La lotta antimperialista e l’affermazione della sovranità e dell’indipendenza nazionale

di Pedro Guerreiro, Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt

pcp congresso follaTraduzione di Marx21.it

La sovranità e l’indipendenza nazionali sono una questione centrale del nostro tempo.

Il capitalismo di fronte all’acutizzazione delle sue insanabili contraddizioni si lancia in un’ampia offensiva contro le conquiste storiche dei lavoratori, la sovranità dei popoli e l’indipendenza degli stati.

Se senza l’oppressione e la sovversione della democrazia, della sovranità e l’indipendenza nazionali, l’imperialismo (il capitalismo nella sua fase monopolistica) non avrebbe potuto imporre il suo dominio politico ed economico e assicurare lo sfruttamento, anche senza il pieno esercizio della sovranità e la salvaguardia dell’indipendenza nazionale non sarà possibile per i lavoratori e i popoli farla finita con gli strumenti di sfruttamento e oppressione imperialisti e portare a compimento reali processi di trasformazione sociale e rivoluzionari.


Con il suo corredo di atrocità e distruzione, attraverso guerre dichiarate o mascherate, di assassinio e di tortura, di blocco e di boicottaggio economico e politico, l’imperialismo cerca di imporre la sua volontà ai lavoratori e ai popoli e, se possibile, di impedire la loro emancipazione e sviluppo sovrano.

Cercando di trarre partito dagli attuali rapporti di forza, l’imperialismo sta attuando una vera e propria scalata ricolonizzatrice, che è accompagnata dal completo sovvertimento della Carta dell’ONU, che dopo la sconfitta del nazifascismo ha stabilito i principi che reggono le relazioni tra gli stati.

Una agenda di ingerenza e di guerra che gli Stati Uniti, la Nato e l’Unione Europea stanno realizzando e che comporta il rischio di una ancora maggiore scalata di confronti militari.

Solidali con i popoli in lotta, condanniamo fermamente ogni tipo di ingerenza, aggressione e guerra imperialista, come quella scatenata contro la Siria, e le azioni di provocazione, le minacce e la destabilizzazione che da molto tempo vengono attuate nei confronti dell’Iran.

L’attacco alla sovranità e all’indipendenza nazionali è anche al centro dei processi di integrazione capitalista, come avviene nell’Unione Europea – un blocco imperialista, diretto dalle gradi potenze e dai loro gruppi monopolisti – , che fomentando la dipendenza economica degli stati della sua “periferia”, di conseguenza, aliena la loro sovranità e indipendenza, condannando popoli e paesi a un’intollerabile tutela e al sottosviluppo.

Ma, di fronte ai tentativi dell’imperialismo, i lavoratori e i popoli non sono condannati alla sottomissione.

La lotta di classe si è acutizzata e allargata, attribuendo speciali responsabilità ai comunisti nel rafforzamento e approfondimento del carattere unitario e di massa delle lotte che, attorno a rivendicazioni concrete, potenzi il consolidamento di vaste alleanze in grado di allargare il fronte sociale e politico che si oppone all’imperialismo.

Stiamo assistendo a un importante processo di accumulazione di forze che, pur non esenti da contraddizioni, mette oggettivamente in discussione il dominio dell’imperialismo, potendo aprire prospettive al necessario cambiamento dei rapporti di forza a livello mondiale, in direzione del rafforzamento della lotta dei lavoratori e delle masse popolari; si rafforza il movimento comunista e rivoluzionario internazionale e, in relazione a ciò, il movimento antimperialista; avanzano processi nazionali che si pongono come obiettivo trasformazioni progressiste, antimonopoliste e antcapitaliste; e si confermano e approfondiscono processi di costruzione del socialismo.

La questione di classe e la questione nazionale

La storia di lotta del movimento operaio, dei lavoratori e dei popoli è ricca di esempi che dimostrano l’indissolubile relazione tra la questione di classe e la questione nazionale nella conquista della loro emancipazione.

E’ attraverso l’affermazione e il pieno esercizio della sovranità nazionale che è possibile respingere imposizioni e condizionamenti esterni e salvaguardare la democrazia, vale a dire, il diritto sovrano di ogni popolo di decidere del proprio presente e futuro, di determinare in modo autonomo e libero le proprie politiche economiche, di garantire l’utilizzo e lo sviluppo delle potenzialità produttive di ogni paese, di realizzare una politica di pace, di cooperazione, solidale con tutti i popoli che lottano per la loro liberazione.

“Un popolo non può essere libero se opprime altri popoli”. La lotta di un popolo contro il dominio imperialista e per la sovranità nazionale è la lotta per il riconoscimento a tutti i popoli del diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza.

Le Forze Armate Portoghesi e il territorio nazionale non devono essere utilizzati per aggressioni ad altri popoli.

Come abbiamo affermato, lo scioglimento della NATO è l’obiettivo fondamentale per l’affermazione della sovranità nazionale e per la pace mondiale. Obiettivo che deve essere raggiunto con il processo di svincolo del Portogallo dalle sue strutture militari e politiche, nel quadro dell’inalienabile diritto del popolo portoghese di decidere l’uscita da questo blocco politico-militare.

Di fronte all’imperialismo, la lotta in difesa della sovranità e indipendenza nazionali rappresenta un’espressione della lotta di classe, che assume un inevitabile contenuto internazionalista e antimperialista e mette in evidenza l’importanza del riferimento nazionale come terreno decisivo di resistenza e di trasformazione progressista e rivoluzionaria.

Il movimento comunista e le forze progressiste e rivoluzionarie, il fronte antimperialista hanno sofferto una grande sconfitta che ritarda ma non mette in causa il processo di emancipazione sociale e nazionale.

L’esperienza storica dimostra che la lotta dei lavoratori e dei popoli può contenere i più aggressivi assalti del capitalismo, può ottenere importanti conquiste e imporre profonde trasformazioni progressiste.

La sovranità e l’indipendenza nazionali sono condizione per la salvaguardia della democrazia; condizione per lo sviluppo economico e sociale verso la realizzazione delle aspirazioni dei popoli; condizione per una relazione solidale e di pace tra i popoli del mondo; condizione per la fine dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo; per la costruzione e la realizzazione del socialismo.

Per i comunisti portoghesi, essere patriota, difendere la sovranità e l’indipendenza nazionali e il diritto inalienabile del popolo portoghese di decidere del proprio destino, è anche essere solidali con i lavoratori e i popoli del mondo nella lotta per i loro giusti diritti e aspirazioni.

Con la consapevolezza che la sua prima ragione di esistenza è rappresentata dai suoi compiti e dall’impegno verso i lavoratori e il popolo portoghese, il PCP ritiene che tali compiti e impegno siano complementari e indissolubili dalle sue responsabilità internazionali, come lo è il grande contributo che può dare all’avanzata della lotta di liberazione dei lavoratori e dei popoli.

Come ha affermato il compagno Alvaro Cunhal, “così pensa il PCP, partito della classe operaia, partito del popolo e della nazione portoghese, partito della causa universale della liberazione dell’uomo, partito patriottico e internazionalista”.

* Intervento al XIX Congresso del Partito Comunista Portoghese