Ricostruzione del Partito Comunista: un’adesione operaia dalla Indesit

da www.ricostruirepc.it

Ho letto con molto interesse l’appello per la ricostruzione del Partito Comunista. Credo che sia urgente impegnarsi perché anche nel nostro Paese esista un soggetto politico organizzato che ricomponga la sinistra di classe, il movimento operaio e dia la direzione, su basi marxiste, per superare la crisi economica strutturale che è insita nel sistema capitalista.

Da troppo tempo è assente una rappresentanza politica per i più deboli, gli emarginati, i precari cosicchè le disuguaglianze si accentuano all’interno di una globalizzazione che azzera diritti, welfare e giustizia sociale. Il mondo del lavoro è sempre più ai margini della discussione politica e i lavoratori sono ancor più impotenti di fronte all’arretramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro; la minaccia imperialista è alle porte dell’Ue con l’avanzamento dello stato islamico e la guerra portata dagli USA e dalla NATO in Ucraina, che mette una ipoteca pesante sul nostro futuro. Per tutto questo e per molto altro ancora c’è bisogno di una forza comunista che tracci una rotta alternativa a questa deriva neo-liberista, per rimettere al centro della politica il lavoro, la redistribuzione delle ricchezze, la pace e la solidarietà tra i popoli.

Alessandro Belardinelli – operaio, RSU FIOM – CGIL Indesit-Whirlpool Fabriano

 



Caro Alessandro, nella tua adesione – che ci onora – tu fai riferimento a due esigenze tra loro diverse, ma assolutamente complementari e inseparabili. E sulle quali siamo d’accordo.

La ricostruzione di una sinistra di classe ampia e unitaria, che dia una sponda politica al mondo del lavoro, e che ovviamente non può che essere espressione di un fronte ampio che non comprende solo i comunisti (un po’ il terreno su cui sta lavorando Landini).

E la ricostruzione di un partito comunista che in questo fronte porti elementi di ispirazione marxista che diano ai lavoratori la consapevolezza del carattere strutturale della crisi capitalistica (il che allude ad una prospettiva di alternativa al sistema capitalistico); e la coscienza del pericolo della guerra che sorge dal sistema imperialista: tema su cui invece oggi il mondo del lavoro e completamente disinformato, confuso, e disorientato da un sistema mediatico che dà la colpa di tutto a Putin e all’estremismo islamico.