“Ciò che unisce i comunisti di tutto il mondo è più forte di ciò che li può separare”

da pcp.pt | Traduzione di Mauro Gemma

desousa profilo bandiereIl saluto di Jeronimo de Sousa, segretario generale del Partito Comunista Portoghese, ai delegati del 15° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

Stimati compagni,
A nome del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese vi porgo il benvenuto in Portogallo e vi trasmetto i fraterni saluti dei comunisti portoghesi.

Ci rallegra molto la presenza di un così grande numero di delegazioni, segnale evidente che l’importanza del processo degli Incontri Internazionali dei Partiti Comunisti e Operai ha acquisito nel movimento comunista e rivoluzionario internazionale.

Tra quelli presenti ci sono partiti che sono al potere e che pongono come obiettivo la costruzione del socialismo, ma la stragrande maggioranza vedo venire da paesi dove, come in Portogallo, si stanno combattendo dure lotte di classe che esigono molto dai comunisti, da paesi dove l’anticomunismo è politica di Stato e dove crudeli dittature costringono i rivoluzionari ai pericoli e ai rigori della clandestinità, da regioni dove l’imperialismo semina la guerra, la morte e la distruzione. E sono venuti persino quando compiti interni di grande importanza reclamavano la loro presenza.


Ci troviamo qui, in questo 15° Incontro, uniti dagli stessi ideali di liberazione, dalla medesima convinzione che l’alternativa alla barbarie capitalista è il socialismo e che la lotta quotidiana in difesa degli interessi dei lavoratori e dei popoli e per la trasformazione progressista e rivoluzionaria della società, esige il rafforzamento dei partiti comunisti e della loro cooperazione internazionalista avendo come riferimento fondamentale la solidarietà di classe, l’internazionalismo proletario.

In tempi di globalizzazione imperialista, quando, davanti alla sparizione del socialismo come sistema mondiale il sistema capitalista estende i suoi tentacoli a tutto il mondo e accentua la sua natura sfruttatrice, oppressiva, predatoria e aggressiva, quando il grande capitale e le grandi potenze imperialiste, nonostante le rivalità e le contraddizioni, coordinano strettamente la loro offensiva di classe contro i lavoratori e i popoli di tutto il mondo, si presenta ancor più necessaria la cooperazione dei partiti comunisti e operai e la cooperazione di questi con le altre forze rivoluzionarie e antimperialiste per la costruzione di un ampio e combattivo fronte antimperialista.

I processo degli Incontri Internazionali dei Partiti Comunisti e Operai, che non è e non deve essere una struttura né deve obbedire a qualsiasi illusorio tentativo di omogeneizzazione è, senza dubbio, il più importante strumento in grado di facilitare questa cooperazione internazionalista. Un processo che è auspicabile e possibile perfezionare come è previsto possa avvenire in questo Incontro, ma che è necessario difendere e preservare, consolidando ciò che l’esperienza pratica già ha dimostrato essere utile e cercando di risolvere problemi risultanti dall’evoluzione dello stesso processo e dalla necessità di adeguarlo sempre meglio alle esigenze della lotta.

Ognuno dei nostri partiti ha i propri peculiari percorsi storici, lotta in condizioni economiche e sociali molto differenti, definisce Programmi che rispondono alle proprie condizioni specifiche di lotta e si propone compiti immediati differenziati. Davanti alle complesse sfide che si presentano ai comunisti l’apparizione di differenze di opinione e divergenze è praticamente inevitabile. Non ignoriamo certo la diversità di posizioni esistente nel nostro movimento su questioni di storia, di teoria e di pratica rivoluzionaria. Ma è profonda convinzione del PCP che ciò che ci unisce è ben più forte di ciò che, su tale questione e in tale momento, ci può separare. E che, con il rispetto reciproco e sforzo di mutua comprensione, noi possiamo andare oltre attraverso il lavoro collettivo, la discussione franca e fraterna, la cooperazione per l’azione comune indirizzata alle masse. E’ da qui che viene il principale impulso all’auspicabile avvicinamento delle posizioni e al rafforzamento dell’unità del movimento comunista e rivoluzionario internazionale.

