L’emergere del PTB: “Una storia incredibile”. La storia del movimento di rinnovamento dal 2004

Traduzione e introduzione di Lorenzo Battisti

Una volta parlai del Ptb con un dirigente nazionale di un partito comunista italiano. Mi disse che “il Ptb andava in giro con un carrettino a fare della carità. Per questo andava bene”. Perché interessarsi al Belgio quando si ha alle spalle il Pci, il più grande partito comunista d’occidente. L’organizzazione manca da tempo, ma l’idea di essere superiori è rimasta. Ma anche la sinistra “ufficiale” non ha brillato per conoscenza. Prima delle elezioni europee del 2019 la rivista Micromega passò in rassegna la sinistra dei vari paesi europei. Nonostante il Ptb fosse già una presenza consolidata del paese, non ci fu un solo riferimento in tutto il voluminoso volume.

Proprio nelle ultime settimane il Ptb ha svolto un congresso in cui Mertens ha deciso di non candidarsi nuovamente alla presidenza del partito. Nulla cozza di più con al realtà italiana. Da una parte un presidente che ha fatto passare il suo partito, in meno di 20 anni da 800 iscritti a 24’000 e da 0 a 43 deputati; dall’altra segretari di piccoli e litigiosi partiti, dirigenti a tempo indeterminato di catastrofi politiche successive che hanno fatto fare ai comunisti in Italia il percorso inverso. Mentre Mertens lascia un partito in crescita e influente nel paese, in Italia si preferisce restare a capo di piccole formazioni ininfluenti e senza alcun legame sociale. Meglio essere i primi di queste formazioni che militanti di partiti con solide radici.

La cosa che stupisce, guardando l’Italia alla luce dell’esperienza belga, non è tanto il crollo e la catastrofe che ha colpito il nostro paese. Questi decenni sono stati difficili per tutti in Europa, e anche partiti solidi sono riusciti solo a mantenere posizioni nel proprio paese senza riuscire ad avanzare in maniera durevole. Sull’Italia si rimane stupiti dalla più totale assenza di analisi sulla disfatta, quasi questa non esistesse. Si susseguono i congressi, dove i dirigenti restano per lo più gli stessi, ma in nessun documento si trova traccia di un’analisi delle insufficienze, degli errori, delle mancanze. Non si è presenti in alcuna organizzazione di massa, i risultati elettorali sono pessimi e in peggioramento, si è esclusi dalle poche manifestazioni importanti, eppure non vi è mai una parola che analizzi tutto questo e che ponga indirizzi per invertire la cosa. Mai il riconoscimento di un errore, di una mancanza, o un bilancio dei propositi lanciati al congresso precedente. In sostanza i partiti italiani sono completamente sconnessi dalla società in cui vivono ma continuano come se nulla fosse. E soprattutto con gli stessi dirigenti di sempre, che, dopo aver mostrato spesso per decenni la loro incapacità a entrare in sintonia con la società italiana, espellono dal proprio partito chi vuole aprire una discussione. In effetti una discussione sugli errori e limiti rischierebbe di mettere in discussione anche chi ha assunto la direzione in quegli anni, quindi meglio tagliare il problema alla radice.

Vi invito quindi a leggere questo lungo testo (9 pagine A4) per capire cosa è successo in Belgio negli ultimi 20 anni. Una realtà che è stata ignorata dai partiti italiani e che al contempo rappresenta l’unico esempio in Europa di una solida avanzata della sinistra marxista. Oltre a dare sollievo a militanti ormai sfiniti dalle successive frustrazioni per la marginalizzazione sociale che soffrono, spero che possa servire a fare un raffronto tra la realtà italiana e quella belga: da una parte un partito che si è saputo rinnovare rimanendo saldo nei principi, dall’altro partiti settari (forse le sette sono in realtà più numerose) che continuano nella discesa verso l’irrilevanza, per quanto condita da altisonanti proclami dei dirigenti sulla loro adesione dogmatica a qualche corrente passata del movimento comunista italiano o internazionale. Rilevare e comprendere questa differenza è forse il primo passo per invertirla. E’ possibile. Anche in Italia. E non può che partire da una presa di coscienza dei militanti più attivi.

da https://www.ptb.be

Dietro l’emergere del PTB che da piccolo partito è diventato un importante attore politico, si nasconde una storia straordinaria. L’annuncio che Peter Mertens sta passando la torcia come presidente è un’opportunità per guardare indietro al movimento di rinnovamento iniziato nel 2004. Abbiamo tracciato questa storia attraverso le citazioni della stampa tradizionale.


AderentiSezioniRisultatiDeputatiEletti locali
2003800802082505
2008280012056157015
20158500280251276852
20212400040058462143169

« It’s an amazing story. » [è una storia incredibile] Queste sono le parole del giornalista indiano e marxista Vijay Prashad sul progresso del PTB. Ed è vero, è una storia incredibile. Da piccolo partito, il PTB è diventato, negli ultimi venti anni, un attore politico importante sulla scena belga.

È una storia come nessun’altra, perché è andata davvero controcorrente. Nel resto d’Europa, i partiti marxisti hanno vissuto un momento molto difficile. Secondo la rivista americana Jacobin, il PTB è ora “una delle forze più dinamiche della sinistra europea”. “Le elezioni del 26 maggio 2019 hanno solo confermato questa immagine”, aggiunge la rivista socialista.

