Le autorità russe devono mostrare fermezza!

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Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione del Presidente del Partito Comunista della Federazione Russa

Il Partito Comunista della Federazione Russa ha fatto pervenire alla rete Solidnet (che riunisce i partiti comunisti di tutto il mondo) la seguente dichiarazione del suo leader, G. A. Zyuganov, in merito ai tragici sviluppi della situazione in Ucraina e alle posizioni adottate dalle autorità russe per fronteggiare la crisi in corso ai confini del paese.

I tragici avvenimenti in Ucraina stanno assumendo sempre più il carattere di una guerra civile di grandi dimensioni. Il bilancio è di migliaia di morti e di feriti, di centinaia di migliaia di rifugiati. E la sanguinosa spirale non si arresta. Per la prima volta dal 1944, quando l’esercito sovietico liberò l’Ucraina dai fascisti, le sue città e villaggi sono esposti ai bombardamenti dell’artiglieria pesante e dall’aria.

Ma questa guerra fratricida, come nel lontano 1918, viene attizzata da forze esterne. Proprio con il loro apporto è stato compiuto il colpo di Stato a Kiev nel febbraio di quest’anno. Sono queste forze che spingono i vertici dell’Ucraina a continuare la guerra nelle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Stiamo parlando non solo dell’appoggio politico, ma anche di quello militare agli eredi dello scagnozzo fascista Bandera. Secondo gli esperti, in Ucraina agiscono le forze per le operazioni speciali USA e le formazioni che le sostengono – gli eserciti privati di Kolomoisky e di altri oligarchi ucraini.

Un ruolo determinante nel porre fine allo spargimento di sangue può e deve essere svolto dalla Russia. Il Partito Comunista della Federazione Russa ha sostenuto energicamente le iniziative delle autorità russe in merito alla riunificazione della Crimea con la Russia e lo svolgimento di esercitazioni militari nelle regioni di frontiera. Noi abbiamo apprezzato l’attribuzione da parte del Consiglio della Federazione Russa al presidente del diritto di utilizzare le Forze Armate all’estero per la difesa della popolazione russofona. Il PCFR ha accolto con favore la dichiarazione di V.V Putin, secondo cui l’uso dell’artiglieria pesante e dell’aviazione contro le città rappresenta una linea rossa, passata la quale la Russia sarà costretta a prendere energiche misure per la salvezza di persone innocenti.

Queste dichiarazioni della Russia hanno generato un’ondata di speranza tra i nostri compatrioti in Ucraina. Le azioni del nostro paese hanno suscitato grande approvazione nel mondo, stanco della egemonia USA e che accoglie con favore la rinascita della Russia come grande potenza, a sostegno di un mondo multipolare.

Tuttavia, oggi stiamo osservando segnali di un arretramento dalle forti posizioni di poco tempo fa in difesa dei nostri interessi nazionali. Il ritiro delle truppe della Federazione Russa dalle frontiere ha lasciato a Kiev le mani libere nello svolgimento dell’operazione punitiva. Dal momento che i primi bombardamenti delle città pacifiche non hanno causato la dovuta reazione da parte della Russia, ora gli attacchi selvaggi non solo non sono cessati, ma si sono intensificati. Non ha provocato passi energici della Russia neppure la catastrofe umanitaria in alcune delle città assediate delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Oggi Slovjansk ricorda Leningrado assediata dai fascisti.

Non avvertendo la resistenza della Russia, la giunta di Kiev si è fatta insolente. Se ancora ieri rabbrividiva di fronte alle possibili ritorsioni, oggi l’apparato militare dei banderisti invade anche la regione di Rostov. Un governo illegittimo impone prezzi e condizioni delle forniture di gas, mentre continua a far prigionieri i nostri giornalisti. Il culmine della sfrenata russofobia è stato raggiunto con il pogrom dell’ambasciata russa a Kiev con la partecipazione di due ministri e la profanazione pubblica dei simboli statali della Russia.

Mentre la nostra reazione a queste provocazioni è ridotta sostanzialmente ai ricorsi presso l’OSCE e altre istituzioni internazionali. Gli stessi che manovrano proprio le forze che provocano la guerra fratricida in Ucraina e l’aspro conflitto con la Russia.

Tutti questi “seri avvertimenti” riescono solo a infiammare i russofobi-nazisti di Kiev. Già chiedono a gran voce il ritorno della Crimea all’Ucraina. Questa indecisa politica della pacificazione genera una crescente confusione in milioni di nostri compatrioti. Il PCFR esige dalla dirigenza della Federazione Russa di mostrare la volontà dello stato e la determinazione nel sostegno al popolo combattente della Nuova Russia.

1. Chiediamo la convocazione di una seduta a porte chiuse del Consiglio della Sicurezza della Federazione Russa con la partecipazione dei leader dei partiti parlamentari per l’elaborazione di misure urgenti in difesa degli interessi della Russia e dei nostro compatrioti.

2. Alla popolazione civile che soffre nelle città sotto assedio deve essere fornito un ampio sostegno umanitario. In considerazione dei combattimenti in corso i convogli e le colonne umanitarie con i profughi devono essere dotati di protezione armata dalle bande terroriste e dagli attacchi dell’aviazione.

3. Deve essere garantito il libero accesso dei volontari di cittadinanza russa, che desiderano aiutare la Nuova Russia nella difesa dagli squadroni punitivi. Il paese deve rifornire i volontari delle necessarie risorse materiali, finanziarie e di altro genere.

Deve essere rafforzata la denuncia agli occhi dell’opinione pubblica mondiale dei crimini di guerra attuati dai banderisti – nazisti in Ucraina.

La connivenza con l’aggressione della NATO contro il nostro alleato storico, la Jugoslavia, ha portato al che, dopo 15 anni, la guerra sia arrivata ai nostri confini. Se non si assesta un colpo decisivo alle forze fasciste, che commettono crimini nella Nuova Russia, la guerra inevitabilmente arriverà a casa nostra.

Il presidente del CC del Partito Comunista della Federazione Russa

G.A. Zyuganov