15° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai Contributo del Partito Comunista Cubano

Partito Comunista Cubano | da solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

pc cuba15° IMCWP – 15° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

“L’aggravamento della crisi del capitalismo, il ruolo della classe operaia e i compiti dei comunisti nella lotta per i diritti dei lavoratori e dei popoli. L’offensiva dell’imperialismo, il riallineamento delle forze sul piano internazionale, la questione nazionale, l’emancipazione di classe e la lotta per il socialismo”.

Lisbona, 8-10 novembre 2013

Cari compagni e compagne:

Prima di tutto vogliamo ringraziare il Partito Comunista Portoghese di ospitare l’organizzazione e la celebrazione del 15° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, che ha significato un ulteriore sforzo nelle sue attività quotidiane in mezzo alle difficili condizioni imposte dalla giusta lotta per i diritti del popolo e dei lavoratori di fronte all’aggravarsi della crisi capitalista che li colpisce. A voi, il nostro riconoscimento e appoggio solidale.


Questo evento si svolge proprio nel Centenario della nascita del leader storico del Partito Comunista Portoghese, compagno Alvaro Cunhal, comunista impeccabile, coerente con i suoi principi, difensore degli interessi nazionali e dei diritti dei lavoratori lusitani oltre che sincero amico della Rivoluzione Cubana. A lui, il nostro tributo eterno.

Speriamo che questo incontro sia un fruttuoso spazio di riflessione e dibattito su questioni fondamentali, che ci permettano di coordinare gli sforzi nella ricerca di alternative perché i nostri partiti contribuiscano risolutamente all’affrontare e trasformare la realtà dei nostri popoli.

Il Partito Comunista di Cuba considera che, in tempi di una difficile e complessa situazione internazionale, caratterizzata dalla crisi economica, finanziaria e globale del capitalismo, dalla destabilizzazione dell’ordine internazionale con una politica aggressiva dell’imperialismo degli Stati Uniti e della NATO che ha portato guerre e conflitti con una nuova distribuzione delle ricchezze, è necessario oggi più che mai, lo scambio e la cooperazione in primo luogo tra i partiti comunisti e operai ma anche con altre forze politiche, movimenti sociali e partiti progressisti e di sinistra.

I comunisti devono avere la capacità necessaria di affrontare l’offensiva dell’imperialismo a livello globale, e costruire su ciò che ci unisce per avanzare con celerità e solidità nell’identificazione dei nostri veri nemici principali e degli obiettivi comuni che ci proponiamo, così come nella concertazione di strategie e alleanze che permettano di convocare le grandi masse scontente e condurle nella loro lotta contro l’imperialismo. E’ stato dimostrato che con la volontà politica si superano grandi ostacoli e si raggiungono importanti trasformazioni.

Noi consideriamo che dovremmo bandire le analisi escludenti che ci danneggiano e ci dividono. Il nemico perfeziona i suoi metodi e affrontarlo richiede non sprecare un minuto in discussioni sterili, quando i nostri popoli aspettano alternative credibili, realistiche e, soprattutto, urgenti contro le politiche di aggiustamento e terapie d’urto che portano alla disperazione milioni di persone.

L’esperienza nei 55 anni della Rivoluzione Cubana, risolutamente di fronte alla più grande potenza mondiale di tutti i tempi, ci conferma, che, attraverso l’unità tra i rivoluzionari è possibile affrontare le grandi sfide e condurci alla vittoria.

Nel contesto latino-americano e dei Caraibi, il Forum di San Paolo costituisce uno spazio privilegiato per la convergenza delle forze politiche di sinistra e progressiste, molto diverse tra loro, ma unite nello sforzo di raggiungere delle società con maggiore giustizia sociale. Questa esperienza può essere incoraggiante e utile per il nostro movimento comunista e operaio.

Oggi, il nostro paese affronta un processo importante per la continuità della Rivoluzione. Il VI Congresso del Partito Comunista di Cuba, nel mese di aprile del 2011 e la Prima Conferenza Nazionale del Partito, nel gennaio 2012, hanno impresso continuità e impulso trasformatore allo sviluppo del socialismo cubano.

