Dichiarazione della Segreteria del Partito Comunista della Svizzera Italiana dopo il voto svizzero contro l’immigrazione del 9 febbraio 2014

svizzera immigrazioneAi Partiti comunisti e di sinistra di tutto il mondo

1 – Il 9 febbraio 2014 l’iniziativa razzista contro l’immigrazione, promossa dal partito ultra-nazionalista svizzero UDC/SVP, è passata in votazione popolare. Il risultato per i diritti sociali e per il diritto umanitario è negativo, come noi comunisti avevamo previsto.

2 – Questa decisione mette a rischio numerosi posti di lavoro, favorisce le delocalizzazioni e danneggia conseguentemente l’economia nazionale (che esporta nell’UE per il 60%). I lavoratori svizzeri sono stati messi contro i lavoratori immigrati sacrificando l’unità di classe.

3 – Gli accordi bilaterali fra Svizzera e Unione Europea (UE) hanno creato una forte liberalizzazione del mercato del lavoro a tutto vantaggio del capitale. Il Partito Comunista auspica da anni una rinegoziazione di tali accordi, esaltati invece dalla socialdemocrazia e dalla destra economica.


4 – Il governo svizzero si deve assumere la piena responsabilità politica dell’attuale situazione. La subalternità della borghesia svizzera nei confronti dell’imperialismo europeo e nel contempo la sua totale incapacità di affrontare i problemi sociali nelle zone di frontiera del nostro Paese – come da anni denunciano i comunisti e i sindacati – è alla base di questo disastroso successo dell’estrema destra sciovinista.

5 – Il segretario generale del Partito della Rifondazione Comunista (PRC, Italia), compagno Paolo Ferrero, ha invitato l’UE a rispondere al popolo svizzero “interrompendo i rapporti commerciali e finanziari” fra Bruxelles e Berna. E’ una proposta pericolosa perché così si soffia sul fuoco latente del conflitto inter-imperialista che potrebbe scoppiare in questo momento di crisi economica e istituzionale in Europa. Questa uscita del compagno Ferrero potrà essere usata dalle forze politiche anti-europeiste di stampo fascista per fomentare i nazionalismi e quindi il protezionismo.

6 – I comunisti svizzeri restano convinti che la Svizzera non debba aderire all’UE, tuttavia auspichiamo che il nostro Paese sviluppi relazioni di cooperazione con tutti i paesi, a partire dai BRICS, nell’ottica del multipolarismo. Solo un mondo multipolare che rifugga dai nazionalismi può oggi impedire che l’Europa conosca una nuova guerra inter-imperialista.

Partito Comunista della Svizzera Italiana
Massimiliano Ay, segretario politico