Chiunque pensi che l’implosione dei partiti tradizionali sia automaticamente un bene per la sinistra autentica dovrebbe guardare il resto dell’Europa. La sinistra soffre ed è spesso in ritirata. Tranne che in Belgio, dove la “sinistra decomplessata” (termine coniato dall’ex giornalista Jos Bouveroux) è in crescita da due decenni.

Eppure, la storia avrebbe potuto essere molto diversa. Nel 2003, il piccolo partito militante è stato messo KO. Peter Mertens racconta alla rivista Humo i retroscena della rinascita del PTB: “In passato, Anversa era circondata da una ‘cintura rossa’, dove i socialisti ottenevano fino al 40% dei voti. Negli anni ’90, la maggior parte di quei voti sono andati al Vlaams Blok, non a noi. Ed è stata in parte colpa nostra, perché eravamo troppo dogmatici, troppo settari, troppo predicatori. Troppo ermetici, infatti, il che mi infastidiva enormemente. Tutto è cambiato quando abbiamo completamente fallito alle elezioni federali del 2003 con Resist. Abbiamo sbattuto la testa contro il muro e ci siamo resi conto che non potevamo andare avanti così. Dovevamo rinnovarci o sparire”.

“Rinnovamento o scomparsa” è stata la scelta nel 2003

Rinnovamento o scomparsa, le due strade aperte al PTB nel 2003. Quell’anno, il partito ottenne solo 20.825 voti nelle elezioni federali. Quasi nessuno scommetteva un centesimo sul suo futuro. Il partito era in contrasto con i sindacati, con le organizzazioni progressiste, con quasi tutti, in effetti. Il PTB contava ancora poche decine di sezioni, e si trovava di fronte a una piramide dell’ età dei membri invecchiata. I marxisti erano sempre più lontani dalle preoccupazioni quotidiane della gente.

All’interno del partito si alzano sempre più voci per dire che non si può andare avanti così, e che bisogna porre fine a questo atteggiamento di predica, a questo scollamento dalla realtà e a questo dogmatismo. Nelle assemblee generali, i membri votarono in modo schiacciante a favore del rinnovamento. Questo è il punto di svolta e ciò che salverà il PTB. Alcuni estremisti di sinistra vengonmo buttati fuori dal partito. Peter Mertens, Baudouin Deckers e Lydie Neufcourt sono eletti per formare la nuova leadership. Questo trio doveva lanciare il movimento di rinnovamento, e lo ha fatto con 800 membri motivati del partito.

“C’è voluta la generazione più giovane per dire che le cose non potevano andare avanti così perché il rinnovamento iniziasse, e ha funzionato”, ha scritto più tardi il giornalista Walter Pauli su Knack. “Peter Mertens è riconosciuto dai suoi amici e dagli avversari come l’artefice di questo successo. Il rinnovamento non è solo il lavoro dei giovani, ma delle diverse generazioni che si sono unite nella nuova squadra. Ed è proprio questa la forza del rinnovamento del PTB: il fatto che sia così ampiamente sostenuto dalle diverse generazioni del partito.

Il motto di questa squadra è “Ritorno alle radici”. Vuole affrontare i problemi concreti della classe operaia. Non con belle parole, ma con i fatti. Un primo passo importante è stato fatto nel 2004, quando il dottor Dirk Van Duppen di “Medicina per il popolo” ha lanciato il suo “modello Kiwi” per rendere le medicine più accessibili. Questa campagna ha dato nuova energia al PTB e ha riportato il partito sulla mappa politica belga. “La sp.a (Partito socialista fiammingo), presieduta all’epoca da Steve Stevaert, ha cercato di recuperare il ‘kiwi’ presentando una proposta sulla stessa linea. Metà del CSC e l’intero MOC [organizzazioni vicine ai socialisti] hanno sostenuto Dirk Van Duppen.

La campagna per il modello Kiwi è stata il primo punto di svolta. Una seconda svolta avvenne l’anno seguente con la lotta contro il Patto generazionale del ministro socialista delle pensioni Bruno Tobback. Il 28 ottobre 2005, 100.000 sindacalisti hanno manifestato a Bruxelles contro la riforma delle pensioni. Al congresso della sp.a, centinaia di sindacalisti hanno letteralmente voltato le spalle alla socialdemocrazia. Molti di loro si unirono al PTB e giocarono un ruolo cruciale nel suo rinnovamento. Lo stesso processo avviene nel sud del paese, dove decine di sindacalisti si uniscono alla sinistra genuina, disgustati dagli “affari” e dalla continua partecipazione del PS ai vari governi di austerità. È così che i marxisti si ricollegano al movimento sindacale.

La nuova direzione mobilitò il partito per il suo Congresso di Rinnovamento, che si basava su tre assi: essere un partito di principi, essere un partito flessibile, essere un partito della classe operaia. Un approccio che ha dato i suoi frutti, come ha sottolineato Le Monde Diplomatique: “Per capire l’ascesa del PTB, dobbiamo tornare alla svolta strategica presa al suo congresso del 2008. Fu in questo Congresso di Rinnovamento del 2008 che Peter Mertens fu eletto presidente del partito. Oggi, con la crisi economica, Marx è più rilevante che mai”, dice. Rimane la nostra fonte di ispirazione perché sottoscriviamo la sua critica al capitalismo. Allo stesso tempo, il partito rinnovato si sta liberando del suo vecchio dogmatismo. “Basta con il dogmatismo, fate posto a un partito che sia più vicino ai problemi quotidiani della gente”, nota La Libre Belgique. Il PTB sta cercando la sua strada. “Possiamo imparare dagli altri. Ma non si tratta di fare un copia-incolla belga di ciò che si fa altrove. Il PS olandese ha abbandonato ogni riferimento al marxismo e concentra tutta la sua azione sui quartieri, mentre per noi la presenza nel mondo del lavoro rimane un punto chiave.

