La festa del Partito Comunista Austriaco. Dibattiti, musica e solidarietà

di Lorenzo Battisti per Marx21.it

volksstimmefest

Chiunque sia stato a Vienna ha sicuramente visitato il Prater e la sua ruota da cui si può vedere la città dall’alto. Ogni anno una parte di questo enorme parco incastonato nel cuore di Vienna si tinge di rosso e viene popolata fino a notte fonda. Il primo fine settimana di settembre infatti qui si tiene la festa del Volksstimme, la rivista del Partito Comunista Austriaco (Kpoe).

Quest’anno Vienna è stata colpita da una forte ondata di maltempo, che ha portato pioggia per tutta la prima giornata della festa. Ma questo non ha fermato tanti viennesi dal partecipare alla festa, dal visitare gli stand e dal discutere con i militanti del Kpoe.

L’Austria è un paese con una forte impronta reazionaria e anticomunista (che si riflette elettoralmente nei due forti partiti di estrema destra, il Fpo e il Bzo), dovuta al fatto che il partito nazista non è mai stato davvero sciolto e che la cultura maggioritaria continua a vedere l’Austria come vittima del nazismo tedesco. Non è quindi il posto più facile per essere comunisti. Proprio per questo la festa annuale rappresenta per il Kpoe un momento per entrare in contatto con tanti lavoratori, e per rompere il muro anti-comunista che è stato costruito, tanto dai conservatori quanto dai socialdemocratici e dai verdi.

Al contrario di quello che avviene in Italia, la festa comincia molto presto, nel primo pomeriggio, con eventi culturali e sportivi organizzati dal partito:ci sono gare di beachvolley, di judo, esibizioni di danza, tornei di scacchi. Chi partecipa alla festa non viene solo per mangiare, ma vi passa la giornata intera, alternando momenti musicali o sportivi a momenti politici e di dibattito. 

La festa è organizzata in viali, ognuno del quale ha un nome legato agli stand che si affacciano su di esso. Quest’anno però in particolare di ci si ricorda di Jura Soyfer, scrittore comunista nato 100 anni fa, morto a Dachau a causa della sua resistenza al Nazismo.

La festa è decisamente più grande di quello che si potrebbe aspettare da un partito che si muove in una società così conservatrice. Ogni Federazione regionale del Kpoe ha il proprio stand, così come tutte le sezioni viennesi. Ogni birra e ogni Braut Wusterl è l’occasione per avvicinare qualche lavoratore alle proposte e al programma del partito. Molti stand offrono delizie prodotte dagli stessi militanti, dalle birre artigianali, alla carne, al Most, una sorta di sidro ottenuto dalla fermentazione di mele e di altri frutti.

Proprio vicino all’entrata c’è lo stand del GLB, la corrente di sinistra del sindacato austriaco, sempre piena di lavoratori, in cui si portano avanti due importanti campagne per le 35 ore di lavoro settimanali e per la difesa dello stato sociale, che anche qui, nel cuore dell’Europa del “nord”, viene colpito dai tagli operati dal governo di grande coalizione tra socialdemocratici e conservatori.

La festa è fortemente caratterizzata anche dal punto di vista internazionale. Molti lavoratori immigrati in Austria hanno organizzato sezioni del proprio partito e hanno uno stand alla festa. Ci sono gli iraniani e gli iracheni, così come molti sudamericani: tra questi spiccano come sempre lo stand di Cuba, grande e popolatissimo e quello dell’associazione Austria-Cuba. Ma è forte anche la presenza dei venezuelani in difesa delle conquiste dell’era Chavez.

C’è poi il quartiere europeo, in cui sono presenti lo stand della Linke, quello del Partito Comunista Tedesco (DKP) e quello della Sinistra Europea con la sua rivista Transform. 

Proprio lo stand della Sinistra Europea ha ospitato un dibattito sull’Europa a cui hanno partecipato i direttore della rivista Transform, un dirigente del Partito Comunista Francese e il Pdci. Il confronto tanto sulla visione dell’attuale Europa e dell’attuale crisi quanto sulle alternative è stato interessante e serrato, e il contributo che il nostro Partito ha portato è stato molto apprezzato.

Ci sono infine gli stand dei Giovani Comunisti Austriaci (Kjo) e degli studenti (Ksv-LiLi) che indossano maglie con lo slogan “Vota Comunista” (in italiano) e che rimandano a siti il cui indirizzo è italiano (votacomunista.at e comunista.at). Questo è un chiaro segno di quale influenza ha avuto il movimento comunista italiano sui lavoratori del resto dell’Europa e del mondo. E al contempo indica quanto oggi sia necessaria la ricostruzione di un Partito Comunista in Italia.

Pensiamo che questi incontri tra partiti siano molto importanti. Lo scambio di idee e di esperienze, il confronto tra militanti così come la condivisione di analisi e strategie rappresentano un elemento importante per l’avanzamento del movimento comunista internazionale. Per questo riteniamo molto importante la partecipazione a questi momenti di festa e di dibattito.

Il Kpoe si prepara ad un anno molto impegnativo in cui dovrà affrontare gli effetti della crisi sulla classe lavoratrice austriaca e le elezioni che si terranno l’anno prossimo. A questo si aggiungono le riforme proposte dai socialdemocratici e dai verdi tese ad escluderli da molti consigli comunali e circoscrizionali, ponendo insensate soglie di sbarramento elettorali. Siamo sicuri che i militanti del Kpoe sono pronti a mettere nelle elezioni e nelle lotte lo stesso impegno che hanno messo per la riuscita della Volksstimmefest.