Il Partito Comunista di Spagna respinge e condanna la messa al bando del Partito Comunista di Ucraina

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Traduzione di Roberto Lesignoli per Marx21.it

Il Partito Comunista di Spagna manifesta la sua preoccupazione e la più ferma repulsa per la notizia ricevuta dall’Ucraina sul divieto delle attività del Partito Comunista di Ucraina (KPU) da parte del governo.

La notizia, sebbene attesa, non cessa d’essere preoccupante. L’ anticomunismo è il primo passo verso la dittatura e il fascismo. Un fascismo, in questo caso, sostenuto dalla UE, la NATO e U.S.A. che appoggiarono e promossero il golpe del Maidan con la scusa che i manifestanti chiedevano l’accordo con la Unione Europea, quando, in realtà, alcuni erano gli utili idioti delle pretese espansionistiche verso Est degli interessi dei grandi monopoli della UE mentre altri erano gli eredi dei collaborazionisti con la Germania nazista durante l’occupazione dell’Ucraina nella II Guerra Mondiale.

In alcuni paesi dell’ Est si vive una specie di rivincita storica. Gli eredi degli sconfitti nella Grande Guerra, alcuni collaborazionisti con i nazisti e altri che erano direttamente alleati, vogliono riscrivere la storia. A questi si sommano forze ultracattoliche o neocon che non solo praticano l’anticomunismo ma che stanno anche attaccando i diritti sociali e civili di tutta la popolazione o di settori specifici come omosessuali, immigrati, rifugiati… Non possiamo dimenticare che tutti questi tipi pericolosi hanno conquistato pezzetti di potere sostenuti dalla propaganda occidentale che disegnava come “democratici” persone di estrema destra.

Di conseguenza dal PCE avvertiamo dei pericoli rappresentati dal revisionismo storico. Nell’anno 2015 abbiamo commemorato il 70esimo anniversario della vittoria sul  nazi-fascismo. Dobbiamo rivendicare senza complessi e con orgoglio che senza la resistenza del movimento comunista internazionale e il sostegno dell’URSS, il mondo sarebbe caduto nelle mani della barbarie e l’arretramento della umanità sarebbe stato definitivo nelle mani della tirannia e dell’irrazionalità.

In Spagna il PCE è parte strutturale della libertà. Nessun altro partito lasciò tante vite nella resistenza antifascista e non si può capire la democrazia, per esempio, nel sud d’Europa senza i militanti dei Partiti Comunisti di Grecia, Italia, Francia, Portogallo o Spagna che sono stati fucilati, torturati, incarcerati o desaparecidos per aver lottato contro il fascismo e il nazismo,.

In funzione di questo dal PCE  dispiegheremo la più ampia campagna di solidarietà possibile con i compagni del Partito Comunista di Ucraina e delle altre forze progressiste punite e perseguitate dal governo di Kiev e dai suoi alleati.

Il PCE denuncerà in tutte le istituzioni spagnole e internazionali  in cui  è presente la situazione di abbandono di milioni di persone in Ucraina che sono vittime, non delle dispute territoriali tra Ucraina e Russia (come ci vogliono far credere dai grandi mezzi di comunicazione), ma del carattere nazi-fascista del governo di Kiev.

Il PCE, come parte integrante del Movimento Comunista Internazionale e partecipante dell’ Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai coordinerà con gli altri partiti fratelli l’ accordo dell’ultimo incontro, tenutosi ad Istambul (30-31 ottobre-1 novembre 2015), che parlava delle “attività contro l’anticomunismo, contro gli attacchi, i divieti e le persecuzione anticomuniste come quelle che avvengono in Ucraina. Solidarietà con i partiti e i comunisti perseguitati”.

Il PCE, come in occasioni precedenti, torna a ribadire la sua solidarietà con il Partito Comunista Ucraino e ricorda il suo debito storico con la solidarietà, l’incoraggiamento e l’appoggio ricevuti, durante la lunga notte del franchismo, dai comunisti ucraini e dal resto dei popoli dell’URSS.

Oggi come ieri torniamo a gridare NO PASARÁN!