Il Partito Progressista dei Lavoratori di Cipro (AKEL) all’Incontro Comunista Europeo

da inter.kke.gr | Traduzione dall’inglese per www.resistenze.orga cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

AKEL Logo1Bruxelles 01-02 ottobre 2012
Intervento di Christos Toumbazos, del comitato centrale di AKEL

Compagni,

Il nostro incontro si svolge in un momento cruciale. Nel presentare il nostro intervento, desidero pertanto ringraziare e salutare i compagni del KKE per aver preso questa iniziativa.

Inoltre, desidero esprimere la nostra ammirazione, la solidarietà e il pieno appoggio alla lotta del Partito Comunista di Grecia, che nonostante l’attacco a tutto campo del capitalismo e nonostante il saldo negativo dei rapporti di forza, non solo resta in lotta, ma si trova alla guida dei lavoratori nello scontro contro il capitalismo e l’imperialismo.

La stanchezza e la delusione non si addicono comunisti. La fede nella giusta causa della nostra lotta rafforza la nostra volontà e determinazione, raccoglie le forze, è radicata profondamente nella coscienza di ogni comunista. L’esempio dei nostri compagni greci è una bussola e un faro per ogni persona con orientamento di classe.

Soprattutto oggi, che il volto disumano del sistema è evidente, il ruolo dei nostri movimenti è ancora più pressante.

La crisi profonda che i capitalisti utilizzano per demolire quel che resta dei diritti dei lavoratori non è altro che una crisi del sistema di sfruttamento capitalista ed è causata dalla natura stessa del capitalismo, che anche se socializza in massima parte la produzione, trattiene nelle mani di una sparuta minoranza di sfruttatori la proprietà dei mezzi di produzione e il risultato del lavoro di miliardi di persone.

L’unica genuina alternativa per l’umanità è il socialismo che abolisce questa grande contraddizione, liberando il lavoro dalle catene dello sfruttamento e creando i presupposti per il progresso e la prosperità di tutti i popoli. La crisi mostra chiaramente che il capitalismo è sinonimo di barbarie e che il futuro della civiltà umana si identifica solo nel socialismo. Il rovesciamento del capitalismo e la costruzione del socialismo rappresentano una necessità storica matura.

Dato che concordiamo su questi temi di vitale importanza, permettetemi di usare il tempo a mia disposizione per condividere con voi le esperienze della Sinistra cipriota in questi tempi difficili che stiamo attraversando.

Compagni,

Come sapete, nel 2008 abbiamo ottenuto l’elezione del compagno Demetris Christofias, ex segretario generale del CC di AKEL, alla presidenza della Repubblica di Cipro. Questo è stato un risultato di portata storica, a nostro avviso, il cui significato va ben oltre i confini del nostro piccolo paese, Cipro. Sapevamo fin dall’inizio che l’elezione di Christofias alla presidenza della Repubblica non significava che la strada verso il socialismo fosse aperta. A Cipro, dove gran parte del territorio è occupato dalle truppe turche e da due grandi basi militari britanniche/NATO, le prospettive per la trasformazione socialista della società è ancora più difficile e continuerà ad essere difficile fino a quando il problema cipriota resterà irrisolto.

Con l’elezione di Christofias alla presidenza della Repubblica di Cipro si è cercato di avviare un nuovo tentativo di risolvere la questione cipriota, come pure la promozione di riforme democratiche progressiste.

Con riguardo al questione cipriota, abbiamo intrapreso uno sforzo onesto e sincero, duro e persistente per guidare gli sviluppi nella direzione di una soluzione equa. A causa della posizione negativa da parte turca e alla mancanza di una reale volontà nel fattore internazionale, le prospettive per una soluzione al problema sono purtroppo remote.

Per quanto riguarda la questione della governance interna, e nonostante l’impatto della crisi economica globale, il governo Christofias, con il supporto di AKEL, è riuscito a risolvere molti problemi annosi che turbavano Cipro e ha promosso cambiamenti istituzionali progressisti. Vorrei fare riferimento, ad esempio, alla salvaguardia della sostenibilità del Fondo di previdenza sociale, in un momento in cui in altri paesi questi fondi sono al collasso; la soluzione del problema acqua; il significativo aumento delle pensioni di oltre il 30%, come delle indennità pubbliche, in un momento in cui altri paesi riducono o tagliano le pensioni; l’aumento del salario minimo del 25% in un momento in cui altri paesi tagliano i salari; la riforma del sistema di istruzione e molto altro.

