Riflessioni libere sull’episodio di Hu Jintao

di Maria Morigi

I segni sono importanti. Chi è un po’ attento al linguaggio non verbale sa che, se interrogato, un cinese non ti risponderà mai NO. Per dire NO, “non posso fare / non so quello che mi chiedi / non conosco questa informazione” il cinese non ti sbatte in faccia una negazione, non si giustifica, ma abbassa la testa con decisione e sembra quasi che dica SI’. Un cinese eviterà sempre di contraddirti se sei più anziano/a, poiché il rispetto per la categoria di anziano, genitore, maestro o insegnante è fondamento etico del comportamento comunicativo, in ogni ambiente o situazione, dal mercato alla stazione, dalla sede istituzionale, all’aula scolastica, alla sede politica. La presa di posizione negativa verrà manifestata in modo “indiretto”, senza ricorrere allo scontro frontale esplicito.

Sull’accompagnamento di Hu Jintao fuori dall’aula del Congresso, abbiamo visto i segni: un anziano smarrito che viene sostenuto da suo figlio Hu Haifeng (sprovvisto del badge dei congressisti) e accompagnato da Kong Shaoxun (uomo di fiducia di Xi Jinping, del Comitato Centrale del Partito). Hu Jintao è seguito dallo sguardo non stupito dei vicini di poltrona (forse la cosa era prevista) rispettosi e consapevoli dei meriti dell’ex Presidente. Una esemplare prova di correttezza formale, empatia e comportamento confuciano, che evita sia gli eccessi che la partecipazione emotiva. A noi osservatori restano le ipotesi , ma possiamo ipotizzare che l’estromissione di Hu Jintao fosse già stata decisa e votata, e che, per rispetto, si sia voluto evitare di renderla un trauma e una rottura palese. A ben guardare altre personalità di illustre percorso politico non hanno avuto lo stesso trattamento e la macchina selettiva degli “Esami di Stato” per Funzionari di Stato li ha esclusi… così come succedeva da sempre ai tempi dell’Impero.

Tentando una lettura politica, Xi Jinping sembra avere ormai archiviato il modello gerarchico confuciano che applica alla Storia uno schema generazionale e, al suo posto, abbia proposto una semplificazione in tre fasi di sviluppo: 1- “levarsi in piedi” (1949-78); 2- “prosperità crescente” delle Riforme e Apertura e normalizzazione nei rapporti con l’estero (1978-2012); 3- “socialismo con caratteristiche cinesi”, “divenire forti”, stabilizzazione, equilibrio, sviluppo e proiezione verso mondo globale.

La formula delle tre fasi di sviluppo, a mio parere, mette in pensione definitivamente il peso degli “Antenati” meno importanti nella Storia. Mao e Deng vengono senz’altro salvati, ma altri “timonieri” possono passare in secondo piano. Gli orientamenti della politica si sviluppano per strade nuove.

Secondo l’ex Presidente Hu la multiformità di culture e civilizzazioni nel mondo dovrebbe divenire fondamento per le relazioni tra Stati, e non motivo di conflitti. Hu Jintao ebbe un ruolo centrale nel porre le basi verso l’evoluzione multipolare, orientamento che segna il passaggio dallo sviluppo nazionale interno alla proiezione in un panorama globale dominato dagli USAi . Perseguì una linea moderata di accomodamento verso gli Stati Uniti e sul nodo Taiwan.

Oggi le cose sono cambiate: gli Usa sono sempre più aggressivi e intimidatori, l’ONU costruisce campagne di delegittimazione basate sulla teoria dei Diritti Umani Universali, arrivando ad accusare la Cina di “genocidio” nei confronti di minoranze etnico-religiose. La sovranità cinese è messa in discussione per Hong Kong, Xinjiang, Tibet… fino ad arrivare ad interferire sul nodo nevralgico di Taiwan. La guerra ibrida delle sanzioni anti-cinesi non più tollerabile.

A questo punto sembra di capire che il Comitato centrale ha deciso: basta con la moderazione, basta con le ambiguità, il problema va affrontato senza “ammorbidimenti” diplomatici. Solo così si spiega l’estromissione di Hu, nemico dello “scontro di civiltà” e sostenitore della linea diplomatica più accondiscendente verso gli Stati Uniti. E in molti nel mondo confidano che la prossima linea diplomatica cinese sarà non solo ferma ad incassare come è stata negli ultimi anni, ma decisamente più preparata a contenere le aggressioni, senza più fare sconti a chi si permette di interferire.

Note:

iDiscorsi ufficiali del Presidente Hu Jintao su tali argomenti si trovano in “Il socialismo con caratteristiche cinesi perché funziona?” di Zhang Boyng, Tianjin People Publishing House 2014, tradotto e pubblicato nel 2019 per Marx Ventuno Edizioni

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