Lista Tsipras. Lettera aperta di una militante del PdCI

di Alinda Ricci Barbieri, Federazione PdCI Alessandria

altraeuropa grungeRiceviamo questa lettera dalla compagna Alinda Ricci Barberi e volentieri la pubblichiamo come contributo alla discussione in merito alle travagliate vicende della lista Tsipras

Cari Compagni,

vi scrivo da Marx21.it, mio sito di riferimento ideologico, per fare alcune riflessioni personali (tengo a sottolineare il significante “personale”), sull’andamento farraginoso che mi pare avere preso l’organizzazione della Lista Tsipras, vista dal basso, dalla base del PDCI.

Sto ricevendo, come immagino tutti voi, costanti e molteplici E-mail dal sito “L’altra Europa”, aggiornamenti di notizie e articoli scritti dai Saggi noti, quali la Signora Spinelli, il più delle volte accozzaglie di idee poche chiare, preoccupanti o deliranti, come sulla questione Ucraina.


Devo confessarvi, di non sentirmi molto a mio agio in questo gruppo eterogeneo, che dovrebbe unire la sinistra italiana e cambiare l’Europa: indubbia, elevata dichiarazione d’intenti e grande responsabilità per il futuro dei martoriati paesi mediterranei.

Non mi ritrovo e non so come interagire con individui che sfruttano ogni occasione, per denigrare i Partiti della Sinistra, come soggetti cui imputare tutte le colpe del mondo, come ingombri da dover sopportare, probabilmente solo a scopo organizzativo di bassa manovalanza per la campagna elettorale.

Io, da pensatrice inesperta e un po’ babbea, fino a quando non è stato candidato per l’Italia, consideravo Alexis Tsipras il nuovo Dio Greco, il futuro Warlord The Great, un esempio da seguire, e da cercare anche qui da noi, nella speranza di riunire un Partito che potesse essere accogliente delle anime comuniste e della sinistra varia, liquefatta nei mille rivoli di cui tutti siamo a conoscenza..

In realtà, come dice sempre mio marito e, mi secca ammetterlo, a ragione, è stato l’ennesimo “innamoramento politico” di “quelli come me, “infùlarmati-pasionari” (dal dialetto piemontese “emotivi-poco riflessivi), un po’ movimentisti e un po’ meno inquadrati partiticamente, che si eccitano all’apparizione di certi personaggi, che si rivelano ogni volta fuffe senza base programmatica: in sostanza belle facce, col vuoto dietro.

In effetti, non è dato sapere cosa pensi davvero Tsipras, di quello che sta succedendo nella sua Lista italiana.

Per i compagni dei Partiti di Sinistra non “è pervenuto” e non si sa, se approvi la discordanza di merito e di metodo, che sussiste e peggiora con l’andar del tempo, fra il vertice composto dal comitato dei sei garanti (Guido Viale, Barbara Spinelli, Andrea Camilleri, Marco Revelli, Luciano Gallino, Paolo Flores) e la sinistra extraparlamentare.

Probabilmente sono io che non capisco l’utilità di un comitato auto-proclamato, che amministra attraverso una condotta qualificabile di “dispotismo illuminato”, il popolo della Resistenza, che le autocrazie vere le ha combattuti a prezzo della vita, 70 anni fa, salvando questo Paese. 

Non capisco l’ostilità che avverto, verso la politica onesta di una sinistra che si è sempre sacrificata per il bene dell’Italia, financo a rimetterci.

Perché, io che sono del PDCI, non ho mai avuto incarichi né di Partito, né da Amministratore, per scelta personale di onestà familiare, avendo un marito impegnato nella stessa attività (in questa casa non si amano le lobby!), non ho mangiato soldi allo Stato, non ho violato le leggi della Democrazia, sono una Partigiana della Costituzione, per quale ragione devo sentirmi sminuita e umiliata da questi Signori che non mi conoscono e non conosco: per la sola tessera che porto in tasca? Perché devo sentirmi imbarazzata ad avere la parola “Sinistra” sul simbolo e deve passare quasi in sordina che ci siano i Partiti dietro questa operazione? 

Di cosa mi dovrei vergognare: che prima Rifondazione, poi il PDCI sono stati tutto per me nella vita? Che, quando stavo bene in salute, ci ho speso tante ore di lavoro volontario gratuito, fiera di esserci? Che ho vissuto per lealtà all’ideale, l’infinita solitudine domestica, delle mogli dei Dirigenti continuamente in giro per l’Italia a cercare, altrettanto onestamente e disinteressatamente di cambiare in meglio la vita della gente, secondo i sani principi comunisti connaturati nel nostro DNA.