Le questioni del PTB ora hanno peso nel dibattito politico

Secondo la principale rivista socialista britannica Tribune, “il processo di riorganizzazione e rinnovamento del partito al congresso del 2008” gioca un “ruolo cruciale” nel posizionarlo come “un’alternativa credibile, offrendo sia un discorso sociale ed ecologico che soluzioni pratiche ai problemi economici creati dalla crisi finanziaria”.

Il partito sta crescendo rapidamente. In tutto il paese si stanno creando nuove sezioni, attraverso un processo di prove ed errori. Un processo organizzato da Lydie Neufcourt, che ha partecipato alla direzione del partito come parte della direzione quotidiana dal 2004.

I marxisti mantengono la calma e sanno cosa vogliono. Vogliono costruire un forte partito marxista in tutto il paese, con sezioni nei quartieri popolari e nei luoghi di lavoro. Vogliono costruire un partito che possa resistere alle tempeste e agli urti. È come i tre porcellini”, dice il presidente del partito a L’Avenir. “Ci sono quelli che costruiscono case che finiscono per essere buttate giù. Stiamo costruendo una casa di mattoni perché sappiamo che possiamo ancora aspettarci delle tempeste”.

Nel sud del paese, i quattro partiti tradizionali (MR, cdH, PS ed Ecolo) sembrano monopolizzare la vita politica. L’arrivo del PTB come forza con cui fare i conti inizierà a sconvolgere lo status quo. Inizialmente descritto come una zanzara che morde l’ordine stabilito, crescerà in una solida organizzazione.

In meno di diciotto anni, il PTB passerà da 80 sezioni e 800 membri a 400 sezioni con un totale di 24.000 membri, il che è un vero balzo in avanti. Tanto più che il PTB non vuole che i suoi membri siano consumatori politici passivi, ma piuttosto che siano membri attivi. “Siamo un partito di base”, spiega Peter Mertens. “Siamo molto più che una manciata di rappresentanti eletti. Non diciamo alla gente che risolveremo i problemi per loro. Non vogliamo il clientelismo come il PS. Il nostro ideale è: svegliatevi, alzatevi e combattete per i vostri diritti”.

Le cose stanno cambiando anche a livello politico. “Penso che l’estrema sinistra sia un fenomeno interessante, ma né io né il mio partito ne facciamo parte”, ha detto Mertens alla rivista Humo. Il partito vuole influenzare il dibattito e mettere all’ordine del giorno i dibattiti stessi. Così ha lanciato la “tassa sui milionari”, una proposta accuratamente elaborata per creare una tassa sulla ricchezza che avrebbe colpito solo il due per cento più ricco del paese. Più che uno slogan, si tratta di una parola d’ordine di azione concreta, un’arma che il PTB usa quando scende in campo.

Sotto la direzione di David Pestieau, il dipartimento di ricerca del PTB pubblica un dossier caldo dopo l’altro. Questa fabbrica di idee rosse attira anche l’attenzione dei giornalisti. “Il partito ha investito molto nel suo dipartimento di ricerca e i membri del PTB come Tom De Meester (energia) e Marco Van Hees (tasse) sono esperti di primo piano nei media. Non si allontanano mai dal principio guida del partito: basare i loro argomenti su cifre solide. E soprattutto: niente punti esclamativi, ma sfumature. I dossier del PTB hanno ormai un peso nel dibattito politico. “È difficile negare l’esattezza dei fatti e delle cifre fornite dal PTB”, dice il noto giornalista Rik Van Cauwelaert.

Oggi, il partito comunica in modo acuto, fine e puntuale.

“Prima si gettano le basi e poi si definisce la comunicazione”, dice il PTB. Anche la comunicazione sta cambiando. “Doveva cambiare: sia in termini di immagine che di linguaggio, dice il presidente del partito. Prima, il PTB parlava solo alla mente, il che significava per lo più volantini lunghi ed estenuanti. Ora vogliamo parlare alla mente, ma anche al cuore. Quando le beghe comunitarie hanno dominato le elezioni del 2009, i marxisti hanno denunciato il “circo politico” della bolla di Rue de la Loi. “Il PTB mette il naso rosso alla politica”, era il titolo di un importante quotidiano. Per la prima volta nella sua esistenza, il PTB, che all’epoca non era ancora rappresentato in nessun parlamento, divenne la voce della città.

Il piccolo Davide che doveva combattere contro Golia sapeva che la comunicazione era essenziale nella sua lotta. ” Da molto tempo ormai, la nozione di ‘marketing politico’ non è più una parola sporca nel PTB, scrive la rivista Knack. Non c’è più lo stile dei primi anni, quando i manifesti elettorali assomigliavano spesso a un intero capitolo di un manuale marxista. Al giorno d’oggi, il partito comunica in modo netto, acuto e puntuale. Il partito si ispira al comunista italiano Antonio Gramsci, per il quale la lingua è un elemento essenziale nella lotta per l’egemonia culturale. In questo spirito, Tom De Meester ha lanciato il termine ‘Turteltax’ nel 2015 per indicare l’ingiusta tassa sull’energia introdotta dal ministro fiammingo Annemie Turtelboom.

