Nasce FermoRossa, giornale militante della FGCI di Fermo

Questi giorni qualche studente del fermano, uscendo di scuola, l’ha già visto, distribuito a mano dai nostri compagni.

Un foglio piegato in modo da farne quattro pagine che parla di politica, di lavoro, di scuola, della violenza vigliacca che i padroni portano avanti a scapito della vita e della dignità di lavoratori e studenti.

E, soprattutto, di come spezzare le nostre catene, alzando finalmente la testa, organizzandoci e riprendendoci ciò che è nostro di diritto e per fare profitto sul nostro lavoro e sul ricatto creato dalla disoccupazione ci hanno tolto.

Da Settembre la Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani della provincia di Fermo, nonostante le difficoltà, è stata rifondata dalla passione e dalla volontà di alcuni giovani comunisti, ricominciando, piccoli certo, ma significativi, a raccogliere frutti grazie alla ripresa del lavoro politico fra studenti e giovani lavoratori.

Ma ci mancava uno strumento che, affiancandosi alla propaganda fatta sul nostro profilo e all’attività politica nelle scuole, nelle strade e nelle piazze, potesse essere rapidamente diffuso, letto, riletto e discusso, creando coscienza e rabbia di fronte ai soprusi che ogni giorno una classe politica totalmente asservita ai voleri di banchieri ed industriali compie nei confronti di chi col suo lavoro crea la ricchezza della società.

Uno strumento che potesse dare l’avvio ad una linea di massa, modestamente la lezione leninista e secchiana l’abbiamo imparata, ad una diffusione ampia e capillare delle proposte e delle critiche sociali del partito comunista e della sua organizzazione giovanile.

E quale strumento più utile di un giornale di sezione, che agevolmente dia a chi legge i nostri contatti e che, col lavoro suddiviso che richiede, aiuta a fare bene e in modo organizzato il lavoro politico della sezione stessa?

Lenin, in un suo articolo sull’Iskra,scriveva infatti che “Il giornale non è solo un propagandista e un agitatore collettivo, ma anche un organizzatore collettivo. Sotto questo ultimo aspetto, lo si può paragonare alle impalcature che rivestono un edificio in costruzione, ma ne lasciano indovinare la sagoma, facilitano i contatti tra i costruttori, li aiutano a suddividersi il lavoro e a rendersi conto dei risultati generali ottenuti con il lavoro organizzato”.

Questo vuole essere FermoRossa, come anche un mezzo da parte di studenti e lavoratori per raccontare i soprusi e le ingiustizie che ogni giorno subiscono e quel bisogno di riscatto e giustizia che i media padronali, chiamiamoli pure pennivendoli parafrasando Gramsci, tengono sempre taciuti per far vedere il sistema marcio e decadente che viviamo e di cui noi siamo la base sfruttata come inevitabile.

Bisogni che noi chiamiamo comunismo, che sono possibili attuare solo con la ribellione a questo sistema.

Speriamo che FermoRossa vi piaccia e vi sia utile ad uscire dall’isolamento che lorsignori ci impongono per tenerci al giogo.

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