XX Congresso del Partito Comunista dell’India (Marxista)

da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

cpim congressRAFFORZARE IL PARTITO COMUNISTA, L’UNITÀ DEI LAVORATORI NELLE LOTTE E LA PROSPETTIVA SOCIALISTA

28/04/2012

Dal 4 al 9 aprile, si è tenuto il XX Congresso del Partito Comunista dell’India (Marxista). Terza forza del paese, prima forza di opposizione al consenso dominante Congresso-BJP [Partito del Congresso Indiano, centrosinistra, e Partito del Popolo Indiano, conservatore], il PC dell’India (Marxista) è anche il primo partito comunista di opposizione al mondo con circa 1 milione di membri.

Nello stesso momento in cui l’altro partito comunista del paese, il Partito Comunista Indiano, teneva il suo congresso, il PC dell’India (marxista) ha approfittato di questo per tessere relazioni con il suo partner, lanciando appelli “all’unità della sinistra”, dal momento che la sinistra è assimilata con i soli comunisti.

La risoluzione politica adottata dal congresso ha permesso di tracciare le linee di azione del partito per i prossimi anni, una linea di lotta contro l’egemonia della classe dominante borghese, utilizzando l’analisi marxista-leninista e riassunta in 8 punti:

1) Lotta ideologica contro le costruzioni teoriche legittimanti il sistema capitalista: “Per due decenni, gli imperialisti e i reazionari hanno diffuso l’idea di un capitalismo eterno e annunciato la morte del marxismo e del socialismo. Oggi, di fronte a questa gravissima crisi mondiale del capitalismo, una tale offensiva ideologica è portata avanti da nuove strutture teoriche, come il post-modernismo. La loro idea è di negare l’esistenza stessa dello sfruttamento e della lotta di classe”.

2) Rafforzamento delle lotte popolari come requisito indispensabile per l’unità della sinistra (dei comunisti), “Il rafforzamento della sinistra non può avere luogo senza il rafforzamento delle lotte popolari delle masse sfruttate in India. Sono queste lotte extraparlamentari che devono essere rafforzate. Più precisamente, è la forza di queste lotte che si rifletterà in una maggiore rappresentanza del PCI (M) e della sinistra in Parlamento, nelle assemblee provinciali e altri enti locali. Ciò non su produrrà con le manovre politiche e l’opportunismo parlamentare, ma soltanto con una sinistra forte, costruita sulla base di tali lotte popolari. Dunque l’articolazione delle lotte extraparlamentari e della lotta parlamentare devono consolidarsi per raggiungere quest’obiettivo„

3) Unità d’azione e alleanza della classe contadina-operaia come elemento preliminare al rafforzamento delle lotte: “Il rafforzamento delle lotte popolari potrà concretizzarsi soltanto con l’unità nelle lotte costruita tra classe operaia, piccoli contadini e lavoratori agricoli. Quest’alleanza operaio-contadina sarà la pietra miliare delle lotte popolari”.

4) Rafforzare l’unità della classe operaia e la sua organizzazione sindacale e politica, lottare contro la precarietà del lavoro: “La logica stessa delle riforme neo-liberali conduce ad alimentare la crescita di una forza-lavoro relegata sempre più in uno stato di disorganizzazione. La trasformazione di contratti stabili in temporanei, oltre a generare più profitti per i padroni, fa parte di un tentativo delle classi dominanti per mantenere la classe operaia divisa e disorganizzata. Occorre raccogliere questa sfida portando questi lavoratori non organizzati nel movimento operaio organizzato”.

5) Lotta per l’unità dei lavoratori, contro ogni manovra di divisione identitaria e contro qualsiasi discriminazione di razza, di casta, di genere: “C’è un aumento delle politiche identitarie che cercano ancora una volta di rompere l’unità di classe degli sfruttati. Ci occorre articolare la lotta contro lo sfruttamento economico e contro l’oppressione sociale. Se le questioni dell’oppressione sociale sulla casta, l’etnia ed il genere non sono esaminate dal PCI (M) e la sinistra, queste frange potrebbero cedere a tali politiche identitarie e rompere l’unità di classe che cerchiamo di rafforzare”.

6) Lotta contro il comunitarismo e per la laicizzazione della società indiana: “Occorre combattere il comunitarismo, tanto della maggioranza indù che delle minoranze religiose fondamentaliste di qualsiasi parte. Vogliono dividere l’unità degli sfruttati sulla base delle loro divisioni religiose e così sfruttare le credenze del popolo indiano a fini comunitari e di divisione politica. Oltre a scalzare le basi dell’India moderna, democratica e laica, il comunitarismo rimette seriamente in conto anche l’unità della classe sfruttata”.

7) Lotta contro le disparità regionali scavate dalle politiche neoliberiste, “il PCI (M) deve fare sue le lotte dei lavoratori nelle regioni più in ritardo economicamente nel nostro paese”.

8) Potenziamento organizzativo del Partito comunista come presupposto: “Per raggiungere l’obiettivo di un rafforzamento dell’alternativa di sinistra e democratica e per rispondere a queste sfide, è assolutamente necessario che il PCI (M) si rafforzi a livello organizzativo. Nessuno di questi obiettivi potrà essere raggiunto senza il rafforzamento del partito, sulla base della costruzione dell’unità della classe degli sfruttati del nostro paese”.

Il Partito Comunista ha infine concluso ricordando la sua prospettiva rivoluzionaria, il suo obiettivo socialista:

“Il PCI (M) deve assumersi la responsabilità rivoluzionaria, mobilitare tutte le fasce sfruttate della popolazione indiana per modificare gli attuali rapporti di forza tra le classi e creare le condizioni di un’offensiva rivoluzionaria in grado di costruire la democrazia popolare e, sulle sue fondamenta, il socialismo – la sola base per la liberazione e l’emancipazione umana”.