Il linguaggio è importante, ma un’analisi economica rigorosa rimane la base, come sottolinea Le Monde Diplomatique: “Mentre i dirigenti del PTB assumono la loro svolta semantica, mantengono la distanza dalla nozione di populismo, anche se di sinistra. Si tratta soprattutto di costruire un “socialismo 2.0″, nelle parole del presidente del PTB Peter Mertens, che continuerebbe a dare alla nozione di lotta di classe un posto predominante. Vogliamo un discorso basato sull’analisi di classe, ma adattato alla situazione di oggi”, spiega Charlie Le Paige, che presiede il Comac, il movimento giovanile del PTB.

Con migliaia di membri attivi nei quartieri e nelle fabbriche della classe operaia, abbandonati da tempo dai partiti tradizionali, il partito ha un enorme vantaggio: è in grado di sentire direttamente il polso dei lavoratori. Nessuno conosce il terreno così bene come il PTB”, dice. Inoltre, il partito rilascia regolarmente informazioni esclusive. Per esempio, è stato il partito che ha rivelato che le multinazionali in Belgio non pagano praticamente nessuna tassa. Questa combinazione di conoscenza locale e analisi rigorosa è uno dei punti di forza del PTB. E la festa fa sì che le storie rimangano vivide e riconoscibili dalle persone, senza affogarle in una moltitudine di cifre e grafici. “Dobbiamo sviluppare il nostro story-telling”, ha detto il presidente del PTB alla rivista americana Jacobin.

“Più lettori che voti”

“Il PTB è l’ultimo partito belga. Come mai non vi siete ancora divisi [tra fiamminghi e valloni] ?”, chiede un giornalista a Peter Mertens, il presidente appena eletto. Ha risposto: “Penso che sia una strana domanda. Come mai tutti gli altri partiti sono divisi? Non è strano che tutti i partiti in parlamento partecipino alle elezioni solo da una parte del confine linguistico?Non sarebbe logico un collegio elettorale federale? No alla scissione, sì all’unità. Il quotidiano francese Le Monde nota anche: “Per Peter Mertens, il presidente del PTB, le ‘due democrazie’ che coesistono in Belgio sono piuttosto quella dei ricchi e quella dei poveri, e quindi sostiene ‘battaglie comuni’ per il nord e il sud del regno.

Il presidente sogna una festa di solidarietà ispirata alla Fête de l’Huma di Parigi, organizzata dal quotidiano comunista L’Humanité. Alla presentazione del libro Left Priority al Fondo Masereel a Ostenda, qualcuno gli ha detto che ci potrebbe essere un posto per una simile iniziativa a Bredene. Nessuno crede che il PTB possa raccogliere 10.000 persone, ma il partito è determinato. Così ManiFiesta è nata nel 2010. Il festival dura ormai diversi giorni e accoglie circa 15.000 visitatori. “Nous sommes un, wij zijn één” è stato il motto del discorso tenuto alla prima ManiFiesta. Questo è stato l’inizio di un lungo movimento di solidarietà, che ha infine portato nel 2021 al manifesto “We Are One” del vicepresidente del PTB David Pestieau, a favore dell’unità del Belgio.

Nel frattempo, il partito si stava pazientemente costruendo. Ora ha molte più sezioni, soprattutto nel mondo del lavoro. Sotto la guida di Kim De Witte, le leadership provinciali furono gradualmente rinnovate e ringiovanite. Il partito divenne attivo in tutte le province del paese. Il dipartimento di ricerca si è distinto con dossier solidi e fondati su tasse, energia, sanità, pensioni, servizi pubblici e diritti democratici. La campagna di maggior successo è stata quella contro gli alti prezzi dell’energia, che ha portato prima alla riduzione dell’IVA sull’elettricità e poi all’abolizione della Turteltax nelle Fiandre.

Tuttavia, la prima svolta su larga scala del partito non è stata in un’elezione, ma con un libro.Con sorpresa di tutti, ” Come osano?” è schizzato in cima alla classifica dei 10 migliori saggi nelle Fiandre non appena è uscito nel dicembre 2011, posizione che ha mantenuto per quasi un anno. “Più lettori che voti”, si legge nel titolo di De Standaard. “Un bestseller con idee marxiste”, titola Le Soir. L’autore si è messo in viaggio e, moltiplicando le conferenze (150 in totale), ha visitato quasi tutti i municipi del paese. I commenti sono elogiativi. “In ”Comment osent-ils?”, Peter Mertens mette tutta la sua verve al servizio del dibattito ideologico, scrive un giornalista. Opinionisti di tutti i tipi lodano il suo lavoro. Il libro è molto vicino alla realtà della gente. Questo rende solo lo shock più grande. Con 25.000 copie vendute nelle Fiandre, “Come osano” è ora il secondo libro politico più venduto nel nostro paese.