Non sono una “militonta”, non sono una “furbetta” imputabile di arrivismo, di disonestà intellettuale, di rovina della politica italiana, indi per cui mi chiedo, perché la Signora Barbara Spinelli, ved. Padoa Schioppa, debba fare di tutta l’erba un fascio e bistrattare di proposito, 

Organizzazioni Politiche che, oltre tutto, sono fuori dal Parlamento e che sono rappresentate da centinaia di donne e uomini oneste e prive d’interessi personali come me (non numeri, volti senza espressione: persone fisiche).

Non so quale sia il suo problema e quello degli altri Signori Intellettuali al vertice della Lista Tsipras, ma mi sento profondamente offesa e umiliata dal loro sprezzo, dai ridicoli pretesti accampati, per cavalcare la tigre grillina dell’antipartitismo e mi chiedo di nuovo se Alexis Tsipras, sappia e condivida questa idea, perché ciò farebbe di questa iniziativa un porcheria mediatica non dissimile da quelle di Grillo e Berlusconi.

Inoltre penso che la Signora Spinelli soffra di memoria corta, poiché dimentica che, un tempo non lontano, ha goduto eccome dei Partiti, attraverso le molteplici cariche ricoperte dal suo compagno, di cui non discuto i meriti, ma che fa si, che tale implicazione non La renda certo più vergine o degna di me, di stare nella Lista Tsipras a pieno titolo, come rappresentante fiera del mio gruppo.

Non comprendo, perché io non possa avere da votare un candidato PDCI scelto dal Partito nel mio collegio o, quanto meno in un altro non votabile, ma che mi dia la percezione che il mio Partito c’è e conta qualcosa nel cercare di cambiare l’Europa.

Uno, un candidato PDCI in tutta Italia io non lo posso avere, mentre al vertice possono decidere chi e dove deve essere messo in lista.

Non comprendo chi abbia incusso in questi Saggi la presunzione e la convinzione di avere più diritto di altri di presiedere alla formazione della Sinistra unita in Europa, allorché il Partito di Rifondazione Comunista, avrebbe ancorché maggior diritto di accampar pretese di leadership, dacché è da tempi non sospetti che mantiene contatti con Syriza.

Cari Compagni, vi sottopongo le mie valutazioni, come umile spunto di riflessione.

Avrete sicuramente notato, tanti di noi che rimuginano fra loro nei Social Network, nella vita di tutti i giorni: ebbene il mio reclamo personale a questi Garanti è una richiesta forte di rispetto, un richiamo a questi Signori che ci guidano senza investitura popolare, a uno sforzo di umiltà dote dei vincenti, perché persone semplici come me, possano riconoscersi e sentirsi convintamente partecipi di un’Altra Europa.

In fondo un po’ di deferenza ci è dovuta, visto che saranno le forze dei Partiti non altri, a raccogliere le firme, a fare materialmente la campagna elettorale, a parlare con la gente per convincerla a votare.

I militanti sono stati miti nell’imposizione dall’alto di tutto: se non con una farsa, non si è potuto scegliere per davvero un simbolo, non si è potuto scrivere nemmeno la parola “Sinistra” in un angolino e, si sa, che per i “semplici”, per i giovani che credono di poter cambiare il mondo e per gli anziani, il simbolo fa la differenza eccome, dato che è il logo del credo, della passione, dell’impegno puro.

“Lista Tsipras” sa della solita minestra riscaldata, che ci sta affondando da anni, nel dimenticatoio degli elettori.

Siamo o non siamo il “nuovo” la rinascita di un Europa dei Diritti, delle Genti e non solo dei Mercati? E se non verrà lasciato spazio, almeno per scegliere le “nostre persone”, da quella generazione precedente, troppo spesso legnosa, avara, presenzialista, che NUOVO sarà, questa Europa?

Sarà la solita Sinistra verticistica, perfino camuffata sta volta, che ha stufato tanti e che mia nonna, guarderebbe scrollando le spalle, senza neppure commentare, per la delusione della sua Generazione che valeva davvero qualcosa, che aveva difeso questo paese, conquistato tanti diritti, che ci ha lasciato in eredità la libertà, la facoltà di giudizio, la possibilità di studiare e di pensare senza recinti.

Sarà il solito potere-miserabile di cattivi maestri, fintamente saggi, perché la saggezza è capacità di valutare in modo corretto, prudente ed equilibrato le varie opportunità e di meritare attraverso l’esperienza e l’onesta, la facoltà di apprezzare la DIVERSITA’ come valore aggiunto, non come spauracchio da agitare sul popolo meno acculturato e più manipolabile, per conquistarsi quei “15 minuti di celebrità” di Warholliana memoria.

Cari compagni, concludo dicendovi che se Tsipras e i Garanti vorranno il mio voto, dovranno meritarselo e che se in tutto il territorio, non ci sarà un infinitesimo spazio per far posto in lista a un compagno qualunque e meritevole del PDCI, io non solo mi asterrò, ma girerò le spalle a questa “Altra Europa”, che non mi appartiene e non mi merita.