Dichiarazione finale del quinto Forum della sinistra araba

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Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Il quinto Forum della sinistra araba si è svolto a Rabat (Marocco) il 20 e 21 febbraio 2015, ospitato dal Partito del Progresso e del Socialismo (PPS) e ha visto la presenza dei rappresentanti di 13 partiti della sinistra provenienti da 10 paesi del mondo arabo.

Dopo aver analizzato l’attuale quadro politico e discusso approfonditamente della pericolosa situazione derivante dall’intervento imperialista guidato dagli Stati Uniti e dall’azione delle organizzazioni terroristiche nella regione, analizzando la maggior parte dei problemi dell’insieme dei paesi arabi, evocando i pericoli imminenti per i nostri paesi e popoli, ribadendo il ruolo dei partiti della sinistra nell’affrontare questi pericoli, l’urgente necessità di un coordinamento e unificazione dei punti di vista tra le varie componenti della sinistra araba, dello scambio di esperienze, analisi e posizioni sul compimento della missione di una rivoluzione democratica nazionale, il Forum della sinistra araba ha definito le seguenti posizioni:

La necessità di determinare la natura del conflitto nella regione araba al fine di adottare le giuste posizioni e pratiche politiche efficaci. Queste possono essere così riassunte: da una parte, il desiderio di liberazione, emancipazione e difesa del diritto dei popoli della regione alla libertà, alla democrazia, al godimento delle loro risorse e alla gestione dei loro affari; dall’altro, il contrasto alla volontà di dominio, di soggiogamento dei popoli della regione, delle loro risorse e aspirazioni degli interessi delle potenze dell’imperialismo. Ciò comporta il confronto esterno con le potenze imperialiste guidate dagli Stati Uniti e un confronto interno con i regimi alleati che ne servono gli interessi ed eseguono l’agenda e con le organizzazioni estremistiche, da loro sostenute in accordo con le forze reazionarie della regione, che condividono identici interessi e obiettivi.

Il conflitto arabo palestinese – israeliano continua ad essere l’asse del conflitto generale, in quanto l’entità sionista è il cardine, lo strumento delle potenze imperialiste nella regione. Il Forum ribadisce pertanto le proprie posizioni che pongono la causa palestinese come questione centrale del mondo arabo, il suo incondizionato appoggio al popolo palestinese e al suo diritto alla liberazione, al diritto al ritorno e a quello di stabilire il proprio stato nazionale indipendente con Gerusalemme capitale. Si afferma anche la necessità dell’unità palestinese per affrontare le continue aggressioni israeliane a Gaza e in Cisgiordania e del raggiungimento di obiettivi unitari a tutto il popolo palestinese e alle sue fazioni in lotta. In questo quadro generale rientrano i principali cambiamenti sperimentati dalla regione a partire dall’occupazione e distruzione dell’Iraq, caratterizzati dall’ampliamento delle questioni confessionali, dall’incoraggiamento e supporto delle divisioni settarie e delle lotte interne allo scopo di deviare il conflitto da quello centrale contro l’imperialismo, il sionismo ed i regimi e organizzazioni loro alleate, in un conflitto locale e confessionale, strategico al controllo, al dominio e alla sottomissione. Questa strategia è particolarmente utilizzata in Iraq, Libano, Siria e Libia e vi è un tentativo continuo di espanderla al resto dei paesi della regione.

Il quinto incontro del Forum della sinistra araba chiede la creazione di un ampio fronte per fronteggiare questa strategia imperialista, i suoi alleati e carnefici nella regione, a livello politico, intellettuale, culturale, economico, mediatico e sociale. Un fronte che apra alle forze nazionali e democratiche di idee diverse, che si uniscano attorno agli obiettivi di liberazione e di contrasto alle potenze coloniali e imperialiste, ai regimi loro alleati, alle organizzazioni e entità che servono direttamente o indirettamente queste forze.

Il Forum denuncia in modo fermo i crimini delle organizzazioni estremiste terroristiche come Isis, Al Nousra, Al Qaeda, ecc… in Iraq, Siria, Libano, Libia, Egitto e Giordania. Inoltre mette in guardia contro l’espansione di queste attività terroristiche del tutto funzionali alla strategia delle potenze imperialistiche nella regione e che forniscono alle loro forze militari un pretesto per intervenire e di conseguenza controllare i destini dei popoli e delle loro risorse.