“Al di là della costruzione europea, è il sistema capitalista che è in crisi”, sottolinea L’Humanité Dimanche nella sua recensione del libro. “Il libro di Mertens porta la convinzione di un profondo dibattito sulla società, per andare verso un sistema socialista adattato al XXI secolo, ”socialismo 2.0”.Una società che rispetta le due fonti di ricchezza nel senso giusto della parola: il lavoro umano e la natura, mentre il capitalismo sfrutta eccessivamente entrambi”, come dice l’autore”.

“Realizzare l’impossibile: il PTB come attore a pieno titolo sulla scena politica

Una spina dorsale marxista, un partito della classe operaia, membri attivi, nuove sezioni, un servizio di studio ampliato, una comunicazione professionale e libri incisivi. Ma il partito rinnovato ha anche bisogno di personalità. Ed è qui che entra in gioco il fiammeggiante Raoul Hedebouw. Si può leggere: “Mertens (1969) e Hedebouw (1977) si conoscono dai loro studi. Nel 1994, la Vallonia è stata scossa per mesi da scioperi per protestare contro le riforme dell’istruzione. All’Herstal Athénée, Raoul aveva fondato il “Che”: il “Comité Herstalien des Écoliers”. A quel tempo, Mertens era presidente del movimento studentesco PTB ed era andato ad aiutare a Liegi. Hanno mantenuto l’amicizia che avevano costruito all’epoca, ma anche la divisione dei compiti. Mertens: ”Raoul era già il portavoce del movimento giovanile, io lavoravo un po’ più sullo sfondo. Funziona ancora oggi, anche se il livello è diverso”.

I due uomini avevano un rispetto reciproco. Mertens: “Raoul Hedebouw è il nostro Eden Hazard. L’ho capito la prima volta che l’ho visto, un leader scolaretto appollaiato su un carrello di Coca, con un cortile pieno che pendeva da ogni sua parola. Senza di lui, il partito non si sarebbe evoluto così rapidamente”. Hedebouw: “Senza Peter, non sarei qui. Mi ha convinto della sua visione di un PTB rinnovato, e mi ha portato con sé nell’avventura come portavoce di un progetto moderno. Siamo una buona squadra”.

Al Congresso del Rinnovamento del 2008, i partecipanti si sono posti degli obiettivi. Nel 2012, il partito vuole sfondare in tre città. “Il partito punta a sfondare in ottobre in tre grandi città: Anversa, Liegi e Molenbeek”, scriveva Le Soir all’inizio del 2012. Funziona. E non solo un po’. A Liegi, il PTB è entrato nel consiglio comunale con il 6,41% dei voti; ad Anversa, i comunisti hanno ottenuto l’8%. Il PTB è sulla strada giusta. Jos Bouveroux, ex giornalista della VRT, riferisce: “Il PTB ha sorpreso tutti ottenendo non meno dell’8% dei voti nelle elezioni comunali di Anversa nell’ottobre 2012. Il suo giovane leader Peter Mertens (1969) non era da biasimare. È riuscito a fare l’impossibile: trasformare un partito di estrema sinistra in un attore politico a pieno titolo. Fino ad allora, il PTB aveva fatto solo un’apparizione simbolica, appena sopra l’1%”.

Il partito ha optato risolutamente per la classe operaia, abbandonata dai partiti tradizionali. “Il presidente del PTB Peter Mertens ha annunciato il nome del nuovo capo della lista PTB per il Limburgo: Gaby Colebunders, un ex delegato sindacale alla Ford Genk. Il programma TerZake di Canvas ha dedicato molta copertura alla conferenza stampa e alla nomina, scrive Walter Pauli su Knack. Mertens ha presentato la nuova recluta come segue: Gaby è socievole. Gaby è cresciuta nelle città minerarie, tra la gente. Gaby è una lavoratrice come tante altre. E soprattutto, Gaby è una combattente. Gaby è una metafora individuale di ciò che il PTB vuole essere collettivamente come partito di sinistra”.

Nel frattempo, anche lo spostamento a destra continua, soprattutto nel panorama politico di lingua olandese. I marxisti vogliono cogliere questo malcontento e incanalarlo in una voce ribelle e di sinistra. Hanno una visione a lungo termine. “Sociologicamente parlando, rappresentiamo il dieci per cento dei voti, dice il presidente del partito nella primavera del 2014. Non li otterremo ora, ma è un potenziale realistico. La nostra nuova generazione è pronta”. Quello stesso anno, il PTB fece un enorme balzo in avanti con 251.276 voti, dodici volte di più di dieci anni prima. Raoul Hedebouw (Liegi) e Marco Van Hees (Hainaut) sono stati eletti alla Camera dei rappresentanti. Per la prima volta in 33 anni, i marxisti tornano in Parlamento, e questo non passerà inosservato. Nella provincia di Anversa, il PTB ha ottenuto il 4,5% dei voti e, nonostante l’alto punteggio personale di Mertens, ha mancato il seggio per un pelo.

Nell’autunno del 2014, il PTB si è attivamente mobilitato a sostegno del movimento sindacale e cittadino contro i piani di austerità del nuovo governo di destra. Il 6 novembre 2014, 120.000 sindacalisti combattivi hanno marciato per le strade di Bruxelles, sostenuti dal movimento cittadino Hart boven Hard – Tout Autre Chose, che riunisce centinaia di organizzazioni sociali. Seguirono tre scioperi provinciali. Poi, il 15 dicembre, uno sciopero generale. Il governo di destra vacillò ma resistette, e il PTB si gettò nella lotta sociale per sfidare le politiche di austerità della destra.

