Complessità della linea dei comunisti italiani in questa fase

di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI | da www.comunisti-italiani.it

referendum lavoroL’idea che il PdCI e il suo segretario stiano prospettando una partecipazione del PdCI ad un nuovo governo di centro-sinistra è priva di ogni fondamento, congressuale e post-congressuale, ed è una rappresentazione caricaturale e distorta della posizione dei comunisti italiani. Il PdCI ha operato e opera in primo luogo, sul piano della tattica elettorale (perchè di questo si tratta..) per la formazione di una lista unitaria di sinistra imperniata su FdS, Sel e IDV, su una linea programmatica alternativa a quella espressa dal governo Monti. Ma la formazione di una lista di questa natura, simile a quella che si è costituita in Sicilia, non dipende solo da noi, non è affatto scontata e anzi le posizioni di Vendola, pur criticate all’interno di Sel, possono portare al contrario ad un accordo elettorale PD-Sel (tutt’altro che improbabile). Mentre del tutto incerto è l’esito delle forti contraddizioni interne che oggi attraversano l’IDV e il suo definitivo posizionamento politico ed elettorale.

Quando questi fattori molteplici saranno chiari, e dopo aver valutato attentamente quale sarà la legge elettorale in vigore (dettaglio tutt’altro che marginale) potremo valutare la scelta tattica elettorale più appropriata e realistica per poter ottenere alcuni risultati programmatici parziali capaci di incidere sulle condizioni di vita del nostro popolo. E per poter riportare in Parlamento una presenza comunista e di sinistra anticapitalistica, che è per molti versi essenziale anche per la ripresa di una iniziativa politica appropriata e non testimoniale nel paese e nelle lotte. Chi pensa che si tratti essenzialmente di una questione di “poltrone” volta a soddisfare le ambizioni personali di questo o quel personaggio non coglie la natura politica e materiale del problema, fa del qualunquismo di bassa lega e farebbe meglio a rileggersi gli scritti di Lenin sull’estremismo e sull’importanza della presenza dei comunisti nei parlamenti borghesi..

Nel frattempo, in attesa che il quadro si chiarisca, è quindi giusto e utile mantenere aperto un confronto politico e programmatico con TUTTE le forze dello schieramento di centro-sinistra (PD incluso) che un domani potrebbero essere interlocutori essenziali di una coalizione elettorale che si proponga comunque di superare lo sbarramento elettorale.

La disponibiltà espressa dal segretario del PdCI ad un confronto programmatico con la Carta di intenti di Bersani rientra in questa logica di confronto aperto con TUTTE le forze del centro-sinistra, il cui esito non può ovviamente oggi essere prefigurato o dato per scontato, per le molteplici incognite presenti nella situazione e sopra descritte. Ed è bene anche ricordare che quando si allude in questa situazione ad un possibile “patto di governo” col centro-sinistra ciò non significa – nell’impostazione del PdCI – “patto per andare al governo”.. (ma l’espressione sarebbe meglio non utilizzarla per le diverse interpretazioni anche strumentali a cui si presta) bensì un possibile accordo elettorale di coalizione che, ove essa risultasse vincente –consentisse la formazione di un governo di centro-sinistra. Mi pare inoltre del tutto evidente che, qualora dopo le elezioni si costituisse (come è probabile..) un governo imperniato sull’asse PD-UDC-centristi, che sarebbe numericamente del tutto autosufficiente in Parlamento e nettamente spostato a destra rispetto alla carta di intenti di Bersani, ciò determinerebbe per ragioni politiche, programmatiche e di opportunità il venir meno di ogni vincolo tattico di coalizione nell’ambito del centro-sinistra (come dichiara lo stesso Vendola) e ogni forza, a partire dai comunisti e dalle forze di sinistra anticapitalistica, potrebbe ritovare il proprio ruolo più appropriato e coerente nella dialettica parlamentare. Un ruolo che in ogni caso, secondo la migliore tradizione comunista, dovrebbe sempre evitare di favorire le componenti più reazionarie e oltranziste dello schieramento politico, sia in politica interna che in politica estera.