XII Congresso della Gioventù Comunista di Venezuela (JCV): Il sabotaggio borghese si sconfigge con misure rivoluzionarie

da Tribuna Popular | prensapcv.wordpress.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

20/09/2013

Il XII Congresso ha espresso l’urgente necessità di procedere al trasferimento di potere nelle mani dei lavoratori e del popolo organizzato. “Che il potere popolare effettivo diriga la trasformazione della base economica del paese, compito essenziale che la gioventù deve assumere con tutte le sue forze. Non possiamo aspirare a grandi cambiamenti qualitativi se agiamo sotto la stessa parassitaria struttura economica del capitalismo”.

Il segretario generale della Gioventù Comunista di Venezuela (JCV), Héctor Alejo Rodríguez, nel suo discorso di apertura del XII Congresso dell’organizzazione giovanile comunista tenutosi ieri (19 Settembre, ndr) ha affermato che il processo di cambiamento che vive il Venezuela ha bisogno dell’applicazione di misure rivoluzionarie per sconfiggere il sabotaggio economico della borghesia, classe che ancora conserva una porzione significativa del potere e che è capace di destabilizzare il governo nazionale.


“La tenuta del regime capitalista è tanto salda che la borghesia ci sta dimostrando l’enorme potere di cui dispone per boicottare il processo di cambiamento. Essa sta conducendo una lotta senza quartiere, dalla scomparsa fisica del Presidente Chávez, che non si attenuerà perché ciò che vogliono è recuperare tutto il potere che avevano in passato”, ha enfatizzato Rodríguez.

Il XII Congresso Nazionale della Gioventù Comunista di Venezuela, le cui parole d’ordine sono “Con ribellione ed organizzazione, approfondiamo la rivoluzione”, si tiene dal 19 al 22 Settembre a Caracas e conta la partecipazione di 200 delegati eletti dai collettivi e comitati locali e regionali della JCV.

Rodriguez ha descritto la conduzione del processo di cambiamento venezuelano come una coalizione di forze che dirige un governo progressista nella cornice di una società capitalista.

“In Venezuela vige il sistema capitalista. Non è corretto dire che stiamo costruendo il socialismo , dobbiamo dire la verità ai giovani ed alla nostra gente. Con i problemi che viviamo, propri del sistema capitalista, che si traducono in violenza, precarietà, droga, corruzione e burocratismo, rapporti di produzione capitalisti che mantengono alti livelli di sfruttamento, appropriazione della borghesia parassitaria di buona parte della rendita petrolifera, è chiaro che questo non è socialismo. Continua a essere un sistema capitalista nel quale non abbiamo futuro” ha sottolineato il dirigente comunista, aggiungendo che continuare a dire che stiamo costruendo il socialismo rafforza soltanto la destra e indebolisce il cammino verso il socialismo.

Per affrontare la borghesia contro-rivoluzionaria e il suo piano di golpe economico che il popolo venezuelano subisce, è necessario adottare misure rivoluzionare: “in questo modo li sconfiggeremo”.

Misure rivoluzionarie contro il sabotaggio della borghesia parassitaria

“In primo luogo dobbiamo fare affidamento sulla forza organizzata di lavoratrici e lavoratori e del popolo. Lenin diceva: ‘Una rivoluzione autentica si basa sulla forza organizzata dei lavoratori e del popolo per affrontare il sabotaggio borghese. Scatenare la forza combattiva e creatrice del popolo per rompere il potere della borghesia e costruire la nuova organizzazione del potere'”.

“In secondo luogo, per affrontare il problema della speculazione sul dollaro, dobbiamo dire: non un dollaro di più alla borghesia parassitaria! E sviluppare il Monopolio Statale delle Importazioni creando un organo statale che gestisca tutte le importazioni di cui ha bisogno il paese e chi vuole merci, che le paghi in bolívares”, ha precisato.

In quanto alla speculazione e al sovrapprezzo, misura che la borghesia adotta per appropriarsi dei guadagni dei lavoratori, Héctor Rodríguez ha sottolineato: “dobbiamo imporre il controllo generale dei prezzi di tutti i beni, che assieme ai provvedimenti sull’importazione, ci consentirà di fissare i prezzi ai valori reali esistenti”.

“Altro passo rivoluzionario che dobbiamo compiere è fare una vera riforma tributaria che elimini la regressiva Imposta al Valore Aggiunto (IVA), che grava sui settori popolari, e sviluppare un aumento progressivo dell’Imposta sul Reddito (ISLR), che pagano coloro che guadagnano di più”.

Anche il dirigente della Gioventù Comunista ha proposto l’incremento dei dazi doganali per il privato che richieda importazioni in settori particolari non inclusi in quelli trattati dallo Stato.

“Altra misura, oggetto di discussione e proposta dal nostro Partito, è l’improrogabile nazionalizzazione del settore bancario, settore che più di tutti si è arricchito in questi anni a spese dei risparmi dei venezuelani”, ha indicato.

In conclusione, Héctor Rodríguez ha posto l’accento sull’urgente necessità di procedere al trasferimento del potere nelle mani dei lavoratori e del popolo organizzato. “Che il potere popolare effettivo diriga la trasformazione della base economica del paese, compito essenziale che la gioventù deve assumere con tutte le sue forze. Non possiamo aspirare a grandi cambiamenti qualitativi se agiamo sotto la stessa parassitaria struttura economica del capitalismo”, ha enfatizzato.

Per questo, Rodríguez ha precisato: “i giovani devono promuovere i progetti di industrializzazione del paese e di sviluppo agricolo, determinando territori industriali strategici; costruire l’egemonia della proprietà sociale sui mezzi di produzione e sviluppare i nuovi rapporti di produzione, in cui lavoratrici e lavoratori siano protagonisti.”

Il dirigente ha invitato tutti i settori della gioventù, le lavoratrici e i lavoratori, i consigli comunali, i contadini, i settori della cultura, tecnici, professionisti e intellettuali rivoluzionari a partecipare a questa impresa che la Gioventù Comunista discuterà approfonditamente nel proprio congresso nazionale.