La coerenza con la quale il Presidente Christofias, con AKEL al suo fianco, sta cercando di risolvere il problema di Cipro sulla base di una federazione, la resistenza alle politiche neo-liberiste, la politica estera multilaterale sulla base di principi condivisi, le riforme progressiste in vari settori, hanno sfidato gli interessi dell’establishment politico ed economico. Ne è scaturita una sistematica escalation di opposizione, in particolare da parte del partito neo-conservatore liberale di destra. I partiti dello spettro di centro, che hanno sostenuto l’elezione di Christofias e che avevano inizialmente partecipato al governo, hanno esercitato critiche feroci fin da subito e naturalmente hanno intensificato la critica dacché lo hanno lasciato.

Un’esplosione micidiale dello scorso luglio in una base navale, che è costata la vita a 13 persone, è stato il pretesto per l’escalation e il culmine dell’attacco al presidente Christofias e ad AKEL. Abbiamo vissuto un clima senza precedenti di fanatismo e intolleranza, così come un feroce attacco a tutto campo contro AKEL. E’ stato costituito un fronte informale contro la sinistra, a cui aderiscono forze diverse. Questo fronte unisce il partito della destra conservatrice che mira a prendere il potere; tutte quelle forze che aderiscono a posizioni nazionali e che si oppongono alla soluzione federativa di Cipro; quelle forze che ritengono che Christofias non sia abbastanza “audace” da accettare una soluzione gradita alle centrali imperialiste; tutti coloro che disprezzano la politica socio-economica della sinistra, dall’estrema destra fino a organizzazioni neonaziste; la leadership della Chiesa cipriota e la gran parte dei mass media. Tutte queste forze stanno cercando di convincere il popolo che la sinistra è incapace di governare e chiedono le dimissioni del presidente Christofias. La richiesta di dimissioni è giudicata dal nostro partito come il tentativo di compiere un colpo di stato politico. A Cipro, in base alla nostra Costituzione, il Presidente è eletto direttamente dal popolo per un mandato di cinque anni e la sua permanenza al potere non dipende da eventuali maggioranze in Parlamento.

Sia il Presidente che il nostro partito abbiamo resistito alle ondate di attacchi. Abbiamo gestito le questioni con attenzione e determinazione. Abbiamo respinto la richiesta di dimissioni e mobilitato il popolo, il quale, attraverso la partecipazione di massa, ha trasmesso il messaggio che il presidente e AKEL sono tutt’altro che isolati. Hanno partecipato alle mobilitazioni ed espresso il loro sostegno al Presidente Christofias, non solo le persone di sinistra, ma anche molte persone al di fuori dello spettro della sinistra che sono profondamente consapevoli dei pericoli di destabilizzazione in un momento così cruciale per Cipro. Attualmente, la tensione è, direi un po’ attenuata. Al primo punto nell’agenda di oggi ci sono i problemi che la nostra economia sta fronteggiando e la possibilità per Cipro di accedere alle sue ricchezza di gas naturale e di riserve petrolifere sottomarine. Naturalmente sappiamo che ci sarà un nuovo scoppio di isteria anticomunista, che la sinistra contrasterà con lungimiranza e determinazione, sempre basandosi sulle forze popolari e sui lavoratori.

Compagni,

L’economia è oggi al centro dello scontro politico.

La crisi economica mondiale del capitalismo non può non influire su Cipro. I settori delle costruzioni e del turismo, sono quelli principalmente colpiti. La disoccupazione, per la prima volta dal 1974 – anno dell’invasione turca – ha raggiunto l’11%. L’economia di Cipro, per vari motivi ancora oggi, è al culmine della crisi, in confronto ad altri paesi. Ciò è causato dal fatto che a seguito della crisi le entrate dello Stato si sono notevolmente ridotte, portando alla ribalta ed evidenziando molti problemi creati e ignorati per decenni dai governi precedenti.

Nonostante questo però non vi è alcun dubbio che non ci sarebbe stato alcun bisogno di ricorrere al meccanismo di sostegno se le Banche e gli organismi di vigilanza non avessero agito in modo sconsiderato e speculativo. La grande esposizione delle banche cipriote ai titoli greci e all’economia greca in generale, tra l’altro, hanno tagliato fuori Cipro dai cosiddetti mercati, e alla fine non c’è stata altra scelta per il governo che ricorrere al Meccanismo, dal momento che gli sforzi avviati e che stanno continuando per reperire fonti alternative di prestito (interstatali), non hanno finora prodotto alcun risultato.

Non ci facciamo alcuna illusione sulla situazione, compagni. Le ricette proposte dalla Troika non differiscono dalle ricette imposte alla Grecia e altrove.

Tuttavia, desideriamo essere chiari. Visto gli sviluppi, sosterremo il governo nella trattativa che logicamente inizierà a breve. Questo naturalmente non è casuale: non possiamo accettare condizioni che distruggano gli strati popolari, che cancellino le conquiste dei lavoratori e svendano per una miseria il patrimonio pubblico al grande capitale, sempre in agguato. Dovremo anche stare dalla parte del movimento sindacale di classe nelle mobilitazioni che intende intraprendere se la Troika insiste sulle sue politiche.

