I comunisti di Cipro: la crisi è il pretesto per cancellare i diritti dei lavoratori

di Iannakis Thoma, dell’Ufficio Politico del Partito Progressista de Popolo Lavoratore (AKEL)
da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

folla noLa crisi del capitalismo, che ha colpito tutti i paesi del Sud Europa, ha toccato anche l’economia cipriota. Abbiamo problemi con il sistema bancario del paese, a causa dei suoi forti legami con il sistema bancario della Grecia. Sappiamo che le dirigenze della Banca Centrale di Cipro e delle principali banche hanno commesso gravi errori, ammettendo pure che siano errori e non autentici crimini.

La situazione delle banche cipriote è la principale ragione che ha posto il governo di fronte alla necessità di iniziare negoziati con la troika, per ottenere un prestito ed evitare la bancarotta dello Stato.

Tutti sappiamo che nei paesi in cui è entrata la troika, la situazione non è migliorata ma al contrario si è aggravata. Per questo, il nostro governo ha condotto negoziati molto difficili con la troika che permettessero di raggiungere l’accordo, che non è stato ancora firmato.


E’ una situazione molto difficile per il nostro partito, dal momento che siamo il partito di governo a Cipro (altri due partiti hanno abbandonato il governo quando la situazione si è aggravata) e siamo costretti a negoziare un accordo con la troika che va contro le nostre convinzioni.

In tutto il mondo, la crisi viene usata come pretesto per cancellare diritti dei lavoratori. Ciò è stato facilitato dalla scomparsa dell’Unione Sovietica e dei paesi socialisti dell’Europa centro-orientale. I capitalisti non hanno più ragioni per conservare i diritti del popolo lavoratore e ora hanno la grande occasione per liquidarli.

Inoltre, la crisi viene utilizzata dagli USA e dai paesi ricchi d’Europa non solo per sfruttare i lavoratori ma anche per dominare i paesi più poveri della zona euro.

Nella situazione difficile che Cipro sta attraversando dobbiamo raggiungere un accordo. Il governo ha fatto di tutto per porre un limite alle richieste della troika, in particolare per quanto riguarda i diritti dei lavoratori, stabilendo che la sospensione di alcuni diritti non sarà definitiva, ma solo temporanea.

Ma tutti comprendiamo bene che sarà necessario lottare strenuamente in futuro per recuperare questi diritti.

Il governo sta lavorando con i sindacati e tutte le organizzazioni popolari con l’obiettivo di limitare al massimo le conseguenze economiche e sociali dell’accordo con la troika.

*Intervento al 19° Congresso del Partito Comunista Portoghese