I comunisti australiani si preparano per le prossime elezioni federali

pc australia striscioneThe Guardian, n. 1716 del 27 Gennaio 2016

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

È da diversi anni che i comunisti non presentano candidati alle elezioni federali. Correre in un’elezione richiede un grosso sforzo di tempo e denaro, ma questi non sono i soli ostacoli da superare. I requisiti burocratici delle autorità elettorali hanno reso l’impresa ancora più difficile. I partiti del capitale – i liberali, i nazionalisti e i laburisti – si sono accordati nelle giurisdizioni federali e statali per rendere ancora più difficile la presenza dei piccoli partiti sulla scheda elettorale.

Sostengono che aumentare il numero di iscritti che dichiarano di essere iscritti al partito per la registrazione alla Commissione Elettorale Australiana e l’aumento degli oneri di iscrizione impediscono che partiti “frivoli” si aggiungano alla già ampia scheda di voto per il Senato e anche per altre ragioni puramente amministrative. Ma come ha recentemente sostenuto Christopher Pyne (ministro dell’attuale governo e affarista) i principali partiti vogliono che la gente limiti le proprie opzioni di voto alla Coalizione (centro destra) e ai laburisti (centro sinistra) per rendere semplice la gestione del capitalismo in Australia. Comunque non si perseguono gli interessi degli australiani nel rafforzamento di questa calda relazione.

Il popolo chiede perché i comunisti dovrebbero voler partecipare alle elezioni australiane. La competizione sembra essere falsata a favore dei partiti principali, specialmente in ragione del ruolo pervasivo delle grandi imprese di comunicazione. Ma la presenza di candidati con un chiaro orientamento sulla scheda elettorale e nei manifesti rappresenta una opportunità per diffondere le idee socialiste presso un pubblico più ampio. Oggi le persone sono più disposte ad ascoltare le nostre proposte politiche che in altri momenti.

Il Partito Comunista dell’Australia non pensa che un cambiamento sociale profondo in Australia deriverà esclusivamente o in via principale dal raggiungimento in parlamento di una maggioranza di sinistra e dalla presenza di progressisti nel parlamento di Canberra. Sarà lanciata e difesa nelle comunità, nei posti di lavoro, nelle strade. Ma anche in questo quadro, non deve essere persa l’occasione di presentare un’alternativa popolare all’attuale agenda dei grandi monopoli.