Saluta la lotta di tutte le forze della sinistra, nazionali, democratiche e civili presenti in Iraq, Siria, Libano e Giordania contro il terrorismo fondamentalista e il settarismo confessionale, e la rinuncia a partecipare alla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Il Forum afferma inoltre la sua solidarietà con la sinistra irachena e con tutte le forze democratiche nazionali in lotta contro il sistema delle divisioni confessionali e contro il terrorismo dell’Isis. Oltre a ciò, il Forum sostiene le forze di sinistra in Libano nella soro grande battaglia per abolire il regime settario e attuare un vero sistema democratico pluralista che permetta a tutte le forze popolari di essere presenti nelle istituzioni elettive, superando il regime delle quote confessionali. Per di più, il Forum sostiene tutte le forze di sinistra e democratiche in Siria nella loro posizione contro l’intervento straniero, per una soluzione politica e democratica della crisi siriana, che garantisca l’unità del popolo e l’integrità territoriale.

Il Forum della sinistra araba afferma la sua solidarietà con la lotta del popolo egiziano e con le forze democratiche e nazionali per far attecchire le conquiste delle rivoluzioni del 25 gennaio [2011] e del 30 giugno [2013] e per il contrasto alla contro-rivoluzione in corso. Inoltre, denuncia le azioni criminali compiute dai gruppi terroristici in tutto il paese con l’obiettivo di distruggere le istituzioni statali e bloccare la strada al proseguimento della via rivoluzionaria.

Il Forum ritiene che la democrazia, compresa la libertà generale, il pluralismo intellettuale e politico, il diritto alle differenze e al rispetto della volontà dei popoli espressa da libere elezioni sia il modo migliore per risolvere i conflitti politici e per esercitare il potere. In questo contesto, il Forum della sinistra araba rifiuta l’eccesso di potere assunto dalle milizie armate in Yemen e chiede il ritorno alla discussione per un accordo che conduca ad un periodo di transizione verso la democrazia, che garantisca il diritto all’esistenza e all’espressione di tutte le forze politiche e che porti alla conclusione pacifica del conflitto.

Denuncia inoltre gli ostacoli all’agibilità politica, in particolare delle forze progressiste, nei paesi del Golfo. Esprime solidarietà al Movimento progressista kuwaitiano che vede oppressa la propria attività politica. Sostiene la lotta del popolo del Bahrain per i suoi diritti alla libertà, alla democrazia e alla dignità.

Il Forum della sinistra araba esprime massima preoccupazione per la situazione in Libia, rispetto al terrorismo e agli scontri in atto. Il Forum tuttavia rigetta la distruzione del paese, attraverso la cancellazione delle conquiste del popolo libico e la deviazione di una rivoluzione che incarnava speranze di libertà. In questo contesto, il Forum chiede una soluzione politica che garantisca l’unità del popolo libico e delle risorse. Inoltre rifiuta qualsiasi intervento straniero in questo paese.

Il Forum saluta il percorso positivo delle esperienze in Marocco e Tunisia, l’opera compiuta dalle diverse componenti della sinistra, come strada verso il cambiamento democratico. Ne apprezza il ruolo nei cambiamenti sociali occorsi in questi due paesi, nonché il loro efficace contributo allo sviluppo delle esperienze democratiche attraverso differenti modalità di lotta di lungo periodo, le varie forme di cooperazione tra le forze democratiche e progressiste rispetto alle questioni nazionali e popolari, da posizioni di opposizione come da quelle con responsabilità di governo.

Denuncia l’oppressione dal regime totalitario in Sudan. Esprime solidarietà alle masse sudanesi che lottano per far cadere il regime attraverso la leadership dell’unità delle forze patriottiche, al fine di costruire uno stato di cittadinanza, di democrazia, di libertà e giustizia sociale. Inoltre, il Forum esprime solidarietà ai prigionieri politici che si oppongono al regime, guidati da Farook Abu Issa, capo del comitato generale delle forze di unità nazionale, e Amin Makki Madani, presidente delle organizzazioni della società civile. Chiede il loro rilascio immediato, la cessazione della guerra in corso in molte zone del Sudan, il ritorno dei profughi alle loro terre d’origine e sostiene la lotta per la pace, la democrazia e il progresso portata avanti dal Partito Comunista Sudanese.

Il Forum della sinistra araba esprime apprezzamento per la grande vittoria della sinistra in Grecia e auspica altri successi simili. Sollecita l’apertura di un dibattito tra il il Forum della sinistra araba, la rete della sinistra africana e il Forum di Sao Paulo allo scopo di raggiungere un accordo sulle questioni di lotta comune.

Il quinto incontro del Forum della sinistra araba ha deciso di elaborare un programma periodico delle lotte e delle attività comuni.

Esprime in conclusione il proprio apprezzamento e gratitudine al Partito del Progresso e del Socialismo per aver ospitato questo incontro.

Rabat, 21 febbraio 2015