«Riprendiamoci la sovranità, ma non per darla alla Banca di Spagna!»

a cura di Alessio Arenasu Liberazione – Giornale comunista, lunedì 8 luglio 2013

Intervista a José Luis Centella, segretario del Pce e portavoce del gruppo parlamentare di Izquierda Plural

Quanti hanno formato – o trasformato – il proprio immaginario politico nel corso degli anni Novanta, nella belle époque del capitalismo occidentale che si adoperava per rieducare le masse all’ideologia della «fine della Storia», sono stati abituati a pensare alla Spagna come a un paradigma di modernità. Provata da una lunga dittatura e piagata conseguentemente dal sottosviluppo, plasmata poi dal lungo periodo del monopolio socialista del potere sotto Felipe Gonzales, la nazione iberica è parsa per un breve, fugace momento fiorire in una molteplicità di possibilità, convertendosi nel paese dei balocchi di una speculazione finanziaria che si pretendeva fosse in grado di distribuire i propri benefici alla popolazione in modo uniforme e senza soluzione di continuità. Il monito leninista circa la tendenza della metropoli capitalista a privarsi della struttura produttiva e a sviluppare un sistema di relazioni economiche parassitarie, così ben sistematizzato ne «L’imperialismo», è rimasto per lungo tempo inascoltato. 


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