Sul futuro dei comunisti e di una sinistra di classe e del lavoro nel nostro paese

bandierarossa roma passantedi Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI

Non intendo infierire sulle contraddizioni esplosive già emerse all’interno della lista Tsipras all’indomani del voto: sarebbe al tempo stesso troppo facile e di corto respiro, e poco costruttivo.

Ma lasciatemi dire che è una grande illusione pensare di poter ricostruire una sinistra politica e di classe nel nostro Paese, facendo perno sui 3 deputati europei eletti nella lista Tsipras, o sui suoi candidati (alcuni dei quali peraltro assolutamente rispettabili). Si continua nell’errore politicista e istituzionalista commesso in tutti questi 25 anni che ci separano dalla Bolognina.

I voti sono importanti (sono un pezzo di popolo); le presenze istituzionali sono importanti (danno strumenti, visibiltà, risorse): ma lasciatemi dire che se tutto questo non è l’espressione anche di una strategia unitaria (non solo convenienze elettoralistiche contingenti, che svaniscono il giorno dopo); e soprattutto non è l’espressione di un solido radicamento sociale e di classe, allora è solo un fumo destinato a dissolversi alle prime difficoltà contingenti.

Così è avvenuto in questi 23 anni (sprecati: e scusate se è poco) con la stessa esperienza complessiva cominciata con Rifondazione (poi frantumatasi nel tempo in 7-8 separazioni, che ancora non sono finite…).

Lasciatemi dire che le circa 400 Rsu che si sono finora organizzate nella campagna contro la legge Fornero, o altre iniziative simili di radicamento sociale, contengono in sè un potenziale per la ricostruzione di una sinistra di classe e del lavoro assai maggiore di altre esperienze politiciste: a condizione che i comunisti e le forze più conseguenti della sinistra politica anticapitalistica e non comunista sappiano raccordarsi a queste esperienze, e considerarle il lievito anche per una loro rinascita come forze politiche non residuali e con un futuro.

Per ricostruire un partito comunista ci vogliono concezioni affini di teoria, strategia, organizzazione, collocazione internazionale. Per ricostruire un fronte unitario di una sinistra politica di classe, ci vuole almeno una strategia unitaria e un radicamento sociale organizzato nella classe. Altrimenti si continuano a compiere i soliti, vecchi errori, da cui ancora non ci siamo emendati.