Unione dei Giovani Comunisti di Cuba: sfide da affrontare e punti di forza a 50 anni dalla sua fondazione

da http://www.granma.cu/espanol/cuba/4abril-siempre.html | Traduzione di Sandro Scardigli

ujc logo“La nostra lotta sarà sempre per il socialismo. Per meno di questo non varrebbe la pena combattere”

L’Avana, 4 aprile 2012. – Che la UJC (Unione dei Giovani Comunisti) abbia problemi al suo interno e li stia affrontando non è un segreto per nessuno. Il primo passo da compiere è farlo con un’assoluta lucidità. Senza aver paura della verità, perché la verità è sempre rivoluzionaria. Le deficienze non scompaiono perché non ne parliamo, anzi: così facendo diventano più gravi.

L’organizzazione ha cessato di essere “avanguardia” quando ha cominciato a divenire di massa. Il processo di selezione dei militanti dev’essere più rigoroso. Di questo si è già parlato nella conferenza del Partito, quando è stato proposto di elevare a 16 anni l’età d’ingresso nella UJC.

Ma questo non è sufficiente per operare una migliore selezione. Devono venir meno i pregiudizi nei confronti di chi decide di non fare più parte dell’organizzazione.

Un comitato di base non può avere come suo unico scopo quello di riunirsi una volta al mese per discutere la “linea” calata dall’alto. “La gioventù deve creare” – diceva il ‘Che’ – , “una gioventù che non crea è un’anomalia”. I militanti hanno perso il senso d’appartenenza alla loro organizzazione. Molti di loro non ne conoscono nemmeno lo Statuto. La UJC è una delle vittime della burocratizzazione, che demotiva e uccide lo spirito d’iniziativa: niente di più lontano dal socialismo. Le nostre organizzazioni non possono essere mere “cinghie di trasmissione”, perchè ciò servirebbe soltanto a riprodurre le forme gerarchiche proprie del dominio capitalistico.

Anche se può sembrare uno scioglilingua: è impossibile provare un senso d’appartenenza se uno non si sente parte e per sentirsi parte è indispensabile partecipare. Bisogna rispettare l’altro e anche gli errori dell’altro, come raccomanda Fernando Martinez Heredia, Premio Nazionale delle Scienze Sociali.

Il ruolo dell’Unione dei Giovani Comunisti è quello di guidare e non di imporre: prima lasciare libertà d’azione e poi esigere, chiedere conto, perché non c’è niente di più autoritario del paternalismo.

Che la UJC debba essere l’avanguardia della gioventù cubana è un’ovvietà. Il problema è come riuscire a rendere effettiva questa condizione. La risposta dobbiamo trovarla tutti assieme, senza dimenticare mai che la Rivoluzione cubana venne fatta da giovani e che spetta ai giovani darle una continuità.

La nostra lotta sarà sempre per il socialismo. Per meno di questo non varrebbe la pena lottare.

(DALIA GONZALEZ DELGADO)