Vale a dire, che non entreremo in una procedura che neghi e sia in completa contraddizione con la nostra ideologia e la nostra storia.

In questo momento, naturalmente, la situazione è molto tesa. Non possiamo fare previsioni, e non è semplicemente una questione di probabili evenienze. Non escludiamo nulla. Stiamo seguendo gli sviluppi. Saremo creativi, ma sempre con gli interessi della classe operaia nel cuore. E’ da questa prospettiva che noi affronteremo il futuro, vale a dire da un punto di vista e con un approccio di classe.

La crisi ha coinciso con l’assunzione della gestione da parte della sinistra a Cipro e questa è una grande sventura per il nostro Partito, perché non ci permette di continuare il nostro programma sociale, come ci sarebbe piaciuto. Tuttavia, il fatto che la crisi coincida con l’amministrazione di sinistra è invece una benedizione per il popolo cipriota e per i lavoratori. I salari non sono stati tagliati, né le pensioni. I lavoratori del settore pubblico in senso ampio non sono stati licenziati o messi in mobilità. Gli enti pubblici di interesse generale non sono stati venduti. La base dello stato sociale non è stata demolita alle fondamenta. L’età pensionabile non è stata elevata. Il movimento sindacale non è visto dal governo come un nemico, ma al contrario è rispettato. Il nostro Partito lotta proprio perché il profitto e le ricchezze accumulate portino il peso della loro parte. Il governo aderisce a questo approccio. Le cose, naturalmente, non sono facili. Abbiamo un sistema presidenziale a Cipro. Il governo non ha una maggioranza parlamentare, con conseguenti enormi ostacoli all’attuazione delle sue politiche. Ogni giorno viviamo piccoli e grandi colpi di stato politici.

Compagni,

Parlando in tutta onestà, non voglio affermare che siamo riusciti sempre a evitare le misure contrarie agli interessi popolari e a difendere i lavoratori e il movimento sindacale quanto avremmo voluto. Le pressioni che subiamo, in particolare sul governo, sono enormi. Vi è la pressione esercitata dalla situazione oggettiva delle finanze pubbliche; le richieste dell’Unione europea, ispirata da una filosofia opposta alla nostra; la pressione e il ricatto degli usurai internazionali e degli squali del prestito, i cosiddetti “mercati “; la sintonia dei partiti borghesi, tra cui anche dei partiti socialdemocratici, che detengono la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, con le politiche dell’UE. Con la massima facilità promuovono decisioni contro i lavoratori, mentre contrastano leggi del governo per tassare la ricchezza e i profitti. Allo stesso tempo, attraverso il populismo e la demagogia, votano leggi che tolgono gettito al governo, per costringerlo ad adottare le sue politiche. A tutto questo si aggiunge che la maggior parte dei mass media copre ogni uscita dell’opposizione.

La lotta continua. In quanto Partito presenteremo, alla Camera dei Rappresentanti, misure sulla ricchezza e sui profitti accumulati. Allo stesso tempo, continueremo a sostenere il movimento sindacale del paese.

Compagni,

è stata spesso posta la questione se non fosse stato meglio in condizioni di crisi economica per noi rimanere all’opposizione, avendo, quindi, un più ampio margine di manovra. D’altra parte, vediamo che nell’esercizio del potere, anche in queste condizioni difficili e di restrizioni, riusciamo a difendere vantaggi fondamentali dei lavoratori e dei loro standard di vita, respingendo anche le più estreme politiche neo-liberali provenienti dell’Unione Europea. In condizioni di crisi economica, la sinistra cipriota sta conducendo la sua propria battaglia di classe e rimane la forza che esprime le aspirazioni e la visione del popolo e dei lavoratori in particolare.

Il prossimo febbraio, avremo le elezioni presidenziali. Abbiamo già approvato la nostra decisione nel nostro congresso straordinario, che è stato il culmine di una procedura che ha avuto inizio con una discussione e riflessione all’interno delle organizzazioni di base del Partito. Abbiamo deciso di sostenere il candidato dell’attuale Ministero della Sanità, un giovane che appartiene politicamente al più ampio spettro della sinistra. Dobbiamo intraprendere una battaglia onesta, contro l’odio che è stato coltivato, contro un cambiamento di destra della società in generale. Nonostante il saldo negativo dei rapporti di forza, lottiamo con chiara coscienza.

In conclusione, permettetemi di esprimere la solidarietà senza riserve di AKEL verso i Partiti Comunisti e Operai fratelli, per le vostre lotte per la sovranità nazionale, la democrazia e il progresso sociale, per le vostre lotte contro il capitalismo e l’imperialismo, nella lotta per la pace e il socialismo.