In Portogallo stiamo vivendo la più violenta offensiva contro le condizioni di vita e i diritti dei lavoratori e del popolo dai tempi del fascismo. Un’offensiva in cui il grande capitale nazionale alleato e sottomesso al capitale transnazionale, con l’intervento del FMI e dell’Unione Europea e del “memorandum di intesa” (che giustamente definiamo Patto di Aggressione) firmato dal Partito Socialista e dai partiti del Governo con la troika straniera, sta aggravando lo sfruttamento, impoverendo i portoghesi, distruggendo l’economia del paese, liquidando la sovranità nazionale, attaccando il regime democratico e la Costituzione che lo consacra.

E’ un’offensiva che, nelle sue linee fondamentali, si iscrive nella risposta del sistema capitalista alla crisi in cui si dibatte con l’intensificazione brutale dello sfruttamento dei lavoratori e dei popoli e con l’accentuazione della tendenza redditiera predatoria con cui il capitale finanziario cerca di compensare la caduta tendenziale del tasso di profitto. Ma che, paragonata ad altri paesi capitalisti, presenta particolarità che risultano dal fatto che il nostro paese ha conosciuto una rivoluzione che ha distrutto il capitalismo monopolistico di Stato e ha realizzato trasformazioni profonde della struttura socio-economica che hanno collocato il Portogallo sulla strada del socialismo. Sebbene le grandi conquiste siano state distrutte nel corso di 37 anni di processo controrivoluzionario, questa rivoluzione “incompiuta” vive ancora in realizzazioni, esperienze e valori che, come la Costituzione della Repubblica, la classe dominante tenta ad ogni costo di distruggere, ma che il PCP cerca di difendere e proiettare nel futuro del Portogallo assumendoli nel proprio Programma.

La Democrazia Avanzata che il PCP propone al popolo portoghese, fase attuale della rivoluzione in Portogallo, si colloca nella continuità storica della rivoluzione democratica e nazionale, ha una natura di classe anti-monopolista e antimperialista ed è parte integrante e indissolubile della lotta per il socialismo e il comunismo in Portogallo. Molti dei suoi compiti fondamentali sono già compiti della società socialista.

E’ con questa prospettiva che il PCP sviluppa la lotta quotidiana in difesa degli interessi dei lavoratori e del popolo, per la rottura con più di 37 anni di politiche di destra e con il processo di integrazione capitalista europeo, per le dimissioni del governo e per lo svolgimento di elezioni legislative anticipate, condizione necessaria per interrompere l’attuale corso di rapina e disastro nazionale e aprire la strada a una politica e a un governo patriottici e di sinistra.

La situazione che stiamo affrontando è difficile e molto pericolosa per i diritti dei lavoratori, per il regime democratico, per l’indipendenza nazionale. Ma il governo nazionale è sempre più screditato e isolato. Contro l’offensiva antipopolare e antinazionale si sviluppa un ampio fronte di resistenza e di lotta che si esprime in questi giorni in lotte molto diversificate nelle imprese e nelle strade e che è passata attraverso Scioperi Generali e altre azioni di massa di grandi dimensioni come le Manifestazioni dello scorso 19 ottobre sui ponti di Lisbona e Porto, alla cui guida la classe operaia e il movimento sindacale di classe di cui è protagonista la CGTP-IN svolgono un ruolo fondamentale, ma a cui partecipano in modo crescente altre classi e settori anti-monopolisti anch’essi sicuramente colpiti dal grande capitale. E nelle recenti elezioni “autarchiche”, in cui il PCP e i suoi alleati della Coalizione Democratica Unitaria hanno registrato un buon risultato, i partiti del governo hanno sofferto una seria sconfitta. La pratica conferma che, come in altri momenti di lotta del popolo portoghese per la sua emancipazione, l’intensificazione e l’allargamento della lotta popolare di massa è il cammino della vittoria.

Allo stesso tempo, è fondamentale il rafforzamento del Partito con l’aumento dei suoi effettivi, il suo radicamento nelle imprese e nei luoghi di lavoro, il consolidamento dei suoi legami di massa. Non esiste alternativa senza il PCP e tanto meno contro il PCP. E quanto più è radicato il nostro partito e più impegnato nei compiti di classe e nazionali, inseparabili nel processo della rivoluzione portoghese, maggiore sarà il suo contributo internazionalista.

Un Partito che afferma e difende con convinzione la sua natura di classe; la sua base teorica marxista-leninista, concezione del mondo necessariamente creatrice, contraria al dogmatismo come pure alla revisione opportunista dei suoi principi e concetti fondamentali; la sua democrazia interna che si fonda sullo sviluppo creativo del centralismo democratico; la sua linea di massa; il suo progetto di una società socialista; il suo patriottismo e internazionalismo; un partito che, con legittimo orgoglio, prende nelle sue mani la ricca eredità rivoluzionaria del compagno Alvaro Cunhal, il cui Centenario commemoriamo quest’anno.

