L’importanza della forma-partito

falcemartello teladi Maruska Consolati, PdCI Federazione di Brescia

Quando nella società vengono meno tutte le certezze e i pilastri che la sorreggono è inevitabile che ci siano caos e confusione.

Ad oggi possiamo dire con certezza che “grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è dunque eccellente”, ma eccellente per cosa? per quale azione da intraprendere?

In Lenin la conoscenza della società era rivolta in ogni momento all’agire, che proprio allora come adesso, era socialmente necessario. La sua vita è un agire continuo in cui non esiste situazione senza scampo, ne per lui ne per l’avversario.

Perciò il suo metodo di vita è questo: essere sempre preparati all’azione, all’azione giusta.

L’essere comunisti oggi vuol dire si, essere coscienti della realtà, ma questo non basta perchè solo se tale coscienza si organizza e conquista le masse diventa una forza materiale che può trasformare la realtà.

La “tattica rivoluzionaria” non può fondarsi unicamente sullo spirito rivoluzionario ma deve fondarsi sul calcolo obiettivo di tutte le forze di classe operanti nella formazione economico – sociale e nello stato dove si opera.

Gramsci vede il Partito come struttura fondamentale nel percorso di costruzione di alleanze sociali e politiche, tale struttura si caratterizza per lo sforzo di adeguare i principi che la caratterizzano alle esigenze dell’azione politica.

Il cardine principale è il non isolarsi mai dalle masse, sforzandosi di interpretarle e facendosi portatori delle loro rivendicazioni.

Partendo da questa sintesi possiamo dire con fermezza che la condizione necessaria per sfruttare “l’eccellente situazione” in cui vessa la società sono il Partito e la lotta politica. Compito principale del Partito è quindi organizzare sè stesso.

I quadri politici sono fondamentali ma non possono esaurire da soli la struttura del Partito.

Essi devono infatti mobilitare e guidare gli iscritti facendoli diventare parte attiva nel lavoro che deve svolgere il Partito.

Dicendo questo vogliamo ribadire con fermezza l’importanza della forma – partito, ritenendo il Partito stesso come luogo comune che ci permette di organizzarci e radicarci nella società.

Qualsiasi altro mezzo di aggregazione che non abbia le caratteristiche strutturali e organizzative del Partito è da ritenersi impraticabile e fallimentare, vedi l’arcobaleno, la Federazione della Sinistra e non in ultimo, anche se per questioni di alleanze elettorali, la lista Tsipras.

L’azione da intraprendere deve essere quindi l’organizzazione del Partito partendo, come accadeva ad ogni sezione del Comintern, creando una commissione che si dedichi al lavoro di agitazione e propaganda per poter permettere a tutti i militanti di diffondere nella società le proposte e gli obiettivi del Partito.

A tal proposito è necessario anche intraprendere la via della formazione politica, per non rimanere sprovvisti in futuro di compagni-quadri e per facilitare l’applicazione del centralismo democratico, saldando quindi il nesso esistente tra educazione politica e capacità di intervento all’esterno del Partito.

Le risoluzioni ottenute dopo la discussione interna al Partito devono, e ribadiamo devono valere per tutti ed essere eseguite incondizionatamente anche da quegli iscritti che fossero in disaccordo.

La delicatezza del momento politico che stiamo attraversando obbliga a non farci più cogliere impreparati. Non possiamo e non dobbiamo più andare avanti in questo modo, ma dobbiamo invece far tesoro dei nostri errori per evitare di ricommetterli.

E’ compito di noi tutti lavorare affinchè il nostro Partito torni a far parlare della politica come “nobile arte di governo” della società, accorciando le distanze tra l’alienazione delle masse e il senso di appartenenza ad una comunità che ricerca collettivamente la speranza e lavoro nella realtà delle cose, per migliorare il mondo che la circonda.

Veniamo da lontano, ma andremo lontano solo se il nostro punto cardine continuerà ad essere la forma-partito e la sua organizzazione.