Fermiamo il dilagare del nazismo in Ucraina!

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Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione dei partiti ospiti del 22° Congresso del Partito Progressista del Popolo Lavoratore di Cipro (AKEL)

Le notizie che arrivano dall’Ucraina provocano la più grande preoccupazione tra l’opinione pubblica mondiale. Nel paese, in seguito al colpo di Stato del 2014 è stato instaurato un brutale regime totalitario, è stato scatenato il terrore, a cui sono sottoposte le forze di opposizione, in primo luogo i comunisti e i loro sostenitori.

Dopo essere riusciti ad arrivare al potere, gli eredi dei collaboratori degli occupanti nazisti al tempo della Seconda Guerra Mondiale, in flagrante violazione della Costituzione ucraina, degli obblighi internazionali per la difesa dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, hanno organizzato un infame processo contro il Partito Comunista di Ucraina. Più di un anno di indagini e il procedimento giudiziario in merito a questo caso non hanno prodotto prove di un’attività illegale del partito.

In questa situazione, tali forze hanno imposto al parlamento l’adozione di una serie di leggi relative alla cosiddetta “decomunistizzazione”, il cui scopo è vietare l’ideologia e i simboli comunisti, creare una base pseudo-giuridica per la proibizione dell’attività del Partito Comunista e la glorificazione dei seguaci di Bandera. Nel paese è annientata ogni opposizione.

I lavoratori sono privati degli ultimi resti delle conquiste sociali dell’epoca socialista. Alla società, in maniera incostituzionale, è imposta obbligatoriamente dallo stato l’inumana ideologia nazional-sciovinista. L’economia del paese è sottoposta alla minaccia del default, la maggioranza della popolazione è spinta sotto i limiti della sopravvivenza. Una guerra civile fratricida nell’Est del paese continua a provocare una quantità enorme sacrifici, difficoltà e privazioni a milioni di persone. Aumenta la minaccia di dissoluzione dello Stato ucraino.

L’applicazione degli accordi di Minsk, destinati a favorire la fine dello spargimento di sangue, la regolazione del conflitto sulla base del rispetto degli interessi legittimi degli abitanti del Donbass e di altre regioni, è disattesa per colpa delle autorità ucraine. Esiste la minaccia di una grave scalata del conflitto armato di forze contrapposte, della sua trasformazione in una guerra in cui potrebbero essere coinvolti gli stati dell’Europa. In questa situazione la Rada Suprema dell’Ucraina non ha trovato niente di meglio che sospendere, sul territorio in cui si svolge il conflitto, il Patto internazionale sui diritti civili e politici, la Convenzione per difesa dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, la Carta sociale europea (riveduta).

I partecipanti al Congresso esprimono un’energica protesta contro le azioni arbitrarie, antidemocratiche delle autorità dell’Ucraina, la violazione da parte loro della Legge Fondamentale del paese e degli obblighi giuridici internazionali.

Esigiamo l’abrogazione immediata della famigerata legge sulla “decomunistizzazione”, la fine della persecuzione del Partito Comunista di Ucraina, coerente difensore degli interessi dei lavoratori.

Giù le mani dal Partito Comunista, autentica forza patriottica del popolo ucraino!

Nicosia, 5 giugno 2015