Un Partito che, essendo prodotto dallo sviluppo del movimento operaio portoghese, è orgoglioso di essere nato sotto l’impatto internazionale dello straordinario evento storico rappresentato dalla Rivoluzione Socialista di Ottobre, quando il proletariato russo sotto la direzione del Partito bolscevico di Lenin ha conquistato il potere e si è lanciato con eroismo e creatività nella costruzione della nuova società socialista. Nel salutare il 96° anniversario di quei “dieci giorni che hanno sconvolto il mondo” siamo convinti che la strada da allora percorsa, con le sue straordinarie realizzazioni e conquiste e nonostante le sue drammatiche sconfitte, conferma la necessità e la superiorità del nuovo sistema economico e sociale, e che è giusta e invincibile la causa per la quale lottiamo.

Accogliendo a Lisbona questo nostro 15°Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai vogliamo contribuire al rafforzamento del movimento comunista e rivoluzionario internazionale, ritenendo con grande convinzione che ciò che meglio serve la sua unità è il rispetto dei principi di uguaglianza, mutuo rispetto, non ingerenza negli affari interni e solidarietà reciproca. Faremo e continueremo a fare ciò e è alla nostra portata per il successo del nostro Incontro e per il consolidamento, l’avanzata e il perfezionamento del processo degli Incontri Internazionali dei Partiti Comunisti e Operai.

Allo stesso modo, la vostra presenza qui, in felice coincidenza con il momento che segna le commemorazioni del Centenario di Alvaro Cunhal, il Comizio Commemorativo del 10 novembre a cui voi siete invitati, noi la vediamo come un gesto di solidarietà con il nostro Partito e la nostra lotta.

Compagni,

Il capitalismo si dibatte tra contraddizioni che sono irrisolvibili nel quadro del sistema e che esigono il loro superamento rivoluzionario. La crisi di sovrapproduzione e sovraccumulazione di capitale che è esplosa con il fallimento di Lehman Brothers continua senza che se ne veda la fine. Una centralizzazione e concentrazione di capitale e di potere senza precedenti è accompagnata dal brutale aggravamento dello sfruttamento, dell’attacco ai salari e ai redditi da lavoro, dalla crescita della povertà, della disoccupazione, del lavoro precario, dello smantellamento, là dove esistono, delle funzioni sociali dello Stato. Il grande capitale e le grandi potenze imperialiste, a cominciare dagli USA che non hanno desistito ancora dal tentare di imporre al mondo la loro egemonia, tutti i giorni seminano la morte, la distruzione e il terrore ai quattro angoli del mondo.

Ma l’imperialismo non ha le mani interamente libere. Sebbene diseguale e irregolare, prosegue da ogni parte la resistenza e la lotta dei lavoratori e dei popoli, che si esprime a volte in grandi lotte popolari come in Portogallo e in altri paesi d’Europa, in processi inediti di affermazione di sovranità e progresso sociale, come in America Latina, in valorose espressioni di lotta contro le aggressioni imperialiste. E poiché la base sociale di appoggio del capitalismo si restringe sempre di più, si amplia nella coscienza dei popoli il rifiuto del capitalismo e la necessità dell’alternativa, il socialismo.

La situazione che viviamo sul piano mondiale è una situazione straordinariamente complessa, che comporta rischi di una drammatica regressione di civiltà e persino di catastrofe per l’Umanità ma che, allo stesso tempo, racchiude grandi potenzialità di sviluppi progressisti e rivoluzionari.

E’ una situazione che pone i comunisti di fronte a grandi responsabilità, sia davanti alla classe operaia e al popolo dei rispettivi paesi, in cui il loro radicamento è indispensabile e insostituibile, che sul piano internazionale con il necessario rafforzamento della loro amicizia, cooperazione e solidarietà. Ciò che i lavoratori e i popoli si aspettano, e hanno il diritto di ottenere dai comunisti, è un messaggio di unità, di lotta organizzata, di fiducia rivoluzionaria.

Questo messaggio nessuno lo darà al nostro posto. Potete essere certi, compagni, che, per quanto gli compete, il PCP farà ciò che è nelle sue possibilità per far fronte a questa responsabilità.