ‘sovranità Wesfaliana’ basata sul riconoscimento della sovranità statale, oggi l’ingerenza negli affari interni degli altri Paesi, spesso giustificata con la scusa dei diritti umani, è diventato il mezzo per giustificare le politiche imperialistiche, non si dice di portare la civiltà, come nell’Ottocento, ma si dice di portare i diritti e la democrazia (anche se poi si finisce a Guantanamo…).

Allo spirito della dichiarazione dell’ONU si ispira la richiesta di riconoscimento della Repubblica di Pridnestrovie che ha alla base due elementi che ne hanno forgiato l’indipendenza. Il primo è la guerra di aggressione compiuta dalla Moldavia, in questa guerra (1991-92), così come in Ucraina, sono tornati allo scoperto elementi dichiaratamente nazisti (quelli che per i nostri media sono raffinati lettori di Kant…). Una guerra unisce un popolo e la vittoria di questa piccola Repubblica (4.163 km² e 555.500 abitanti) ne ha decretato nei fatti l’indipendenza.

Il secondo elemento è quello democratico, è il popolo della Pridnestrovie che rivendica il proprio diritto all’autodeterminazione. Prima ancora che un tema giuridico se ne pone uno politico.

È molto probabile che la fine del mondo unipolare porterà una soluzione ed un miglioramento anche per questa piccola ma bellissima terra.

Unisciti al nostro canale telegram