Non abbandoneremo i nostri alla mercé del dittatore. Respingiamo gli arresti di Taksim

tkp taksimPartito Comunista, Turchia (KP) | solidnet.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Il Partito Comunista (KP) non dovrebbe svolgere la sua attività politica in un contesto determinato da un governo che agisce da nemico pubblico.

Il 1° Maggio, alcuni membri del Partito Comunista sono stati scelti dal Comitato centrale del partito per essere presenti in Piazza Taksim e hanno compiuto il loro dovere con grande disciplina e determinazione.

Va detto che né i membri del KP rilasciati, né i tre compagni detenuti hanno commesso un crimine. E’ stato il governo a commettere un crimine, cercando di evitare con la violenza che migliaia di persone celebrassero il giorno di unità e di lotta della classe operaia, la festa del lavoro nell’arena del 1° Maggio.

Il KP ha dimostrato che il governo non è riuscito a sottomettere la volontà popolare.

E’ una questione politica e in nessun modo può ridursi ad un problema giudiziario. L’incarcerazione dei tre membri del Partito Comunista, Ali Adıgüzel, Bahtiyar Şahin and Deniz Sinan Tunaboylu dopo un processo farsa e privo di fondatezza giuridica non ha alcuna giustificazione, esattamente come lo stesso governo AKP. Sulle spalle dei nostri compagni ricadono responsabilità politiche e non lasceremo che le loro funzioni siano arbitrariamente interrotte.

I nostri e tutti gli altri compagni, detenuti perché volevano festeggiare il 1° Maggio, devono essere immediatamente rilasciati.

03/05/2015
Il Comitato Centrale del Partito Comunista, Turchia

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I fatti

In occasione del 1° Maggio, decine di migliaia di lavoratori, membri dei sindacati e dei partiti comunisti e socialisti hanno cercato di riunirsi a Istanbul per una manifestazione di massa, ma sono stati attaccati dalla polizia.

Il governo AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) e il governatore di Istanbul, come negli anni passati hanno adottato misure dittatoriali per evitare che i lavoratori partecipassero alle dimostrazioni del 1° Maggio nel luogo centrale della città, Piazza Taksim.

Al fine di impedire ai manifestanti di raggiungere Taksim, le autorità hanno sospeso il trasporto pubblico per tutto il giorno. La polizia ha chiuso con enormi barriere le tre principali piazze del centro cittadino in cui i manifestanti avrebbero dovuto riunirsi, vietando a tutti il passaggio pedonale su queste strade. In sintesi, il governo turco ha proclamato a Istanbul uno stato d’assedio informale per evitare le manifestazioni.

In risposta al governo, che ordinava a 25 mila poliziotti di proteggere Piazza Taksim in tutti i modi, il Comitato Centrale del Partito Comunista annunciava che avrebbe celebrato 1° Maggio in diverse città, ma che la bandiera della classe operaia sarebbe stata presente anche in Piazza Taksim.

Migliaia di membri del Partito Comunista sono riusciti organizzare una manifestazione in un’altra piazza, vicino a Taksim, mentre poco prima un gruppo di militanti del partito infrangevano le barricate della polizia ed entravano in Piazza Taksim [Video]

Foto da Taksim

Oltre ad Istanbul, il KP ha celebrato il 1° Maggio in 12 città diverse, con una forte partecipazione.