La decisione di costruire un socialismo prospero e sostenibile, dove prevalga la proprietà sociale dei principali mezzi di produzione e la necessità dello sviluppo, come fondamento per raggiungere uno stato di benessere e prosperità, costituisce uno dei capisaldi del processo di teorizzazione del modello economico sociale, che indica la direzione di Cuba di oggi e per il futuro.

Si tratta di condurre l’economia con formule che sviluppino le forze produttive, dove la pianificazione sia lo strumento per eccellenza nella ricerca dell’equilibrio macroeconomico e l’impresa statale socialista sia l’essenza del modello economico cubano, che si proietta nell’adeguare le sue regole di funzionamento, dotandolo di maggiori libertà e autonomie.

L’innalzamento dell’efficienza economica interna implica prima di tutto, la crescita della produttività del lavoro e in questo contesto si inserisce anche il riordino della forza lavoro nel settore statale e, allo stesso tempo, si ampliano le possibilità nel settore non statale e cooperativista, dando accoglienza ad altre componenti economiche.

Per Cuba, solo il socialismo è una condizione di sviluppo, per cui continuiamo a preservare le principali conquiste sociali che hanno reso il modello cubano un punto di riferimento per molti nel mondo.

I cambiamenti che introduciamo oggi non duplicano altre esperienze ma tengono tuttavia conto dei risultati positivi di altri modelli, soprattutto considerando le nostre esperienze e circostanze storico-culturali. L’impegno di un piccolo paese sottosviluppato di 11,2 milioni di persone, con poche risorse naturali e sottomesso per più di mezzo secolo al più ferreo e spietato blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti, non cessa i suoi sforzi volti a promuovere una vita migliore per il suo popolo.

Anche l’America Latina e i Caraibi vivono oggi un momento unico nella loro storia di lotta contro il neoliberismo. Affrontano una controffensiva dell’Impero e della destra regionale, finalizzato a sconfiggere i processi progressisti e di sinistra e a far deragliare gli sforzi di integrazione espressi dalla Comunità di Stati dell’America Latina e dei Caraibi (CELAC), organizzazione chiamata a spingere l’integrazione regionale e consolidare uno spazio di concertazione al di fuori degli Stati Uniti, importante evento per le forze progressiste

La recente creazione dell’Alleanza del Pacifico, risulta nella pratica una riprogettazione di ALCA, in quanto promuove una zona di Libero Commercio in America Latina e nei Caraibi per favorire una maggiore penetrazione e dominio delle multinazionali, soprattutto nordamericane, il che significherebbe maggiore perdita della sovranità. E’ uno strumento per invertire il processo di cambiamento in questa parte del mondo che si presenta con un volto di nobili propositi, di cui dobbiamo allarmarci.

Il Venezuela è un chiaro esempio della diffusione di questa controffensiva, dove si sviluppa un piano di destabilizzazione su larga scala, che accentuato dopo la scomparsa fisica del suo Presidente Hugo Chavez, ha puntato al crollo della Rivoluzione Bolivariana. Il suo scopo strategico non si limita al fallimento del governo legittimo di Nicolas Maduro, ma punta contro i processi progressisti e di sinistra della regione, contro i quali dispiega tutti i tipi di campagne diversive, manipolatrici e bugie utilizzando le moderne tecnologie di comunicazione, davanti alle quali dobbiamo essere vigili per non essere indotti in errore.

Infine, colgo l’occasione per ringraziare i partiti comunisti e operai qui presenti, per la solidarietà militante nella nostra lotta contro il blocco, oggi intensificato, ignorando il clamore della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica internazionale. Appena una settimana fa, Cuba ha ottenuto ancora una volta per la 21° occasione consecutiva una clamorosa condanna all’aggressione economica, dopo il voto nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella quale gli Stati Uniti sono rimasti praticamente da soli con Israele.

Cari amici e amiche,

Ribadiamo che Cuba continuerà la sua lotta per migliorare il suo socialismo, continuerà a chiedere la revoca del blocco e la politica di ostilità e di sovversione contro la Rivoluzione, continuerà la sua lotta fino al ritorno dei Cinque cubani ingiustamente imprigionati nelle carceri statunitensi. Per questi impegni contiamo sulla nostra ragione e la vostra solidarietà.

Grazie mille.