Relazione introduttiva ai lavori dell’Associazione per la Ricostruzione del Partito Comunista (Roma, 5 dicembre 2015)

falcemartello warhol 2di Bruno Steri

Qualche tempo fa alcuni di noi si sono incontrati. Ci siamo guardati negli occhi, ci siamo chiesti: dobbiamo assistere passivamente a questo processo di lenta consunzione dei comunisti? Dobbiamo rassegnarci all’irrilevanza (politica, elettorale) dei nostri partiti di appartenenza? Ci siamo detti di no. Siamo nel Paese che ha visto il più grande Partito Comunista dell’Occidente; siamo nel pieno di una crisi strutturale del modo di produzione capitalistico: non può essere che qui si estingua un riferimento organizzato dei comunisti. E siamo arrivati ad oggi. E’ per questo che saluto con una grande personale soddisfazione questa riunione, il fatto che ci si trovi qui provenendo da appartenenze diverse o anche da nessuna appartenenza. Non lo considero un risultato scontato. Con questa riunione, l’Associazione per la Ricostruzione del Partito Comunista mette i piedi per terra. Diamo un assetto organizzato al processo della Costituente comunista. E ci disponiamo a preparare il terreno per la fase congressuale di un nuovo Pc. Ci proviamo. Il Partito Comunista d’Italia ha proposto una tempistica. Raccogliamo questa indicazione: l’importante è muoversi, compiere i passi necessari per fare presto e bene.

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