I comunisti di Lugansk: “Non rinunciamo ai nostri ideali e ai nostri simboli”

lugansk1a cura di Flavio Pettinari per Marx21.it

I comunisti non intendono rinunciare alle loro idee e ai loro simboli: di questo ha parlato Maksim Chalenko, primo segretario del comitato cittadino di Lugansk del Partito Comunista, al meeting in occasione del 145° anniversario della nascita di Lenin.

Secondo Chalenko, le decisioni politiche che sono state prese a Kiev, tra cui la legge sulla de-comunistizzazione, equivalgono al suicidio per l’intero paese.

“Qualsiasi persona ragionevole si rende conto che l’eredità del comunismo non sono i nomi delle città e i monumenti. L’alto potenziale industriale, tutti i risultati nei servizi sociali, la migliore istruzione e l’assistenza sanitaria, uno standard di vita adeguato per tutti i cittadini, nonché le regioni occidentali e la Crimea: questo è quello che l’Ucraina ha ereditato dall’URSS. E proprio questi risultati sono rappresentati dai monumenti a Lenin, che si trovavano in tutta l’Ucraina”.

Chalenko ha aggiunto che il tentativo di rinnegare il passato comunista è una minaccia per l’esistenza stessa dello stato ucraino: tali decisioni contrastano con tutte le norme internazionali, che sono state raggiunte dall’URSS e dalla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Non a caso, l’Ucraina ha già ricevuto una serie di rivendicazioni territoriali e di pretese di proprietà da parte di alcuni stati europei. Ed è stata la stessa Ucraina a causare queste rivendicazioni, adottando la legge sulla de-comunistizzazione.

Materiale dell’organizzazione di Lugansk del Partito Comunista

lugansk