Il Partito Comunista della Polonia denuncia l’intervento delle autorità polacche nella situazione ucraina

da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Il Partito Comunista della Polonia denuncia l’intervento delle autorità polacche nella situazione interna dell’Ucraina e il loro sostegno a chi ha perpetrato un colpo di Stato in quel paese.

In Ucraina ci troviamo di fronte a un gioco capitalista, di carattere globale, per l’influenza politica ed economica. L’opposizione di destra ucraina è stata preparata da molto tempo e il rifiuto di firmare l’accordo di associazione con l’UE da parte delle autorità ucraine è stato solo un pretesto per la loro mobilitazione. I dissidenti sono stati addestrati e finanziati da fondazioni e ONG europee e americane per molti anni. Sfruttando le attuali tensioni sociali, essi hanno incitato alla rivolta, incanalando la protesta verso il nazionalismo e lo sciovinismo.

I politici dell’UE hanno apertamente interferito negli affari interni dell’Ucraina, sostenendo di condurre negoziati, ma in realtà schierandosi dalla parte dei promotori del golpe. Quando è stato raggiunto l’accordo, che si basava sul ritorno alla precedente costituzione e che convocava elezioni presidenziali, è stato immediatamente stracciato con l’approvazione dell’Occidente.


La conseguenza è stata la destabilizzazione dello stato, la minaccia alle libertà politiche e alla sicurezza dei cittadini, l’attivismo della destra, delle organizzazioni nazionaliste, che chiedono il riconoscimento delle loro squadre di combattimento come unità militari ed avanzano anche pretese territoriali nei confronti della Polonia. Le squadre di destra sono state utilizzate per intimidire tutti coloro che avanzano parole d’ordine di classe e sociali. I “democratici” occidentali hanno dimostrato di non essere spaventati dalle forze neofasciste ma, al contrario, la loro esistenza si è dimostrata molto conveniente per costoro. Nessuno ha informato la società sui costi dell’accordo di associazione con l’UE. Le attuali autorità provvisorie fino a nuove e legali elezioni non dovrebbero avere il diritto di decidere sui complessi e importanti problemi dell’Ucraina.

Abbiamo preso atto che i cittadini della Crimea hanno avuto il diritto di decidere del proprio futuro nel modo più diretto e democratico: il referendum. All’opposto del Majdan, questo processo sta avvenendo pacificamente. Fin dal momento della formazione dei distaccamenti di auto-difesa, gli abitanti della Crimea non hanno permesso l’ingresso nel loro territorio delle bande fasciste del “Settore di Destra”, che prima avevano fatto irruzione nelle città dell’Ucraina Orientale, distruggendo monumenti e demolendo le sedi di altri partiti, compreso il Partito Comunista di Ucraina. L’Occidente, rifiutandosi di riconoscere il referendum, fin dall’inizio, ha adottato il doppio standard. Le stesse forze che contestano che il popolo della Crimea si esprima in modo pacifico per l’indipendenza, in passato avevano sostenuto in particolare la distruzione della Jugoslavia socialista, sfruttando i separatismi locali e incitando alla guerra civile.

Noi denunciamo il doppio standard. Il Partito Comunista della Polonia protesta anche contro la retorica da guerra fredda e la russofobia, promosse dai politici e dai media polacchi. Le autorità polacche, il Primo Ministro Tusk e il Ministro degli Affari Esteri Sikorski, nella crisi ucraina hanno giocato il ruolo dei burattini del grande capitale. Non hanno condotto negoziati, ma fin dall’inizio hanno soffiato sul fuoco delle tensioni sostenendo l’opposizione e negando legittimità al regime. Con profonda preoccupazione stiamo seguendo la situazione, in cui la Polonia è diventata fonte di destabilizzazione nel paese confinante.

C’è bisogno di organizzare il Potere Popolare in Ucraina. Per questa ragione sosteniamo le proteste contro gli oligarchi che sfruttano i lavoratori e contro le autorità di destra imposte dal colpo di Stato nell’Ucraina Orientale e Meridionale.

Il Comitato Centrale del Partito Comunista della Polonia

Marzo 2014