Nel frattempo, il partito dedica molta attenzione alla formazione di nuove forze. Nella primavera del 2015 è stato pubblicato ” La tassa dei milionari e altre 7 idee brillanti per cambiare la società”. Un libro scritto dalla generazione “Come osano?” Un progetto collettivo di sedici entusiasti sognatori. Gli autori sono Jos D’Haese, Germain Mugemangango, Sofie Merckx, Tom De Meester, Maartje De Vries, Line De Witte, Tim Joye, Mathilde El Bakri e Youssef Handichi, di cui sentiremo parlare più tardi.

“9 possibilità su 10 di incontrare un petebista su un picchetto di sciopero

Il PTB continua a costruire pazientemente le sue fondamenta. Sotto la guida di Lydie Neufcourt, il partito è passato da 80 a 280 sezioni e 8.500 membri. Il partito ha organizzato il suo Congresso della Solidarietà nel 2015, con il titolo “Allargare, unire, approfondire”. Sviluppa il suo progetto per un socialismo 2.0.

Mertens è stato rieletto presidente, David Pestieau è stato eletto vicepresidente e Lydie Neufcourt ha assunto il compito di segretario nazionale. Essi manterranno il percorso di rinnovamento, con un nuovo Consiglio Nazionale che sarà eletto al Congresso. La direzione del partito sta investendo nella formazione di nuovi quadri, nell’espansione delle sezioni locali e nello sviluppo di solidi dossier. Nel Parlamento federale, Raoul Hedebouw e Marco Van Hees hanno fatto sentire la loro presenza. Hedebouw divenne rapidamente il beniamino della classe operaia in tutti e quattro gli angoli del paese: a Bruxelles, in Vallonia e nelle Fiandre, il ‘cool Raoul’ divenne sempre più conosciuto e apprezzato.

Per il vertice sul clima di Parigi alla fine del 2015, il partito ha lanciato la sua campagna “Red is the New Green” per sollevare la questione del clima come un problema sistemico. La transizione climatica sarà sociale o non sarà”, dicono i marxisti. Si oppongono agli scettici del clima e agli eco-modernisti le cui lobby fanno di tutto per minimizzare il problema del clima. Ma non sono simpatici ai climatologi che vogliono far pagare il conto alla classe operaia e alla gente del Sud. Una giovane generazione di attivisti del clima si sta unendo al PTB, come Jos D’Haese e Natalie Eggermont. Quando il presidente americano Trump decide di visitare il nostro paese, aiutano a organizzare la protesta: “Trump Not Welcome”.

Il femminismo socialista fu anch’esso messo all’ordine del giorno con l’organizzazione femminile Marianne, guidata da Maartje De Vries. Marianne si impegna a reagire ad ogni femminicidio nel paese e, insieme a molte altre organizzazioni, contribuisce a far rivivere la giornata internazionale dei diritti delle donne dell’8 marzo nel nostro paese. “Nessun socialismo senza femminismo, nessun femminismo senza socialismo” è il credo di Marianne.

Quando il governo vallone si è dichiarato contrario al nuovo accordo di libero scambio CETA nell’autunno 2016, le riviste finanziarie internazionali non potevano crederci. Quando i funzionari europei stavano negoziando un accordo commerciale con il Canada da cinque anni, non pensavano di dover prestare tanta attenzione alle opinioni di persone come Frédéric Gillot”, nota il Financial Times. Un baffuto operaio siderurgico di 54 anni che rappresenta il neo-comunista Partito dei Lavoratori del Belgio nel parlamento regionale vallone, Gillot è ora un attore in un dramma che ha visto un’assemblea locale minacciare di far fallire un accordo tra l’UE e il Canada”.

“Il partito che sta tirando la sinistra belga a sinistra”, scrive il settimanale europeo Politico. Il partito che sta cercando di tirare il panorama politico a sinistra, con contenuti. Nel dicembre 2016, Mertens ha pubblicato il suo terzo opus, `Nella terra dei profittatori´, che è anch’esso arrivato in cima alle liste di saggistica. La rivista fiamminga Samenleving & Politiek è stata piena di elogi: “Oltre al contenuto, c’è il piacere della lettura, e qui Mertens merita un applauso. Il suo libro non tratta un argomento facile. Si tratta di politica, economia e ideologia. Eppure, ancora una volta, Mertens riesce a spiegare questo argomento complesso in modo comprensibile e persino divertente. Il libro è pieno di esempi che rendono questo argomento poco invitante vivo e tangibile. Tanto di cappello a lui”.

Sempre nel 2016 è stata fondata l’organizzazione giovanile RedFox. Si sono fatti rapidamente un nome con DiverCity, una vasta campagna contro il razzismo. La lotta contro il sessismo e la lotta per il clima sono diventati anche temi chiave per le organizzazioni giovanili, che qualche anno dopo hanno raggiunto migliaia di giovani attraverso TikTok e le reti sociali. Il PTB rimane anche fermamente impegnato nella lotta contro il razzismo e si mobilita per le manifestazioni del 21 marzo, giornata internazionale contro il razzismo.

