La solidarietà dei comunisti brasiliani con la Rivoluzione Bolivariana

venezuela bandiera personeNota della Segreteria di Politica e Relazioni Internazionali del Partito Comunista del Brasile (PCdoB) | da www.solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Il Venezuela torna a concentrare l’attenzione dell’America Latina e del mondo in questo inizio del 2016. La Segreteria di Politica e Relazioni Internazionali del Partito Comunista del Brasile si  pronuncia pubblicamente sul serrato attacco di cui è vittima il paese fratello, in difesa del suo sistema democratico e della rivoluzione bolivariana.

Resi euforici dalla vittoria elettorale nelle elezioni di dicembre per il parlamento, l’imperialismo e la reazione sognano la caduta imminente del governo di Nicolas Maduro e, con la conquista da parte della destra della maggioranza nella nuova Assemblea Nazionale, riprendono l’offensiva con nuovo impeto, usando il tanto errato quanto falso pretesto di una presunta mancanza di rispetto del processo democratico da parte del governo venezuelano.

Pochi governi del mondo sono così democratici quanto quello che dirige la rivoluzione bolivariana.

Quale mancanza della democrazia è quella di un governo sottoposto a continue elezioni e referendum revocativi (quando il presidente può vedere il suo mandato interrotto da una decisione popolare) che esso stesso ha istituito?

Pur continuamente vittorioso nella immensa maggioranza delle battaglie elettorali, il chavismo fu sconfitto in un referendum (2007) in cui lo stesso Chavez proponeva modifiche alla Costituzione venezuelana. Le proposte, nel rispetto del risultato del referendum, non vennero attuate. Ora, quando l’opposizione di destra conquista una vittoria nelle elezioni parlamentari, i suoi 109 deputati si insediano senza incidenti (insieme ai 54 parlamentari bolivariani) e, disponendo della maggioranza, eleggono un convinto anti-chavista (Henry Ramos Allup) alla presidenza dell’Assemblea Nazionale. Che strana “dittatura” è questa?

Sono pertanto assurde e immotivate le critiche, i sospetti e le accuse avanzati contro il governo bolivariano.

I prigionieri che esistono in Venezuela – spacciati come prigionieri politici dai media imprenditoriali e dalla destra – sono responsabili di morti, attentati e corruzione, crimini confermati dalla giustizia e con ampio risalto pubblico.

I quattro deputati che il 5 gennaio non si sono insediati rispondono in procedimenti giudiziari per irregolarità elettorali e uno di loro fa parte dello schieramento di governo.

Ciò che i nemici della democrazia e della sovranità nazionale non perdonano al governo del Venezuela è il fatto che, lungi dall’arrendersi davanti a un risultato avverso, i dirigenti popolari assumono misure per la difesa della rivoluzione, sia correggendo il percorso, che approfondendo la democrazia e la mobilitazione dei lavoratori.

La Rivoluzione Bolivariana è ancora viva. I comunisti brasiliani prestano ai valorosi fratelli della patria di Hugo Chavez la loro solidarietà, incrollabile di fronte agli attacchi codardi e menzogneri dell’imperialismo e della destra, e respingono le note macchinazioni dei sedicenti “democratici”.

José Reinaldo Carvalho
Segretario di Politica e Relazioni Internazionali del PCdoB