Cresce la mobilitazione contro il golpe in Brasile

brasile folla controilgolpedi Commissione Politica Nazionale del Partito Comunista del Brasile – PCdoB

da www.resistencia.cc 

Traduzione di Marx21.it

Nella riunione svoltasi il 28 marzo, a Brasilia, la Commissione Politica Nazionale del Partito Comunista del Brasile ha approvato una nota in cui chiama i suoi militanti e il popolo brasiliano alla lotta contro il colpo di Stato guidato da Eduardo Cunha, Michel Temer, il PSDB, l’apparato mediatico monopolista privato e settori dell’apparato di polizia e giudiziario. Il documento avverte che un governo risultante da un golpe, capeggiato da Michel Temer, sarebbe un governo “illegittimo, di eccezione”, e constata che nonostante la situazione sfavorevole, la mobilitazione contro il golpe si rafforza

Democrazia versus golpe:le battaglie decisive si avvicinano

I prossimi giorni e settimane saranno decisivi per il futuro del paese. L’opposizione di destra all’attacco cerca di consumare il golpe, accelerando il passaggio a un processo fraudolento di impeachment contro la presidente Dilma Rosseff, che sarà sottoposto al voto nella Commissione Speciale e nella plenaria della Camera dei Deputati – e in seguito nel Senato Federale.

Il risultato di queste votazioni, previste alla Camera nel corso del mese di aprile, potrebbero far trionfare la democrazia oppure coronare un golpe.

Se l’impeachment fosse sconfitto si tratterebbe di una vittoria della democrazia. Vittoria che creerebbe le condizioni perché il paese ristabilisca la normalità istituzionale e per aprire la strada alla ripresa della crescita economica, alla creazione di impieghi e alla riduzione delle disuguaglianze sociali e regionali.

Se i golpisti vincessero, che non si abbiano dubbi: oltre che mutilare la democrazia, costoro la farebbero finita con le conquiste che il popolo e la nazione hanno ottenuto negli ultimi 13 anni, mettendo in pratica un’agenda neoliberale selvaggia, di taglio dei diritti del popolo e dei lavoratori e di svilimento della sovranità nazionale.

Cresce e si amplia la mobilitazione contro il golpe

I grandi media hanno fortemente agito, negli ultimi giorni, per costruire nell’opinione pubblica la convinzione che l’approvazione dell’impeachmenti è “inevitabile”.

La situazione è avversa, la democrazia corre un serio rischio, ma il messaggio del PCdoB è che cresce e si amplia la resistenza democratica. Il golpe viene affrontato e di battaglia in battaglia potrà essere sconfitto.

Un impeachment senza responsabilità di crimine non ha base costituzionale, è golpe! Il processo di impeachment condotto dal deputato Eduardo Cunha è un’aggressione alla coscienza democratica nazionale! A denunciarlo è un numero sempre più grande di giuristi, a denunciarlo è il coro delle facoltà di diritto e delle università del paese. A denunciarlo è il popolo nelle strade con il suo grido “il golpe non deve passare”, come è accaduto lo scorso 18 marzo, quando più di 1 milione di brasiliani e brasiliane sono scesi nelle strade e nelle piazze di centinaia di città. Grido che tornerà a riecheggiare nelle strade il prossimo 31 marzo.

Ogni giorno aumentano le prese di posizione in difesa della democrazia di settori organizzati della società brasiliana attraverso atti pubblici, manifesti, che coinvolgono studenti, professori universitari, un grande numero di artisti, intellettuali, scrittori, cineasti, il popolo e i lavoratori, attraverso le centrali sindacali e i movimenti sociali. Un significativo numero di avvocati e giuristi, tra i quali, Fábio Comparato, Dalmo Dallari e Celso Bandeira de Mello – che non condividono e ripudiano la decisione dell’Ordine degli Avvocati del Brasile (OAB) che ha optato per l’adesione al movimento golpista. La Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB) e anche altri movimenti ed entità religiose si sono pronunciati in difesa della sovranità di voto del popolo e dello Stato Democratico di Diritto. Stessa posizione adottata da un elenco rappresentativo di governatori, tra i quali si distingue il governatore Flávio Dino del Maranhão.

Sono pure sempre più frequenti i gesti di solidarietà e appoggio provenienti da dirigenze straniere e organismi internazionali che ripudiano gli attacchi alla democrazia in Brasile.

La presidente Dilma Rousseff, coerente con la sua biografia, sta dimostrando coraggio politico e disposizione a lottare in difesa del suo legittimo mandato. La stessa resistenza è stata dimostrata dall’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva che, essendo egli stesso bersaglio della più grande e aggressiva campagna di diffamazione e persecuzione che una leadership politica abbia mai subito in questo paese, è sceso in campo per aiutare la presidente Dilma a salvare la governabilità minata dal campo dell’opposizione.

Dall’altra parte, le forze della destra irrobustiscono il consorzio golpista e operano per smantellare la base di sostegno al governo, come si assiste ora con il tentativo aggressivo di trascinare il PMDB in questa avventura. Ma devono anche affrontare problemi. Persino tra le classi dominanti esistono dubbi sul fatto che possa avere legittimità a far uscire il paese dalla crisi un governo instaurato con un golpe, e si teme, anche, il rischio che il paese debba affrontare una conflagrazione ancora maggiore. L’Operazione Lava Jato, forza motrice di questa scalata, per la sua parzialità, per le sue caratteristiche golpiste, per l’aggressione allo Stato Democratico di Diritto, va perdendo credibilità ed entrando in conflitto con il pensiero giuridico democratico del paese.

Un altro grande problema dei golpisti è l’opposizione di settori sempre più vasti della società a un governo che risulti dal golpe, nel caso venga imposto. Il Brasile democratico non vuole vedere la nazione sotto la tutela di un governo illegittimo, di eccezione, instaurato da un golpe. Il governo Temer sarebbe esattamente questo!

Rafforzare la giornata del 31 marzo ed esercitare pressione sui componenti del Congresso

Di fronte a questo scenario di battaglie intense e quotidiane, si ingigantisce la necessità di ampliare ancora di più la resistenza democratica. In tal senso, la mobilitazione nazionale convocata dal Fronte Brasile Popolare per il prossimo 31 marzo, con Brasilia come palco principale, deve essere tra le priorità di tutte le forze popolari e democratiche. E, subito dopo, si annuncia importante l’ “Assemblea Popolare in Difesa della Democrazia”, annunciata per il 9 aprile, nella città di San Paolo.

La mobilitazione contro il golpe deve essere mantenuta nelle strade, nelle reti, nelle università, nelle istituzioni ed essere indirizzata tutta ai deputati, deputate, senatori e senatrici. In tal senso si rimarca l’importanza del lancio del Fronte Parlamentare Misto in Difesa della Democrazia. Il voto dei parlamentari è quello che deciderà se il Brasile continuerà a viaggiare sui binari della democrazia o se soccomberà al golpe, subendo tutte le gravi conseguenze che tale rottura può causare al paese. Pertanto, è necessario convincerli (le), persuaderli (le), spingerli (le) a votare contro l’impeachment fraudolento, per la democrazia.

Il golpe non deve passare!

Per la vittoria della democrazia!

Brasilia,28 marzo 2016

La Commissione Politica Nazionale del Partito Comunista del Brasile – PCdoB