Durante le elezioni comunali del 2018, il partito si è posto l’obiettivo di triplicare il suo numero di eletti a 150. E lo ha fatto. Alla fine, ci saranno 169 membri nelle tre regioni del paese. Nelle Fiandre, il partito si è fatto strada dapprima nei grandi centri urbani. A Bruxelles, il partito si è affermato saldamente, e in Vallonia, la sinistra autentica ha fatto breccia in tutte le grandi città e nella periferia rossa di Liegi, con risultati del 15% e oltre.

I giornalisti sono interessati al fenomeno: “Herstal è uno dei comuni di Liegi dove il PTB è forte da molti anni. E questo è in gran parte merito di Nadia Moscufo. Questa ex cassiera di Aldi è membro del consiglio locale dal 2000. Si è appena diplomata alla scuola secondaria. “Ero la seconda della lista. Non mi aspettavo di essere eletta”, dice. Diciotto anni dopo, è capogruppo e capolista. Con successo. Domenica, il suo gruppo è cresciuto fino a nove posti. “Sono felice che il mio partito non si fermi al fatto di avere una laurea o meno”. Nella capitale, Francis Dagrin, operaio e sindacalista dell’Audi, viene eletto al Parlamento di Bruxelles nel 2019. Quando gli è stato chiesto cosa pensavano i suoi colleghi della sua elezione, ha risposto: “Sapevano che ero un attivista del PTB. In questo ambiente operaio, il partito è ben considerato. Il 27 maggio, quando siamo tornati al lavoro, gran parte dei miei colleghi ha visto la mia elezione come una loro vittoria”.

La lotta sociale rimane al centro del lavoro del partito. Un sindacalista ha confidato all’Eco: “È molto semplice: se fai un picchetto, hai nove possibilità su dieci di incontrare un petebista, molto meno un socialista”. Lo stesso giornale finanziario belga nota: “Un esempio eclatante: lo sciopero nazionale del 13 febbraio 2019. Solo quel giorno, la formazione di estrema sinistra ha visitato più di 600 picchetti tra Arlon e Zeebrugge, una vera dimostrazione di forza sul terreno”.

“Inaspettato: improvvisamente la VRT ha dovuto installare una settima postazione”

Il partito vuole sfondare nelle elezioni federali e regionali del 2019, e sta facendo campagna con un programma di cambiamento di 840 proposte. Le idee del partito marxista sono apprezzate e promettono una svolta nelle elezioni. “Il “grande dibattito dei presidenti” non è stato pianificato in base a ciò che è successo il 26 maggio, ha scritto più tardi la stampa. Sulla televisione fiamminga, solo i presidenti dei partiti rappresentati nel Parlamento fiammingo possono partecipare ai dibattiti. Fino a sabato, Mertens non poteva quindi partecipare, ma domenica sera le cose sono improvvisamente cambiate. Così i tecnici si sono dovuti sbrigare ad allestire una settima postazione.

La settimana prima delle elezioni, un noto politologo aveva già dichiarato con certezza che non c’era “spazio” per il PTB nelle Fiandre. Alla VRT avevano quindi ignorato il PTB e non avevano fornito una postazione. Le elezioni hanno dimostrato che si sbagliavano: “Il grande successo del PTB è stato in qualche modo oscurato dall’avanzata del Vlaams Belang. Tuttavia, nella Camera, i comunisti sono ora importanti quanto il CD&V e i liberali fiamminghi. Stanno facendo quasi bene come l’estrema destra.Il PTB ha vinto 35 seggi in più, solo quattro in meno del Vlaams Belang, e ora ha 43 seggi nei diversi parlamenti”.

Questo non è sfuggito nemmeno alla rivista britannica Tribune: “Il 26 maggio è stato un terremoto politico in Belgio. Il Partito dei lavoratori ha ottenuto una grande vittoria nelle elezioni regionali, federali ed europee, e si è saldamente affermato come alternativa di sinistra al centro-sinistra e ai partiti verdi in tutto il paese”. La rivista socialista si riferisce al grande risultato a Bruxelles e in Vallonia, ma nota anche la svolta nelle Fiandre: “Inoltre, nella regione delle Fiandre, sono riusciti ad affermarsi politicamente nonostante l’egemonia culturale e politica delle forze politiche nazionaliste conservatrici durante l’ultimo decennio e il successo elettorale dell’estrema destra (Vlaams Belang), che ha ottenuto 18 seggi federali”.

Scandalo: il PTB ha inviato immediatamente quattro operai al Parlamento. Sono Nadia Moscufo, Gaby Colebunders, Maria Vindevoghel e Roberto D’Amico. Insieme, questi quattro deputati rappresentano oltre 100 anni di esperienza sindacale. Hanno un cuore in mano e portano una ventata di aria fresca alla Camera dei Rappresentanti. Con Jos D’Haese, Germain Mugemangango, Sofie Merckx, Lise Vandecasteele, Greet Daems, Youssef Handichi e Steven De Vuyst, tra gli altri, la generazione “Come osano” sta anche guadagnando una voce in parlamento. “I membri fiamminghi del PTB si preparano a sedere nei parlamenti. E ce ne sono molti di più di quanto abbiano mai osato immaginare”, scrive Het Nieuwsblad. Molta pressione è sulle spalle del giovane nativo di Anversa Jos D’Haese. “Jos D’Haese, un tempo attivista per il clima, diventerà l’Hedebouw fiammingo”, si legge.

“Rimango a bordo, ma è il momento di un nuovo capitano”

La svolta elettorale mette le ali al PTB, ma anche molto più lavoro. Il partito ha ora 400 sezioni e 24.000 membri. Per la squadra del segretario nazionale Lydie Neufcourt, i giorni sono lunghi. Questo vale anche per il vicepresidente David Pestieau, che un giornale chiama scherzosamente “il vicepresidente peggio pagato”: “David Pestieau (51) è probabilmente il vicepresidente peggio pagato e capo del dipartimento di ricerca di qualsiasi partito. Nel PTB, gli stipendi dei dirigenti sono allineati a quelli dei lavoratori. Ma il volume dei loro compiti non è certo inferiore. Nessun partito è rappresentato in così tanti parlamenti: il partito “nazionale” ha membri eletti nei parlamenti fiammingo, federale, vallone, di Bruxelles, europeo e in quello della Comunità francese”.

Per la prima volta, i marxisti erano presenti anche nel Parlamento europeo, con il poliglotta Marc Botenga, che era di origine olandese, ma che parlava perfettamente anche francese, inglese e italiano. È un membro del grande gruppo di sinistra The Left. La sinistra ha 41 membri, divisi in 19 delegazioni di 13 paesi. Nell’ultimo anno, Botenga è stato in primo piano nel Parlamento europeo per la sua difesa dell’iniziativa dei cittadini europei “No Profit on Pandemic”, che chiede la revoca dei brevetti sui vaccini Covid. Botenga è ospite della RAI italiana, della BBC britannica, della ARD tedesca e di molti altri canali televisivi europei.

Il PTB ha molte madri e molti padri. La medicina gratuita è una di queste. E non la meno importante. Con Medicina per il Popolo (la cui presidente è Janneke Ronse), il partito ha 11 case mediche in tutto il paese, con medici e infermieri che forniscono gratuitamente assistenza sanitaria di qualità a 25.000 persone. E questo va avanti ogni giorno da quarant’anni. Non è quindi un caso che il PTB abbia proposto un “fondo di emergenza per la sanità” durante la “furia dei camici bianchi” nell’ottobre 2019, ancora prima della pandemia. L’emendamento del PTB è stato inizialmente considerato “populista”, ma alla fine è stato approvato dal parlamento. Permetterà l’assunzione di centinaia di nuove persone negli ospedali. Questo dimostra come il PTB sia un fornitore di proposte innovative di sinistra.

Durante la crisi del coronavirus, il PTB apparirà come uno dei partiti più attivi, sia sul campo con le centinaia di assistenti di Medicina per il Popolo, sia nei parlamenti dove la dottoressa Sofie Merckx (Camera) e la dottoressa Lise Vandecasteele (Parlamento fiammingo) affronteranno instancabilmente le lotte politiche dei diversi ministri della salute. Durante il freddo inverno del coronavirus nel 2020, il PTB organizza più di 600 iniziative concrete di solidarietà con “Un inverno di solidarietà” per aiutare le persone in difficoltà.

Le azioni di solidarietà continueranno l’anno seguente, durante le terribili inondazioni che colpiranno il paese nel luglio 2021. Di fronte all’incapacità delle autorità di farsi carico della situazione, gli aiuti vengono organizzati a livello di base. I membri del PTB non sono persone che stanno a guardare. Il quotidiano Gazet Van Antwerpen riporta: “Sabato 17 luglio, due giorni dopo le inondazioni, Peter Mertens, il presidente del partito di sinistra PTB, è andato per la prima volta a Verviers con un gruppo di volontari. Immediatamente, il PTB ha lanciato un appello attraverso le reti sociali per volontari per il soccorso. Su iniziativa del presidente del partito, le SolidariTeam sono nate intorno a un tavolo di cucina a Liegi: “Da allora, più di 2.000 volontari sono andati ad aiutare attraverso le nostre SolidariTeam. La solidarietà è immensa e, sorprendentemente, viene spesso anche dalle Fiandre.

Dal 2003, il PTB ha fatto molta strada. È una “storia incredibile”. “Vedo il mondo che cambia, e credo che ne verrà fuori del bene”, ha detto il defunto Dr. Dirk Van Duppen nel suo libro d’addio nel 2020. Va da sé che c’è ancora molta strada da fare per cambiare questo mondo. Per spostarlo dalla parte dell’umanità, dalla parte della solidarietà, dalla parte del rispetto della natura, dalla parte del socialismo.

L’8 novembre, il presidente Peter Mertens ha annunciato che non si sarebbe ricandidato al Congresso dell’Unità del 5 dicembre. Ha detto: “È il momento che un altro capitano faccia il lavoro, e questo è assolutamente possibile, perché abbiamo una squadra completamente nuova. Rimango a bordo, e voglio concentrarmi su questioni strategiche e sullo sviluppo del partito. Stiamo remando contro la marea del capitalismo, e non è facile. Prenderemo altri colpi, cadremo di nuovo e ci rialzeremo ancora una volta. Con una nuova generazione di marxisti a bordo, e più giovani e più lavoratori che mai nella leadership. Abbiamo un’unità politica intorno al nostro progetto di una società socialista, e questo è fondamentale. E abbiamo anche una forte unità in tutto il paese. Quando vado a Verviers, vado in una sezione del PTB e lì mi sento a casa, semplicemente. Non sono lì come visitatore. Questa unità è reale, e il nuovo presidente sarà soprattutto marxista, belga e internazionalista, per cambiare il mondo”